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Bar

13-07-2009

Caffè all'aria aperta

Con l’arrivo dell’estate ritorna il rito, in particolare di bar e ristoranti, di occupare gli spazi esterni al locale con tavolini e sedie per concedere al cliente di poter sorbire la consumazione nella cornice animata e multicolore della strada, magari all’ombra di importanti vestigia architettoniche. Non sempre tale soluzione mette tutti d’accordo, in maniera particolare nelle grandi città dove la presenza del nuovo arredamento rischia di rendere meno agevoli per il transito vie e piazze, già assediate da turisti, automobili e altri mezzi di trasporto.  

                 

Prendere il caffè in piena Via della Pace a Roma prima di visitare lo splendido chiostro cinquecentesco del Bramante, oppure in Piazza della Signoria a Firenze o all’ombra del Maschio Angioino di Napoli offre al consumatore un momento di pausa particolare dalla frenesia giornaliera tanto del lavoratore alle prese con le commissioni da svolgere che del turista assetato di cultura e di divertimento. Con l’arrivo della bella stagione la sosta è sicuramente più piacevole all’esterno del locale in special modo se il “ponentino” della capitale o la brezza che sale dal golfo di Mergellina rinfrescano dalla calura estiva. Ecco perciò esercenti e gestori in particolare di bar – pasticcerie, ma in generale di qualsiasi struttura di ristoro, fare a gara per impossessarsi del maggior spazio esterno possibile limitrofo al locale per occuparlo con sedie e tavolini da proporre alla propria clientela. La procedura per ricevere dal Comune ove s’intende rivendicare la concessione di utilizzo, appare abbastanza semplice e consiste nel riempire i moduli di domanda già predisposti e che contengono tutte le informazioni necessarie a facilitare la decisione del primo cittadino, inoltrandoli debitamente compilati alla sede municipale (per le richieste di tipo commerciale normalmente al settore commercio e attività economiche). Tali informazioni consistono in definitiva nell’anagrafica dell’azienda commerciale, nella tipologia di utilizzo che s’intende fare dello spazio, nell’esatta quantità e locazione dello spazio richiesto, nella durata del periodo i cui s’intende occupare la porzione di terreno e negli elementi  di arredo aggiuntivi che si intendono disporre nello spazio richiesto. A questo punto sarà compito dell’Amministrazione rispondere alla richiesta, fissando l’importo annuale del canone di affitto temporaneo, canone che si deve versare nella sua totalità prima dell’inizio dell’occupazione. Attenzione alle occupazioni abusive che, qualora vengano accertate attraverso i controlli della Polizia Municipale, comportano l’emissione a carico del proprietario dell’esercizio di sanzioni amministrative, il più delle volte consistenti in una multa (nella maggior parte dei casi questa risulta composta dal pagamento del canone dovuto maggiorato del 50,0%). In verità canoni, sanzioni e regole di occupazione, pur rifacendosi ad uno spirito legislativo unico, si differenziano per entità e modi d’uso da un Comune all’altro, essendo responsabili della stesura del regolamento le singole amministrazioni. Come spesso succede le opportunità di alcuni diventano problemi per altri, e così una folla di residenti si rivolta alla indiscriminata invasione del territorio comune rivendicando i propri diritti alla fruizione degli spazi esterni della città. Il transito spesso reso difficoltoso se non proprio ostruito dall’arredo esterno (a tavoli e sedie spesso vanno aggiunti ombrelloni e mobiletti per la cassa o per i materiali di servizio, quali posate bicchieri, tovaglioli e così via), non permette un traffico fluente con disagi non secondari per chi è costretto a percorrere quotidianamente queste aree. Se a questo aggiungiamo l’uso della musica e l’apertura serale fino a notte fonda di alcuni esercizi, si può facilmente immaginare lo stato d’animo  dei residenti che, in diversi casi, esplode in aperte quanto minacciose “rivolte”. Si creano a tal fine comitati e associazioni che intendono controllare in qualche modo le attività e il tempo di apertura dei locali, in pieno disaccordo con gli operatori economici e gestori che rivendicano la piena libertà di esercizio, appoggiati in questa battaglia dal “popolo della notte”. Forse anche questa volta la soluzione è a metà strada, e se non è giusto impedire ad un imprenditore di ottimizzare la propria offerta, anche in virtù delle ricadute che il suo successo può comportare per i livelli di occupazione, è altrettanto importante difendere la tranquillità e il riposo dei cittadini.

 

 

                                                                 Sam

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