| La tendenza da parte della razza umana a contrastare l’invecchiamento ha contagiato un po’ tutte le attività che una persona compie durante la giornata. Dall’accortezza nella selezione dei cibi, al tempo dedicato all’esercizio fisico, alle tecniche di relax, ai prodotti più o meno farmaceutici a disposizione del consumatore in grado di migliorarne le prestazioni. Anche al bar sono ormai arrivati i “drink antirughe”.
In principio il “buon vivere” consisteva nel poter consumare cibi e bevande esclusive in quantità notevoli, poter dedicare molto tempo all’ozio, più o meno produttivo, tirare tardi la sera, beneficiare dei progressi della tecnologia che produce di continuo macchine che sottraggono lavoro e fatica all’uomo. Da qualche tempo a questa parte le situazioni si sono radicalmente invertite. Si mangia sempre meno e sempre più attenti alla composizione dei vari alimenti, si evitano bevande alcoliche o gassate, si dedica spazio considerevole allo sport, meglio se all’aria aperta, si riprendono lavori e attività che sembravano perse nei meandri della storia, si va a dormire presto e con lo stomaco quasi vuoto. Questo è oggigiorno il “buon vivere”. Un vecchio amico di pasta antica suole dire: “Vivere da malato per morire sano”. Lo sviluppo della medicina e degli studi relativi alla composizione genetica dell’essere umano hanno diffuso la convinzione che si possa lottare contro l’invecchiamento. Già in altre occasioni abbiamo affrontato questo tema (Evviva il bio-drink, 30 – 10 - 2007) che sempre di più sta contagiando ogni settore delle attività giornaliere di una persona, torniamo a parlarne nella rubrica dedicata ai bar per una nuova tendenza che si sta affermando nella preparazione e nel consumo delle bevande. Nei locali più trendy già da qualche tempo si può degustare il Polonio 210 che, nonostante non rientri nella categoria delle bevande anti invecchiamento, rappresenta una gustosa novità in cui gioca un ruolo secondario la miscela di prodotti più o meno alcolici che ne compongono la struttura, mentre la diversità è rappresentata dall’aspetto. In effetti al consumatore si presenta come un cocktail “fumante” (proprio come le pozioni magiche nei film fantastici), effetto ottenuto grazie alla compressione di anidride carbonica, che ha una potenza refrigerante di 82° sotto lo zero e che inserita in un drink passa dallo stato solido a quello gassoso saltando quello liquido e provocando, così, un denso fumo bianco. Nome di fantasia ma dai risvolti inquietanti se si pensa che il composto chimico da cui si è mutuato il nome, sembra sia stato il veleno con cui è stato eliminato l’ex agente russo del KGB Alexandr Livtinenko. Accanto all’avanzare delle “pozioni magiche” si stanno affermando sul mercato una serie di bevande che si qualificano come antirughe. Alla base di tali miscele è posto il collagene (la principale proteina del tessuto connettivo animale) che dà struttura al corpo umano, proteggendo e sostenendo i tessuti più molli e connettendoli con lo scheletro. È ben chiaro come gli effetti indicati rassodino la struttura corporea ritardando gli effetti che l’invecchiamento delle cellule produce sui tessuti. Un esempio di miscela di questo tipo è composto da: pepe rosa, agrumi, acqua, succo di sedano, zucchero e collagene di pescecane al 70%. In Asia spopola lo yogurt Essensis che, nonostante non possa essere considerato alla stregua di un cocktail, arricchisce comunque l’offerta di prodotti da bere. Sulla stessa lunghezza d’onda anche alcune multinazionali quali Coca Cola, che grazie a Karada Meguri Cha, beauty drink per ora riservato al solo mercato orientale, appaiono particolarmente attente a questo tipo di proposte. Il Karada Meguri Cha è composto da estratti di funghi, carote e arancia, viene consigliato perché migliora la microcircolazione e svolge un’azione detox rendendo la pelle più luminosa. In effetti la tendenza è quella di utilizzare sempre di più la via orale come veicolo di diffusione di prodotti cosmetici che migliorano lo stato fisico generale. A tutti i baristi attenzione le nuove tendenze possono portare a breve importanti cambiamenti. Il “The Clinic” a Singapore, locale cool della capitale indonesiana, è in tutto e per tutto strutturato come un ospedale: tavoli da obitorio, luci da sala operatoria, posate – bisturi e drink alla flebo. Sedie? Naturalmente a rotelle.
Sam |