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07-03-2008

Fitness e musica

La nuova frontiera del benessere sembra passare attraverso la musica. Aerobica e acqua gym devono considerarsi superati, come i vecchi pesi capaci spesso di gonfiare soltanto  i muscoli, mentre il consumatore di oggi desidera scolpire il proprio corpo. È bene tenerne conto per offrire ai clienti del nostro albergo le tecniche di fitness di maggior successo e diffusione.

 

Come al solito viene dagli Stati Uniti, non poteva essere diversamente, e come al solito riscuote un successo travolgente. Stiamo parlando dell’ultima moda per quanto riguarda il fitness. In inglese suona Sweat and smile che potremmo tradurre in “Suda e sorridi” e rappresenta la più recente novità in fatto di cura fisica della persona. Consiste nel predisporre un’area sufficientemente vasta per ospitare un determinato numero di individui che, sotto la guida di un istruttore, effettuano passi di danza al ritmo di musica. I partecipanti sono, in pratica, stimolati a realizzare vere e proprie coreografie, che per essere ben eseguite richiedono una concentrazione assoluta e una dedizione al raggiungimento del risultato totale. Il tutto, per essere ben eseguito, sottopone l’allievo ad uno stress notevole e ad una fatica boia. In qualche modo si è riusciti a unire la discoteca alla palestra. La miscela si è rivelata una bomba e sta reclutando sempre più appassionati, trasformando i centri di benessere che corrono ai ripari. Del resto da diverso tempo si moltiplicano gli inviti da parte di medici, psicologi, terapeuti, a ridere, individuando nell’allegria un importante fattore in grado di contribuire in modo efficace sia al miglioramento della qualità della vita che alla prevenzione o alla cura di un numero notevole di disturbi fisici. Ora anche gli specialisti della cura del corpo si allineano a questa tendenza ricordando come ogni volta che sorridiamo muoviamo 400 muscoli del corpo e che 5 minuti di risata corrispondono a 30 minuti di esercizi aerobici. La situazione presenta, però, anche qualche difficoltà. Per esempio l’individuazione dell’istruttore. In effetti non basta più essere preparati nell’applicazione di esercizi fisici specifici per le diverse zone del corpo oppure conoscere il corretto utilizzo dei macchinari necessari alle sedute in palestra, in queste nuove discipline è necessario che l’istruttore si trasformi in “motivatore”, cioè in un insegnante che non può limitarsi ad illustrare il corretto svolgimento di un esercizio, ma che deve spingere ed aiutare l’allievo a raggiungere il traguardo prefissato in fase di programmazione dell’attività. Spesso i trainer, al termine di una sessione, vengono osannati come pop star e gli applausi si diffondono nella sala come al termine di un concerto. Negli Stati Uniti esistono società che forniscono prestazioni anche a domicilio per singoli utenti oppure gruppi più o meno numerosi di persone intenzionate ad avvalersi del servizio. Le stesse aziende possono organizzare corsi per il loro personale. Certo che se andiamo ad analizzare i numeri ci accorgiamo di essere di fronte a un vero e proprio fenomeno di massa. In Italia, secondo le ultime statistiche a disposizione, le palestre raccolgono non meno di 10 milioni di frequentatori, coinvolgono oltre 100 mila addetti, distribuiti su 7 mila strutture operanti in tutto il territorio nazionale. Tutto questo genera 10 miliardi di euro l’anno come giro d’affari, un volume di denaro ingente che non si può non definire, con un pizzico d’ironia, frutto di sudore e fatica. In aggiunta agli aspetti positivi per la salute fisica lo star bene genera anche ritorni positivi di carattere comportamentale e psicologico che rendono la persona maggiormente aperta ai contatti umani ed alla socializzazione, contribuendo a fare della palestra un polo di aggregazione importante nel panorama urbano. Un antidoto contro la tendenza alla solitudine, alla chiusura verso il prossimo, all’isolamento mentale così diffuse nell’attuale società, in cui depressione e scontento sono sempre in agguato. In qualche modo, almeno nelle città più grandi, tali strutture stanno sostituendo il “club” oppure il “circolo” di vecchia maniera e si stanno rivelando salutari centri sociali in modo particolare per la truppa di recenti pensionati ancora giovanili e “in forma” che hanno tempo, energie e risorse economiche da mettere a disposizione della ricerca del benessere. Effettuati gli esercizi si trasloca, infatti, nell’area massaggi, poi una capatina al ristorante e, infine, una salto in biblioteca per dare un’occhiata a libri e riviste. Tutto con il sorriso sulle labbra.

 

 

                                                                      Egidio Crispoldi

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