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Hotel

20-04-2009

Riapre l'albergo delle spie

Nella capitale britannica sono finalmente terminati i lavori di ristrutturazione di uno degli edifici di maggior pregio e di storica tradizione presenti nella città. Il Royal Horseguard Hotel riapre i battenti dopo un lungo periodo di riposo dovuto ai massicci adattamenti previsti dalla proprietà, decisa a ripetere i fasti che decretarono il successo della struttura fin dalla sua fondazione agli inizi del secolo scorso. Però, nonostante gli sforzi  profusi, sarà difficile ricreare il fascino di un tempo per mancanza di … spie.

                                   

 

Sulle rive del Tamigi, proprio a due passi da Whitehall nei pressi della zona di Westmister e del Covent Garden, sorge fin dal 1884 un albergo di lusso, il Royal Houseguard Hotel. Edificato prendendo come modello un castello rinascimentale francese può contare su 280 camere arredate in stile inglese classico e dotate di tutti i comfort. A cavallo fra i secoli XIX e XX era considerato uno dei migliori hotel di Londra, con, al piano terra, un rinomato ristorante e un’ampia sala fumatori. Numerose furono le personalità, anche internazionali, che lo scelsero come residenza: da William Gladstone (1809 – 1898), uomo politico conservatore quattro volte primo ministro del Regno Unito, a Lord Kitchener (1850 – 1916), generale britannico vincitore della guerra contro i boeri e primo militare ad utilizzare in un conflitto i campi di concentramento per le popolazioni nemiche, al Granduca Michele di Russia (1878 – 1918), fratello di Nicola II ultimo zar di tutte le Russie, assassinato all’indomani della vittoriosa rivoluzione bolscevica, al drammaturgo irlandese George Bernard Shaw (1856 – 1950). Eppure la vera notorietà e il fascino che circondano la prestigiosa struttura di accoglienza si devono principalmente all’utilizzo dell’ottavo ed ultimo piano dell’edificio da parte del servizio segreto inglese durante la prima guerra mondiale. Proprio all’indomani dell’entrata in guerra del Regno Unito (1914), il Ministero dell’Interno di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra collocò gli uffici dell’intelligence in alcuni locali dell’albergo. In considerazione della posizione strategica che occupava l’edificio, vennero effettuati degli interventi strutturali che, attraverso una serie di cunicoli, passaggi segreti, camminamenti nascosti e porte scorrevoli, collegavano le sue stanze agli uffici della vicina Whitehall Street e ad alcuni importanti ministeri. In breve tempo l’hotel si trasformò in un vero e proprio nido di spie di un po’ tutte le potenze impegnate nel conflitto e nelle sue suite si studiavano piani strategici finalizzati all’acquisizione di notizie importanti sulle decisioni belliche dell’alleanza in lotta contro l’impero austro – ungarico. Naturalmente anche numerosi agenti britannici frequentavano le sale dell’albergo proprio per proteggere i segreti custoditi fra le sue stanze dagli informatori nemici. Insomma un covo di spie che avrebbe fatto invidia a John Le Carrè e che avrebbe reso la vita dura al segugio sorto dalla sua penna George Smiley. Dopo una serie di lavori di ristrutturazione che, pur mantenendo immutato l’aspetto esterno, hanno prodotto significativi cambiamenti nell’organizzazione interna, la famosa residenza riapre i battenti con una quantità di curiosità del tutto inedite e in grado di solleticare l’interesse di numerosi potenziali clienti. Infatti sono stati resi visitabili i passaggi che da più luoghi dell’edificio portavano nei palazzi adiacenti presso gli uffici dei ministeri ed altri che collegavano camere tra loro o con altre stanze della costruzione. Una tela di ragno capace di confondere chiunque tentasse di venirne a capo. Non solo, anche alcuni congegni, ad esempio è possibile aprire una porta segreta posta dietro una libreria togliendo un determinato libro dallo scaffale, che col tempo si erano un po’ arrugginiti e altri meccanismi misteriosi sono stati rimessi in funzione per donare al cliente interessato qualche brivido in più. Al fine di rendere manifesti ai visitatori tali percorsi per lungo tempo sconosciuti alla gente comune, sono stati organizzati dalla direzione veri e propri tour guidati all’interno della struttura. Del resto anche durante il secondo conflitto mondiale la costruzione era stata di nuovo requisita e vi era stata posta al quinto piano l’Ambasciata Russa, mentre al sesto veniva ospitata quella americana ed il settimo era destinato ad accogliere il centro operativo dell’Air Corps (la forza aerea degli Stati Uniti). Certo al momento attuale è assente il vero elemento di tensione e di attrazione principale: le spie, però… non si può mai dire.

                 

        

 

                                                       Egidio Crispoldi

 

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