Parte da Tokyo la nuova, originale proposta per i bar: offrire, insieme alla consumazione, un animale da compagnia a noleggio per ottocento yen l’ora. Si chiama Cat Cafè ed è l’ultima trovata del variopinto e stravagante universo nipponico. Un’iniziativa che ha riscosso subito un lusinghiero successo presso i sempre più numerosi avventori, desiderosi di profondere carezze e affetto magari in cambio di dose massiccia di fusa. Un termometro assai efficace per misurare la solitudine e l’aridità in cui siamo costretti a vivere.
Si chiama Takafumi Fukui il ragazzo con gli occhi a mandorla che un paio d’anni fa a Tokyo ha aperto il Cat Cafè Calico. Trentaquattro anni, grande amante dei felini, ha abbandonato l’impiego che possedeva in un locale dove si giocava a mah jong (il passatempo nato in Cina e che assomiglia ad un gioco di carte ma eseguito con tessere dipinte) per coronare il suo sogno: aprire un bar in cui, accanto alla normale consumazione, si potesse noleggiare la “compagnia di un gatto”. Al momento sono 17 i felini, un maschio e i restanti tutti di sesso femminile, che, insieme ai camerieri, “lavorano” (di getto avrei scritto: “come entreneuse”) nel locale nipponico, tutti ben curati, sani, puliti e particolarmente portati alle coccole. Si lasciano, infatti, accarezzare, strusciano il muso, rizzano la coda e fanno volentieri le fusa. Insomma tutta la rassegna delle moine che hanno reso, questo animale, che per natura si caratterizza come sornione e fortemente indipendente, il migliore amico dell’uomo (primato che divide con l’eterno avversario, il cane, che però presenta qualche problema in più nel trasformarsi in pienamente domestico). Le regole da seguire entrando nel locale sono abbastanza semplici: innanzitutto togliersi le scarpe, indossare delle pantofole, scegliere un tavolino e, dopo aver selezionato cosa prendere da bere, scegliere l’animale con cui trascorre il tempo a disposizione. Prima di iniziare è necessario lavarsi accuratamente le mani e disinfettarle. Accanto al tavolo sono posizionate comode poltrone dotate di larghi cuscini dove poter adagiare il felino. Da quel momento in poi possono iniziare le effusioni mentre si legge, si sorseggia il tè o si scorrono delle riviste. Il tutto con accanto il gatto ben disposto a lasciarsi andare in sdolcinati atteggiamenti, per soli 800 yen l’ora (l’equivalente a circa 5 euro). Attenzione però, il felino non può essere preso in braccio e trasportato da un luogo all’altro del locale, ci si può giocare lasciandoli liberi di muoversi arbitrariamente. L’iniziativa ha riscosso un successo repentino quanto inaspettato. In poco tempo gli avventori si sono moltiplicati, tanto che attualmente per il week end è necessario prenotare il posto in anticipo. In molti, a causa di allergie di qualche componente della famiglia oppure di rigidi regolamenti di condominio, non possono tenere animali in casa e sapere di poter trascorrere, comunque, qualche ora in loro compagnia rappresenta un modo piacevole di trascorrere parte della giornata. Siamo davvero così soli e bisognosi di affetto? La domanda sorge spontanea nel momento in cui pensiamo al fatto che, una volta, al bar si incontravano gli amici e le persone con cui era piacevole stare, mentre i ritmi e le consuetudini della vita moderna ci isolano sempre di più e si fa fatica a conciliare le proprie esigenze con quelle degli altri. Meglio vedersi con un gatto che non ha problemi di tempo e di cui non siamo costretti ad ascoltare i racconti del disagio quotidiano. Pazienza e disponibilità verso gli altri sono pregi sempre più rari fra gli umani, conviene relazionarsi con animali meno impegnativi ed esigenti degli amici. Nei locali di questo tipo è vietato l’ingresso ai bambini sotto i 10 anni per evitare che i più piccoli possano infastidire i gatti con atteggiamenti troppo aggressivi. La media giornaliera di visitatori si aggira intorno al centinaio e gli affari vanno a gonfie vele. Oggi esistono nella capitale giapponese tre bar di questo tipo, ma il Calico, anche perché è stato il primo, è considerato il migliore. Ernest Hemingway, che nella residenza cubana possedeva ben 57 mici, era solito dire: “I gatti dimostrano di avere un’assoluta onestà emotiva. Gli esseri umani, per una ragione o per l’altra, quasi sempre riescono a nascondere i propri sentimenti. I gatti no”.
Sam
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