Alcuni dati da poco pubblicati intorno alle presenze nei principali luoghi a pagamento della penisola, pur confermando delle certezze, riservano alcune sorprese di non poco conto riguardo i gusti e le tendenze degli italiani. Secondo le statistiche si fa largo presso i nostri connazionali una irresistibile attrazione verso i parchi di divertimento.
In qualità di operatori turistici, per gli albergatori è importante percepire alcuni fenomeni all’interno del tessuto sociale che rappresentano indicatori di tendenze in atto presso una parte considerevole dei consumatori. In base a tali conoscenze può diventare più facile per gli esercenti predisporre servizi, anche di carattere fortemente innovativo rispetto alla tipologia di offerta fino a quel momento adottata, in grado di rendere maggiormente piacevole ai clienti il soggiorno presso le proprie strutture. L’Italia, come abbiamo detto più volte, raccoglie quasi il 40% del totale mondiale di opere d’arte e rappresenta il paese dove si può meglio documentare il processo di evoluzione artistica dell’intera civiltà occidentale. I numerosi siti archeologici e artistici sparsi un po’ in tutta la penisola attirano ogni anno milioni di visitatori di tutto il mondo. In base a tali considerazioni ha destato non poca sorpresa la pubblicazione da parte del Ministero dei Beni Culturali delle statistiche, incrociate con i dati della SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) sulle vendite dei biglietti per le attività di intrattenimento e spettacolo, riguardanti l’affluenza nelle località cui è indispensabile un biglietto per poter entrare. Secondo tale studio al terzo posto si colloca il parco di divertimenti di Gardaland con oltre 3.000.000 di presenze. Perciò, dopo il Colosseo che con 4.454.000 tickets staccati (quasi mezzo milione in più dello scorso anno quando si era fermato alla soglia dei 4.000.000, registrando, così, un bel 13% d’incremento) si piazza al primo posto e i Musei Vaticani, sempre nella capitale, che lo seguono a ruota con 4.310.000 presenze, grazie alle sue oltre 40 attrazioni Gardaland conquista un posto sul podio dei luoghi a pagamento più frequentati all’interno del territorio nazionale. Un bel successo per il centro nato nel 1975 sulle rive del lago di Garda, in provincia di Verona, per volontà di un imprenditore locale, Livio Furini, che seppe precorrere i tempi. L’acquisto nel 2006 da parte della multinazionale del divertimento britannica Merlin Entertainments, seconda al mondo soltanto alla statunitense Disney, ha portato Gardaland al quinto posto della graduatoria mondiale dei parchi di divertimento, davanti anche a Disneyland Paris. Non è un caso che dallo scorso anno al suo interno ospiti il più grande cinema quadrimensionale d’Europa. Proseguendo nella hit parade delle presenze subito dopo il terzo posto troviamo con 2.540.000 visitatori uno dei luoghi magici della penisola: gli scavi archeologici di Pompei. L’altra sorpresa riguarda proprio la quinta posizione occupata da un altro parco di divertimento, quello di Mirabilandia frequentato da 2.000.000 di persone. Con i suoi 750.000 mq di estensione, di cui 100.000 dedicati al parco acquatico, è la più grande struttura dedicata al divertimento presente in Italia. Inaugurata nel luglio del 1992 alle porte di Ravenna in pochi anni ha assunto un ruolo importante nel panorama delle località di intrattenimento, grazie a una politica di investimenti che ha arricchito l’offerta giochi di continue novità. Tra le altre attrazioni è possibile salire sulla ruota panoramica illuminata più grande del mondo. A seguire nella graduatoria si piazzano alcuni musei che rappresentano veri e propri scrigni ricchi di tesori artistici di valore inestimabile: la fiorentina Galleria degli Uffizi che registra 1.629.000 visitatori, la Galleria dell’Accademia a Venezia con 1.290.000 presenze, il Castel Sant’Angelo lungo le sponde del Tevere ricco di 850.000 curiosi e, infine, la Reggia di Caserta alle porte di Napoli con 671.000 avventori paganti. Tali risultati, se non offrono sorprese riguardo alcuni dei monumenti e raccolte di opere d’arte più conosciute al mondo, offrono spunti di riflessione di come anche la finzione, accanto all’originale, divenga una gradevole attrazione per vaste fasce di pubblico. Trovarsi a visitare una piramide dell’antico Egitto, piuttosto che calarsi nel clima seicentesco della Tortuga a fianco di immaginari pirati, al giorno d’oggi può rappresentare per la famiglia una valida alternativa alla reale testimonianza di passate civiltà. Una considerazione che può portare spiacevoli conseguenze ad un paese che ha costruito sulle vestigia del passato una buona fetta del suo successo internazionale.
Egidio Crispoldi |