Iniziano alle sette del mattino, giusto il tempo di sorbirsi un cappuccino e una brioche, un numero cospicuo di giocatori incalliti che raggiungono il bar all’apertura per poter tentare la sorte con le slot-machine. Una tendenza in forte incremento capace di creare vere e proprie tragedie familiari se non tenuta entro i confini del divertimento. Vengono definiti “giocatori compulsivi” e appartengono ad una precisa categoria di malati, almeno a parere degli psicologi, affetti da una vera e propria patologia.
In uno dei suoi film meglio riusciti, L’oro di Napoli (1954), Vittorio De Sica oltre alla regia si assegna, in uno dei cinque episodi, la parte del giocatore incallito che, interdetto per la sua “ossessione” dalla ricca moglie, si ritrova a confrontarsi, pur di appagare il proprio “bisogno di gioco”, con il dodicenne figlio del portiere costretto dal papà a soddisfare le esigenze dell’altolocato inquilino invece di scendere in strada a divertirsi con i suoi coetanei. In quei pochi minuti il grande cineasta italiano, anche lui nella vita reale notoriamente corroso dal demone del gioco, riesce a fornirci uno spaccato di rara efficacia su come possa ridursi un uomo assalito dall’insana mania, tanto che durante una mano di scopa preso da furore iconoclasta l’anziano nobile decaduto mette sul piatto palazzi e tenute di campagna di fronte allo sguardo indulgente del piccolo avversario. Situazioni simili si stanno verificando in alcuni locali, in maggioranza bar, dove sono state installate slot machine o macchinette di videopoker, nelle ricevitorie e in altri luoghi dove si può giocare e scommettere praticamente su tutto. Nella sola Roma sono stati censiti almeno 150.000 “giocatori compulsivi”, quasi il 10% dell’intera penisola dove se ne contano almeno 1.800.000, che rischiano, e spesso dilapidano, vere e proprie fortune nella gola profonda di questi congegni mangiasoldi. Sempre nella capitale sono stati controllati 150 locali, individuate 13 agenzie di scommesse clandestine e sequestrati oltre 100 videopoker, ma è una goccia nel mare. Inoltre a partire dal mese di marzo un’associazione onlus, la Siipac (Società italiana per l’intervento sulle patologie compulsive) si è resa disponibile per favorire il recupero degli affetti dalla malattia del gioco. In altre occasioni ci siamo soffermati sulle opportunità di business offerte ai gestori di esercizi commerciali dalla legalizzazione di tali apparecchiature (NewSlot: al nord si gioca di più, 8 – 10 – 2008; Il boom del gioco, 29 – 07 – 2008) e confermiamo la legittimità di offrire al consumatore opportunità di vincita attraverso meccanismi quali il gioco, come espressioni dell’esercizio del libero arbitrio individuale. Il tutto, però, regolato da leggi che preservino il cliente da raggiri o da pratiche truccate finalizzate ad ingannare il giocatore. Del resto stessa situazione si presenta agli esercenti di un bar – tabaccheria con la vendita di tabacco oppure delle bevande alcoliche. In ognuno di questi casi il ruolo che deve compiere il barista è quello di controllare che il cliente non compia eccessi che si possono trasformare in concreto pericolo per se stessi o per gli altri. Anche un giocatore disperato può risultare dannoso alla comunità come un ubriaco e un fumatore accanito, per questo tenere la situazione sotto controllo si rivela importante per tutti coloro che ospitano nei propri spazi prodotti di tale specie. Detto questo il ruolo del gestore, in pratica un sorvegliante attento a non “produrre” potenziali minacce sociali, si deve limitare al controllo perché la repressione è compito delle forze dell’ordine. D’altro canto se il commercio di determinati prodotti è legale ci deve pur essere qualcuno che se ne occupa. Problemi sono, comunque, in agguato in ogni momento. Non è, perciò, raro trovare un pensionato in lacrime appena fuori il bar, oppure una signora matura seduta in sala per ore davanti alla macchinetta attendere che abbia terminato anche l’ultimo euro. Storie di ordinaria follia che si ripetono con ancor maggiore frequenza nei periodi di crisi, quando una forte vincita può diventare la soluzione più facile per superare un momento difficile.
Sam
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