La necessità di gestire il proprio esercizio come una azienda commerciale è diventata prevalente in un mercato scarsamente differenziato e altamente competitivo come quello dei bar. La concorrenza di altre tipologie di negozi oppure di altre strutture, pensiamo all’area destinata alla consumazione del caffè negli uffici, rende assai difficile mantenere i livelli di fatturato stabili. A meno che….
Nel precedente articolo dedicato ai corsi di formazione professionale organizzati da BarGiornale (Corsi di (in)formazione, 09 – 04 – 2008) avevamo messo in evidenza come un incremento delle conoscenze da parte dei gestori di locali di intrattenimento fosse fondamentale al mantenimento del successo dei relativi esercizi. In particolare si evidenziava la necessità di vedere nell’azienda di produzione un partner e non un competitor. L’attuale riflessione intende, invece soffermarsi sui contenuti didattici che compongono l’offerta dei corsi in esame. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è quello di formare managers di bar di successo. Già in questa definizione possiamo riscontrare tutti gli elementi in grado di chiarire le finalità dell’operazione. In primo luogo formare significa poter acquisire metodologie interpretative e tecniche di analisi in grado di permettere al discente di affrontare con maggiore sicurezza le sfide dei mercati di competenza. Poi managers indica la volontà di creare professionisti capaci di affrontare sfide diverse in situazioni e luoghi differenti, permette cioè di superare l’identificazione fra gestore e proprietario per aprire il mercato del lavoro a specialisti del settore che possono essere ingaggiati per dirigere specifici esercizi. Bar è al momento un’accezione che stenta ad assumere connotati precisi. Mentre qualche anno fa il profilo di questa tipologia di locale era abbastanza omogenea e si fondava su alcuni aspetti basici comuni (per sommi capi: erogare caffè, bibite, dolciumi, alcolici, e permettere il gioco delle carte e del biliardo), oggi le cose sono cambiate e di molto. Si parla sempre di più di locali di intrattenimento dove vengono mescolate, come in un cocktail, funzioni e ruoli diversi: ad esempio si sono fatti largo spazi destinati a coprire aree una volta non di stretta pertinenza del bar ma che rappresentano sensibili incrementi al business. Pensiamo all’angolo riservato alla ristorazione, all’happy hours, agli spazi occupati dai giochi elettronici, al ruolo della televisione, alle opportunità offerte dalla musica dal vivo, agli incontri letterari, all’area destinata ai vini e così via. Insomma la gestione si complica e sono necessarie conoscenze diverse per poter governare con destrezza tutte le opportunità che vengono messe a disposizione degli esercenti dal mercato. Di pari passo alcune prerogative un tempo esclusive del bar trovano nuovi spazi per essere presentate al pubblico. Aziende che aprono negozi di proprietà dove poter offrire direttamente al consumatore i propri prodotti, macchinette per l’erogazione di bibite, caffè, merendine piazzate in uffici, scuole, perfino nelle stazioni, esercizi specializzati nell’offerta di prodotti o linee di prodotti specifici (enoteche, caffetterie, negozi di sole caramelle, specialisti del cioccolato, etc.). Ultimo elemento, ma non ultimo per importanza, il fattore successo. Più che un’opzione è oggi una necessità, senza successo non si riesce a raggiungere risultati apprezzabili e si rischia di perdere a poco a poco la clientela. I settori coperti dai corsi sono diversi: Bar Trends e Promotion (12 ore), una sezione dedicata al Bar Mixology e Gestione del Magazzino (12 ore), un’altra specifica per Tecniche di vendita e standard di servizio (16 ore), uno spazio per Bar relation (21 ore), Bar Amministrazione e Bilancio (6 ore) ed infine attenzione specifica per lo Snack bar (24 ore). Inoltre lo staff della Bar University è disponibile a studiare corsi ad hoc su richiesta specifica da parte delle aziende. Anche la schiera dei docenti appare particolarmente ricca e capace di trasmettere esperienze importanti: da Osvaldo Adinolfi, vice presidente di Edelmann Italia agenzia internazionale specializzata nella comunicazione integrata, a Massimo Ogliotti, chef patron del ristorante “Ponte Vecchio” (Gisarlengo, VC), a Ferdinando Pillon fondatore di Si-Pma società di consulenza di marketing e docente di marketing relazionale, esperieniale comunicazione e gestione della complessità, a Elio Sironi executive chef presso il prestigioso Bulgari Hotels & Resort Milano, a Umberto Caselli Presidente Aibes e tanti altri. Una squadra ben articolata per offrire un ventaglio di esperienze utili a coprire le diverse esigenze dei partecipanti. I corsi prevedono un numero chiuso di fruitori (massimo 25) per garantire un buon livello di apprendimento ad ogni iscritto. Si parte con i primi corsi ad Ottobre. Maggiori informazioni sono a disposizione per chi fosse interessato sul sito www. bargiornale.it oppure contattando il numero 0362 805134.
Stelvio Catena |