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Hotel

25-03-2008

Record Italiano

Secondo i lettori del noto mensile di viaggi statunitense “Condè Nast Traveller” è in Italia, e precisamente nell’incantevole isola di Capri, il miglior albergo cinque stelle del mondo. Con 100 voti su 100 votanti il piccolo, possiede soltanto 30 stanze, hotel sbaraglia i colossi super attrezzati delle maggiori catene internazionali.

 

Per gli amanti della musica italiana, magari non più giovanissimi,“Scalinatella “ è un motivo tradizionale campano portato al successo da Roberto Murolo, indimenticabile interprete della canzone napoletana d’autore. Non solo, “La Scalinatella”, hotel cinque stelle di Capri, è anche l’albergo più bello del mondo. Questo è, infatti, il risultato del sondaggio effettuato da un mensile USA di turismo tra i più diffusi e affidabili del ricco panorama internazionale, il “Condè Nast Traveller”,  nella cerchia dei suoi lettori. Il dato assume interesse particolare se si tiene conto che il magazine raccoglie adesioni  presso le classi medio alte della popolazione per cui in una tipologia di turisti abituati a viaggiare “comodi”. Con le sue 30 stanze, tutte munite di terrazza panoramica affacciata sulla Certosa di Capri e sul mare, il ristorante, ubicato nello spazio alberato immerso nel verde dell’isola, specializzato in cucina mediterranea e la piscina con vista panoramica, si caratterizza per la raffinatezza degli interni e la qualità del servizio. “Credo che il nostro concetto di esclusività sia la carta vincente” confessa  il proprietario Nicolino Morgano. Certo non è stato facile combattere contro colossi dell’accoglienza quali ‘Oberoi Udaivilas di Udaipur (India), classificatosi secondo, oppure il connazionale Oberoi Vanyailas terzo. Al quarto posto troviamo il The Peninsula di Hong Kong, seguito dal Burj Al Arab di Dubai (Emirati Arabi). Per trovare un altro albergo europeo è necessario attendere la settima posizione occupata dal George V di Parigi. La notizia che un poco ci sorprende, in modo particolare in questi giorni in cui la regione Campania è attraversata da un ciclone di polemiche intorno al degrado del territorio, riguarda appunto i risultati generali del sondaggio. Oltre al primato, infatti, la costiera e le isole partenopee piazzano nei primi cento posti ben sei strutture: il San Pietro di Positano (13°), Palazzo Sasso di Ravello (15°), Le Sirenuse ancora di Positano (34°), altri due di Capri, il Capri Palace Hotel (39°) e il Quisisana (52°) e il Santa Caterina di Amalfi (74°). Altre due strutture italiane, entrambe situate nell’area occupata dal capoluogo veneto, completano la presenza nazionale nella centuria: il Bauer di Venezia (60°) e il Villa Cipriani di Asolo (69°). Se a questo aggiungiamo nuovi elementi che emergono via via che si scorrono gli altri esiti della ricerca possiamo di che essere soddisfatti riguardo l’immagine e l’importanza che il nostro paese occupa all’interno delle preferenze del turismo di lusso statunitense. Per quanto concerne la graduatoria delle isole europee, subito dopo Mykonos solidamente piazzatasi al primo posto, troviamo Capri al secondo, seguita da Sardegna e Sicilia, mentre nel novero delle migliori città, sempre del vecchio continente, con Firenze, Roma e Venezia  occupiamo per intero il podio seguite da Parigi, Salisburgo, Vienna, Barcellona e Bruges. Al nono posto una piccola ma significativa sorpresa che rafforza l’italian way of life: Siena che riesce ad avere la meglio su Edimburgo terminata in decima posizione. E non finisce qui. Posti di rilievo sono occupati da nostri complessi alberghieri anche fra i venti Resorts da ricordare in Europa con il Villa D’Este di Como (7°) e con il Marriott Tiberio Palace (17°), guarda caso, ancora di Capri. Una vera e propria marcia trionfale che evidenza una volta di più come l’Italia conservi nel suo grembo potenzialità enormi per espandere la propria quota di mercato nell’ambito dell’accoglienza turistica internazionale, grazie alle incredibili risorse che il suo territorio riesce a offrire tanto in termini di storia, di cultura, di enogastronomia, di professionalità degli operatori , di piacevolezza dei paesaggi, di amenità dei luoghi, di gradevolezza dell’ambiente. Proprio a tale proposito, e proprio in considerazione di alcuni allarmi che stanno emergendo in diverse aree della penisola intorno alla tutela degli ecosistemi locali, è bene ricordare come questo incredibile patrimonio naturale e storico vada salvaguardato e mantenuto al meglio per conservare le posizioni di eccellenza così faticosamente conquistate.

                                                               

                                                                 Egidio Crispoldi

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