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Bar

13-11-2010

Ecco i cocktail "indispensabili"

L’IBA (International Bar Association) ha stilato anche per il 2010 la lista dei cocktail che ogni locale dovrebbe essere in grado di offrire ai propri clienti, una specie di vademecum del bartender, che rende sicuro l’avventore appassionato di poter sorbire la bevanda preferita indipendentemente dall’esercizio scelto. La lista comprende miscele più o meno famose, accumunate dalla caratteristica di poter soddisfare il palato del consumatore con abbinamenti di grande fascino,capaci di dar vita a bevande dai sapori decisi e originali.

 

Al momento attuale l’elenco dei cocktail è suddiviso in cinque mega categorie: pre – dinner, after dinner, long drink style, popular e special.  A stilarlo è l’IBA, l’associazione fondata il 24 febbraio 1951 a Torquay nel Devon (GB) e con sede a Singapore, che raccoglie i barman di un po’ tutto il mondo. Fin dalla nascita è diventata il punto di riferimento fondamentale per una professione che ha avuto, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, uno sviluppo notevole. Al momento attuale comprende rappresentanti di ben 55 nazioni da tutti e cinque i continenti. Il compito principale dell’associazione, oltre all’organizzazione di eventi mirati tra i quali le competizioni internazionali, i congressi di categoria e i meeting intorno ad argomenti di interesse specifico,  consiste nella descrizione particolareggiata e nella codifica esatta, tanto della tipologia e qualità degli ingredienti che delle dosi necessarie, dei principali e più importanti cocktail in circolazione. Nell’anno in corso fanno parte della fondamentale lista 65 bevande, divise per le cinque categorie analizzate all’inizio articolo, e precisamente: 23 nell’area pre dinner,  11 in quella after, 17 nel segmento long drink, 14 popular e 1 soltanto nel settore special. Tra i primi: l’”Americano”, il “Daiquiri”, i diversi tipi di “Manhattan”, tutti i “Martini” (in verità quasi tutti l’”Apple Martini” è collocato nei popular), il “Margarita” (tequila, cointreau, succo di lime o di limone fresco), il “Negroni”, il “Paradise” (gin, brandy all’albicocca, succo d’arancia), il “Rob Roy” (scotch whisky, vermouth rosso, qualche goccia di angostura, guarnito con una ciliegia al maraschino cherry). Nelle miscele consigliate per il dopo cena appaiono altrettanti nomi illustri delle bevute postprandiali: il “Brandy Alexander” (cognac, crema di cacao, crema di latte), il “Black Russian” (vodka, liquore al caffè) di cui esiste anche una versione “White”, nella quale si aggiunge crema di latte, che a volte, per l’estrema gradevolezza del sapore, viene proposto anche come dessert, il “French Connection” (cognac, liquore all’amaretto), il “Grasshopper” (crema di menta verde, crema di cacao bianca, crema di latte). Decisamente apprezzati da un larghissimo pubblico le miscele definite long drink, dove sono collocati: il “Bellini”, il “Bloody Mary”, il “Gin Fizz”, la “Piña Colada”, l’”Irish Coffee”, la “Mimosa” (champagne, succo d’arancia) da servire rigorosamente  in flute, l’”Horse’s Neck” (brandy, ginger ale). Vecchie conoscenze anche fra i cocktail popular: la “Caipirinha”, il “Mojito”, il “Cuba Libre”, uniti a bevande meno conosciute, ma dal nome accattivante: l’”Orgasm” (cointreau, bailey’s irish cream, grand marnier), il “Sex on the Beach” (vodka, liquore alla pesca, succo d’arancia, succo di mirtillo rosso), il “Cosmopolitan” (vodka al limone, cointreau, succo di lime fresco, succo di mirtillo rosso), l’”Apple Martini” (vodka, liquore alla mela, cointreau). L’ultimo settore, quello denominato special, si compone di una sola proposta: il “Ladyboy” (bailey’s irish cream, brandy). Naturalmente, nel prontuario IBA sono specificati: il tipo di bicchiere da utilizzare (particolare che per gli specialisti assume importanza fondamentale), quando e quanto ghiaccio, che è comunque sempre presente, utilizzare, una breve storia di come è nata la bevanda, il tipo o i tipi di guarnizione consigliata, e in particolare le quantità precise di ogni ingrediente, che formano il reale valore aggiunto della guida e ne fanno un manuale la cui conoscenza è obbligatoria per qualsiasi bartender che si rispetti, in qualunque parte del mondo svolga la sua professione. Inoltre è divenuto uno strumento indispensabile per tutti coloro che intendono fare del proprio locale un luogo dove poter gustare il cocktail preferito nella maniera migliore, con la giusta dose delle singole sostanze capaci di creare quel sapore unico e affascinante.  

        

                                                                  Sam

 

 

 

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