Torniamo sull’argomento “vacanze in montagna” per una serie di riflessioni intorno ad alcune nuove tendenze che intendono mantenere alto l’interesse dei turisti nei confronti dell’offerta vacanze in altitudine, nonostante l’attrazione principale, la neve, tenda sempre più a farsi desiderare.
Le ultime statistiche assommano a 10 milioni gli italiani che si dicono sciatori, a 6 milioni i turisti stimati per la stagione 2007-2008, a oltre 5 miliardi di euro il giro d’affari presunto sempre per il periodo in atto. Dati confortanti per gli operatori del settore che vedono ottime opportunità di affari a portata di mano. Eppure, nonostante quest’anno i risultati debbano considerarsi positivi, il principale protagonista della stagione invernale, cioè la neve, sembra disertare sempre di più le piste di sci. È vero che la tecnologia viene incontro agli sportivi inondando le montagne di neve artificiale( è bene ricordare che dei 6.600 km di piste esistenti in Italia il 60 % è ormai innevato artificialmente), ma poter compiere le discese con sotto gli sci il prodotto naturale è tutta un’altra cosa. Le previsioni in questo campo non sono rosee e le relazioni scientifiche degli esperti di meteorologia non concedono molti spiragli alla speranza. La terra tende inevitabilmente a riscaldarsi. Di fronte a prospettive di questo tipo è bene correre ai ripari e trasformare l’offerta di periodi di vacanze in montagna in qualcosa che possa fare a meno anche della neve. Alcuni suggerimenti possono venire dalle iniziative intraprese per il periodo estivo. In effetti è utile ricordare che l’alta quota, a differenza del più amato mare, può accogliere visitatori tutto l’anno proponendo piacevoli soggiorni in ogni stagione. Una soluzione, ad oggi abbastanza diffusa, prevede l’allestimento di spa, beauty, centri benessere, accompagnati a ristoranti di tipicità locali magari mescolate con sapori diversi da chef di grande creatività. L’obiettivo è fornire luoghi di relax dove poter coccolare il proprio fisico senza sottoporlo a stressanti diete o forzate sessioni in palestre cittadine. L’ambiente, l’aria pulita, i paesaggi distensivi, uniti a prodotti sani e a strutture per l’esercizio fisico adeguate sembrano costituire sul mercato un pacchetto di valore. Se poi a questo uniamo centri specializzati nella cura e rivitalizzazione del corpo la faccenda si fa veramente interessante. Per tutti coloro che hanno qualche difficoltà di budget a prevedere periodo di riposo in località indiane o del sud est asiatico specializzate in trattamenti distensivi, piuttosto che in arcipelaghi esotici, le montagne nostrane possono rappresentare una valida e assai meno costosa alternativa. “La nostra concorrenza non sono le altre montagne, – afferma Franz Perathoner fondatore nel ’74 ed oggi direttore del Dolomiti Superski – ma le Maldive, le Seychelles e il Mar Rosso. La gente oggi è molto più esigente, vuole più qualità, più comodità, non solo riguardo le piste”. Il commento assume particolare valore dal momento che è stato formulato dal responsabile del più grande comprensorio sciistico del mondo con i suoi 1.200 chilometri di piste, innevate artificialmente al 90% e servite da 450 impianti di risalita. “È necessario inserire (nelle proposte di vacanza, ndr) più divertimento, imparare a comunicare meglio con il consumatore” precisa Dino De Gaudenz, presidente dell’Associazione nazionale maestri di sci. Parliamo sempre di un paese che annovera 255 stazioni invernali sparse nella corona alpina con le vette più alte d’Europa. Anche su questo fronte il futuro appare problematico. Già nel 2050, avvertono gli studiosi del clima dell’Accademia europea di Bolzano, un terzo delle stazioni di tutto l’arco alpino potrebbero chiudere in virtù di un aumento medio della temperatura della terra di non meno di quattro gradi. Una vera e propria iattura per regioni come il Trentino Alto-Adige che con 5.944 alberghi è quella maggiormente attrezzata per raccogliere turisti in montagna. Una riflessione importante in questo senso ci viene anche da Everardo Minardi sociologo dell’Università di Teramo: “Lo sci spezza la routine più di ogni altro sport perché non si può praticare in città come gli altri, ma bisogna costruirgli una vacanza intorno”. Forse è proprio questo il segreto per sconfiggere un futuro senza neve.
Egidio Crispoldi
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