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30-10-2007

Evviva il bio-drink

Trionfa, nell’estate ormai al tramonto, il consumo di bevande analcoliche. Accanto alle tradizionali bibite i consumatori preferiscono le nuove proposte energetiche ricavate da ogni tipo di frutta o di erba aromatica. L’obiettivo principale: una drastica riduzione nell’assunzione di calorie.

 

Ci eravamo già occupati la volta scorsa (cfr. “E’ tempo di cocktail”) dei consumi di bevande previsti durante l’estate. Tra le novità maggiormente in voga avevamo segnalato la comparsa di nuovi cocktail analcolici che, grazie anche al favore di alcune star di Hollywood, stavano guadagnando continui consensi presso i consumatori. Ora, a estate inoltrata, siamo in grado di trarre alcune conclusioni anche con l’aiuto di una serie di statistiche che ci aiutano a meglio comprendere le dimensioni quantitative del fenomeno. Iniziamo con l’analisi di alcune cifre di carattere internazionale desunte dall’indagine compiuta sull’argomento dalla Zenith Research Group. Escludendo le acqua minerali, il consumo di bevande analcoliche a livello planetario si attesta sui 517 miliardi di litri, con la concreta prospettiva di raggiungere nel 2009 i 600 miliardi di litri. Il consumo pro capite mondiale raggiunge i 79 litri con un incremento rispetto al 2006 di un + 3,8%. Il comparto comprende: le acque imbottigliate, le bevande a base di frutta e le bibite mirate a singoli bisogni. Queste ultime devono considerarsi le vere e proprie novità dell’offerta e sembrano essere per il futuro quelle con maggiori incrementi di consumo percentuali. In effetti dal comparto sportivo (integratori salini prima di tutti), a quello energetico (drink a forti contenuti vitaminici), al salutistico (infusi e tisane alle erbe) tutta una serie di nuove, invitanti offerte sono a disposizione del consumatore. Del resto le dichiarazioni di preferenza per tali prodotti vedono l’aspetto “non fanno ingrassare” al primo posto con il 37% di consensi, seguito da “sono più dissetanti” segnalato dal 27% degli intervistati e, infine,  “fanno sudare meno degli alcolici” chiude l’indagine preferito dal 15% dei dichiaranti. L’anno appena trascorso ha segnato il record di utilizzo di bevande calde, fredde e milk drink con la considerevole cifra di 1.500 miliardi di litri globali (il + 2,6% sull’anno precedente) che significa un consumo pro capite di 230 litri. Anche i consumi nazionali evidenziano alcuni elementi su cui riflettere nella selezione dei prodotti da offrire al pubblico. Intanto ogni italiano beve in media 60 litri di bevande analcoliche l’anno: aranciate e bibite al gusto di cola, seguite da tè pronto, poi infusi (l’incremento stimato per il 2007 rispetto l’anno precedente supera il 10%) e per terminare con le spremute, spesso dai sapori inediti e fortemente aromatici. La passione degli italiani per le bibite lisce è documentata anche da una recente indagine della Nielsen italiana sui consumi di bevande nel nostro paese. La multinazionale statunitense pone questa tipologia di prodotti nelle preferenze dei nostri concittadini subito dopo i succhi, i nettari e i prodotti solubili. Stabilisce, inoltre, che il 71% dei ristoranti della penisola mediterranea offrono per la conclusione del pasto come alternativa al caffè proprio una selezione, più o meno vasta, di infusi. Del resto italiano è il primato di consumo per quanto riguarda le acque minerali in bottiglia con 12.200 milioni di litri nel 2006, che significa un consumo pro capite di 194 litri con la prospettiva di superare i 200 litri nell’anno in corso. Le preoccupazioni dietetiche e salutistiche stanno, ormai, avendo il sopravvento, insieme alla tendenza sempre più diffusa a mantenere un fisico tonico e sano. Quale migliore soluzione alla sete di bevande dissetanti, tonificanti, in grado di depurare e favorire addirittura l’abbronzatura, con una quantità di calorie molto vicina allo zero? Ecco in arrivo il Daiquiri con banana e papaya, il Caipisalvia in sostituzione del Caipirinha, il Long Island Green Tea, Il Liquirizia Sour  e l’Anice Cocktail.  Salute e benessere in primo piano e, da non sottovalutare, la sicurezza, si può uscire dalla discoteca dissetati, allegri e in condizioni anche di guidare l’auto. State sicuri che per i tempi che corrono non è poca cosa.

 

 

                                                                           Sam Tonini

 

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