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Bar

29-01-2012

Largo ai giovani

Nel panorama nazionale dei bar di successo si stanno affermando alcuni locali gestiti da giovani talenti che, grazie a una serie di idee innovative e a una notevole passione per questo tipo di lavoro, stanno ottenendo un successo diffuso quanto meritato. Un segnale importante per la vitalità e la solidità di un settore che non sta attraversando un periodo particolarmente brillante e un esempio di come la creatività unita alla capacità di intercettare i segnali positivi che giungono dalla società dei consumi portino il più delle volte all’eccellenza.    

 

                                                                                Sam

 

In una delle tante guide che si affollano sugli scaffali di librerie e sulle vetrine delle edicole, per la seconda volta negli ultimi tre anni, è stato premiato con il miglior punteggio un bar, situato nel bel mezzo della campagna brianzola a due passi da Lecco, lontano dai grandi centri urbani e dalle principali vie di comunicazione. Non è, comunque, la marginalità del locale a caratterizzarne il primato, quanto il fatto che a gestirlo sono due giovani fratelli, Marco e Andrea Colzani, che insieme fanno cinquantotto anni. In una società, come quella italiana, caratterizzata da ragazzi alla disperata ricerca di un lavoro a tempo indeterminato, molti impossibilitati dalla mancanza di un impiego altri sempre più restii a lasciare le proprie famiglie, trovarne un paio capaci di avviare un’impresa commerciale di successo è una notizia che suscita speranza e fiducia nel futuro. Il “Colzani”, esercizio che prende il nome dai proprietari, si caratterizza per una scelta di fondo che anima la gestione dei fratelli: mettere al centro del proprio interesse di commercianti il cliente, la sua salute, i suoi bisogni, la sua tranquillità. “Ci piace coccolare i clienti – affermano orgogliosi dei risultati raggiunti Marco e Andrea -, anche quelli più piccoli: con la complicità di alcune maestre, organizziamo corsi di scoperta del cioccolato, mostriamo come si lavora, facciamo percorsi sensoriali. I bambini sono entusiasti”. Per raggiungere tale obiettivo si è deciso di percorrere due strade nella fornitura di prodotti e servizi: una prima riguardante la piacevolezza dell’arredo degli interni, all’insegna della comodità e della discrezione, pur con un occhio di riguardo al design; una seconda relativa alla assoluta qualità dell’offerta. Su quest’ultimo argomento lasciamo ancora la parola ai ragazzi: “Qualità prima di tutto. Selezioniamo all’origine le miscele di caffè e le fave di cacao, scegliamo latte e farine tra i migliori piccoli produttori locali, facciamo in casa i succhi e le marmellate, ci prendiamo cura dei lieviti come fossero creature”. Oltre a ciò il successo è stato determinato anche dalla nuova formula che l’esercizio propone al mercato. In effetti oltre alle eccellenze fino ad ora elencate, che, però, rientrano nella fisionomia di un buon locale tradizionale, magari con un pizzico di attenzione in più alla genuinità dei prodotti offerti alla clientela, altri sono gli atout che i giovani imprenditori giocano a proprio favore. Accanto al bar sono state individuate altre aree tematiche che offrono al consumatore servizi aggiuntivi: si possono acquistare fiori o libri che godono di spazi autonomi, mentre sono a disposizione dei potenziali avventori anche camere e un’efficiente spa attrezzata di tutto punto. Ultimo nato il ristorante, affidato alle cure di un cugino chef allievo di Gualtiero Marchesi, dall’insegna in linea con l’impostazione generale data alla struttura: si chiama, infatti, “Materia prima”. La multifunzionalità e l’attenzione alla qualità, che in alcuni casi sfiora la ricercatezza (lo yogurt di capra di un piccolo allevatore vicino, le brioche fragranti di lievito madre e marmellata bio, la carne proveniente da allevamenti di mucche felici, le paste fatte in casa), donano al “Colzani” una originalità che lo rende unico, almeno per ora, nel panorama nazionale, in condizione di competere con i più importanti locali internazionali. Non ci sarebbe niente di strano se invece che a Cassago Brianza il locale fosse situato nel quartiere berlinese di Friedrichshain oppure nell’East Village di New York. Altri locali segnalati, sempre a conduzione “giovanile”, si segnalano per l’abbattimento degli schemi consolidati tra distributori di dolce e salato. Al “300 Lounge” di Lecce si trovano, indipendentemente dall’ora in cui si arriva, rustici e ricette light, bocconotti e crudi di pesce, bollicine e grandi cocktail. In Friuli, la “Caffetteria Torinese” di Palmanova serve da mattina a sera scampi crudi del Golfo del Quarnero e fiori d’aglio raccolti sul Carso. Mentre a Cattolica lo “Staccoli Caffè” offre, nei fine settimana per ventiquattr’ore di fila, spaghetti e crostatine, grazie al lavoro di uno staff di sessanta ragazzi. Rispetto alle 120.000 licenze sparse sul territorio nazionale un esigua avanguardia di giovani, però in grado di indicare una nuova strada per il successo.    

 

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