Per molto tempo si è creduto che per avere successo nella gestione di un bar non fosse necessaria una preparazione particolare. Niente di più sbagliato! Anche il barman è un lavoro che necessità di grande professionalità.
L’evoluzione che questa professione ha compiuto nel tempo è stata notevole. Molto del suo fascino è legato ai personaggi della cultura, della politica oppure dello spettacolo che, grazie alla passione per l’alcol, hanno contribuito a creare dei barman ormai entrati nella leggenda. Proprio il rapporto con il cliente è uno degli aspetti più affascinanti di questo lavoro, in cui accanto alla professionalità, al buon gusto e all’ingegno, necessitano doti umane non comuni.
Esistono almeno tre tipologie di addetti a un bar:
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il barista: colui che, dietro a un bancone, prepara e serve caffè, bibite, long drink, cocktail e aperitivi. A volte si occupa anche della cassa, di effettuare gli ordini dei prodotti, di tenere sotto controllo il magazzino, di acquisire gli ordini, di mantenere in ordine il locale,
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il barman: è invece un professionista specializzato nella miscelazione delle bevande o nelle preparazioni gastronomiche, con una conoscenza merceologica e organolettica approfondita e specifica,
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il bartender: ultimo arrivato direttamente dagli Stati Uniti, è uno specialista in Flair. In alcuni casi meglio conosciuto come Freestyle, consiste in un coinvolgente stile di lavoro che oltre a velocizzare il servizio e a meglio gestire i prodotti, riesce a spettacolarizzare l’attività attraverso acrobazie e piroette di bottiglie e bicchieri, favorendo l’intrattenimento al bancone. Attenti a non semplificare con uno sbrigativo “lanciare bottiglie” il tentativo di spiegare il Flair, è molto di più.
Come si può intuire, nell’attuale contesto sociale, ci sono almeno due filoni importanti per svolgere al meglio questa professione:
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una prima più legata a un concetto che potremmo definire “multifunzionale” dell’attività, che richiede al lavoratore la capacità di muoversi all’interno di diverse aree del locale, gestendone una serie di aspetti abbastanza diversi tra loro e con alcune competenze specifiche in:
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una seconda molto più segmentante, che si potrebbe chiamare “specialistica”, maggiormente in linea coi tempi, impegnata a rendere il barman un vero e proprio professionista del bancone bar e che concentra la preparazione e lo sviluppo formativo su alcuni elementi dai caratteri fortemente innovativi:
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tecnica del versaggio
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preparazione di uno o più drink contemporaneamente
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movimenti acrobatici di intrattenimento
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regole sulla postura e regolamentari
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giochi di bar e interazione con il cliente
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come creare un drink menu
L’articolazione che questa professione tende a assumere deriva anche dall’ampliamento delle opportunità di impiego sorte da alcuni anni a questa parte. Infatti, ad esempio, un considerevole incremento di richieste riguardanti un addetto al bancone bar si è avuto dal settore alberghiero per il continuo e costante aumento dei locali destinati al divertimento e al tempo libero. Nonostante tutto il consumatore rimane il vero punto di riferimento per ogni barman e la capacità di soddisfare il cliente la sua preoccupazione primaria,“era come un’amante, era impensabile un giorno senza” diceva Ernest Hemingway parlando dell’adorato Daiquiri di Costante Ribailagua il barman del Floridita a l’Avana.
STELVIO CATENA
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