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Bar

07-10-2009

Gli 80 anni della Capannina

La “Capannina”, storico bar ristorante music hall di Forte dei Marmi in provincia di Lucca, diventa ottuagenaria. Il “capanno” sulla spiaggia acquistato nel 1929 da Achille Franceschi per servire aperitivi e bevande fresche ai clienti della spiaggia versiliese, si è ben presto trasformato in uno dei ritrovi di maggior fascino e più esclusivi dell’intera penisola, diventando una meta imprescindibile per attori, intellettuali, politici e gente del bel mondo. Dei locali storici nazionali è fra i pochi che non hanno mai chiuso né cambiato nome.

                  

Nel momento in cui abbiamo deciso di rendere omaggio alla “Capannina di Franceschi” per i festeggiamenti relativi ai suoi 80 anni siamo stati indecisi se fosse più giusto inserirla nella rubrica dedicata ai bar oppure in quella dei ristoranti o ancora nel settore in cui affrontiamo i temi riguardanti i locali di intrattenimento, dal momento che lo storico esercizio rappresenta tutto questo ai massimi livelli. Abbiamo optato, infine, per il bar poiché la vocazione originaria del fondatore era proprio quella di servire aperitivi e cocktail agli accaldati clienti dei bagni di Forte dei Marmi. La località della Versilia a pochi chilometri dalla costa ligure conta poco più di ottomila abitanti, ma durante il periodo estivo si trasforma in uno dei centri maggiormente popolati da personaggi dello sport, della politica, delle arti e della finanza. Era l’estate del 1929 quando un dinamico e intraprendente albergatore indigeno, Achille Franceschi, decise di trasformare un capanno al limitare della spiaggia, quasi al confine con il comune di Marina di Pietrasanta, in un piacevole angolo dove poter gustare bibite e aperitivi freschi e dissetanti. Al riparo dal sole mise una decina di tavoli e un grammofono a manovella, mentre al centro della scarna costruzione veniva allestita una piccola pista da ballo. In breve tempo divenne il ritrovo ideale per tutti coloro che intendevano trascorrere una serata in allegria fra balli, buon cibo (in particolare pesce) e gagliarde bevute. Erano gli anni in cui quell’area dell’alta Toscana attirava un numero di turisti considerevole e qualificato. Tra i primi a frequentare assiduamente il locale va citato quel conte Camillo Negroni che diede il nome e gli ingredienti proprio a uno dei più conosciuti e diffusi cocktail italiani. Altro personaggio blasonato legato alla “Capannina” è stato il conte Giovanni Nuvoletti, conosciuto nell’alta società per i suoi modi squisiti e la sua proverbiale eleganza, ma che deve la gran parte della notorietà alla lunga relazione, poi sfociata nel matrimonio, con Clara Agnelli, già consorte in prime nozze di Tassilo Fürstenberg, e all’ostracismo dimostrato per diversi anni nei suoi confronti dal celebre fratello di lei, l’omonimo avvocato Giovanni (detto Gianni). Si racconta che Italo Balbo scendesse per l’aperitivo, da prendere con Guglielmo Marconi, dall’idrovolante parcheggiato sul bagnasciuga e si ricordano ancora le apparizioni di Edda Mussolini in compagnia dell’amico stilista Emilio Pucci, prima di conoscere Galeazzo Ciano. Numerose foto documentano le celebri frequentazioni del locale, in particolare nel secondo dopoguerra. In una si riconosce un non più giovane Angelo Moratti durante una pausa dagli affari e dai successi della sua “grande Inter”, mentre in un’altra un sempre “tirato” Pier Paolo Pasolini osserva il mare in costume da bagno. Non sono di certo mancate le star del cinema, a cominciare da William Holden, sorridente in occhiali scuri da sole, per proseguire con Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Esistono ancora testimoni che si ricordano della lunga discussione svoltasi ai suoi tavoli fra Eugenio Montale e Carmelo Bene (il poeta premio Nobel fu tra i primi e più convinti estimatori del talentuoso attore salentino), cui dovettero intervenire per porvi termine Virginia e Alberto Mondadori. Nel frattempo il mito si alimentava grazie anche ai cantanti che si alternavano  sul suo palco: da Mina a Paul Anka, da Gino Paoli a Patty Pravo, dai Platters a Abbe Lane e Xavier Cougat. Lì si tenne anche l’unica esibizione italiana del “passerotto” d’oltralpe: Édith Piaf. Gli attuali proprietari, Gherardo e Carla Guidi subentrati ai Franceschi nel 1977, hanno previsto un brindisi con mille bottiglie di champagne, un riconoscimento che l’arzilla “vecchietta” merita tutto.

 

 

 

                                                       Sam

 

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