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Hotel

12-05-2008

Vacanze...romane

L’Hotel  Cavalieri Hilton della capitale ha pensato bene di offrire ai propri clienti un corso, rigidamente in costumi originali, per apprendere le tecniche di combattimento praticate dai gladiatori nelle arene della Roma Imperiale. Uno spunto innovativo in grado di fornire vivacità ad un mercato a corto di idee.   

 

Nell’Urbe degli imperatori costituivano uno degli spettacoli in grado di attirare un numero notevole di spettatori, in modo speciale se venivano opposti ad animali feroci. I gladiatori erano dei veri e propri idoli delle masse, in particolare delle ricche matrone annoiate da mariti troppo impegnati nella politica o a far soldi, più spesso attratti da giovani fanciulle che dalle attempate e ingioiellate mogli. I migliori arrivavano a sostenere anche quaranta combattimenti in una carriera e trascinavano all’entusiasmo delle vere e proprie folle da stadio. A Pompei si ricordano i giochi del 59 a.C. che opponevano gladiatori locali a quelli di Nocera Inferiore e che sfociarono in una rissa gigantesca con morti e feriti. Anche in quell’occasione la giustizia sportiva romana dimostrò la sua efficienza, a differenza di quella odierna, poiché lo stadio venne squalificato per 10 anni. Se riuscivano a sopravvivere, potevano ritirarsi in lussuose fattorie e dedicare il resto della propria esistenza ad attività commerciali o produttive. Insomma le difficoltà erano notevoli , ma per alcuni il rischio valeva la candela. È stato Russell Crowe con la sua interpretazione ne Il Gladiatore di Ridley Scott a rilanciare l’immagine e creare interesse intorno alla figura di questi guerrieri urbani dell’antichità. Eccoli tornare alla ribalta, una quindicina di secoli dopo, grazie all’iniziativa di uno dei più prestigiosi alberghi capitolini, l’Hotel Cavalieri Hilton in zona Monte Mario, che, in accordo con il Gruppo storico romano, ha messo a disposizione dei propri clienti un corso di addestramento per gladiatori. Per la modica cifra, si fa per dire, di euro 500 un massimo di otto novelli combattenti  possono prenotare due ore in cui apprendere alcune delle principali tecniche di combattimento impiegate dai lottatori antichi. L’obiettivo principale del corso è quello di riproporre la vita all’interno di un ludus, caserme in cui vivevano i gladiatori e dove svolgevano gli allenamenti in piccole arene annesse all’edificio principale sotto il controllo degli istructores (allenatori).  Ai partecipanti vengono consegnati degli indumenti che permettono le esercitazioni: elmi, maniche di pelle per proteggere le braccia, gonnellini, calzari e, naturalmente, il gladio (da cui il nome di gladiatori), la spada corta caratteristica del soldato romano, tutte fedeli riproduzioni dei costumi originali. In prima istanza la spada è di legno, ma con l’avanzare dell’apprendimento si passa ad una di ferro, però spuntata e senza filo. Naturalmente nessuno si deve far male, dal momento che lo scopo è quello di unire il divertimento all’esercizio fisico. Con questa iniziativa il prestigioso albergo della capitale aggiunge un ulteriore tassello alla sua già nutrita gamma di servizi a disposizione dei propri clienti. In questo caso l’impronta di originalità appare in linea con il vissuto e le tradizioni storiche della località in cui la struttura è ubicata, e l’ufficio marketing sembra aver fatto un buon lavoro. In effetti l’albergo già da tempo ha cercato di fornire al target di clienti che possono essere attratti da una struttura di così alto livello una serie di servizi in linea con il posizionamento  che si è inteso occupare. Per cui accanto alle 25 suite con panorami mozzafiato sulla città eterna e le 370 confortevoli camere, si può usufruire di un centro fitness fornito di macchinari che sono in grado di soddisfare le più diverse esigenze, di un beauty center all’avanguardia, di due piscine una coperta e l’altra affacciata sullo splendido panorama capitolino, di sale per meeting tra le meglio attrezzate e di un ristorante, La Pergola, tra i migliori dell’intera penisola, in cui lo chef di origini tedesche Heinz Beck per il terzo anno consecutivo si può fregiare delle ambitissime tre stelle della prestigiosa guida Michelin. La nuova proposta dimostra la vitalità e la creatività del gruppo dirigente dell’hotel sempre in cerca di soluzioni capaci di fornire ai potenziali clienti valide ragioni per scegliere il proprio albergo. Anche in questo caso si torna all’attuazione della formula che tanto successo ebbe nell’antichità presso le differenti popolazioni che formavano l’impero romano, formula ben sintetizzata dal motto di Giovenale “Panem et circenses”.

 

 

 

                                                                      Egidio Crispoldi

 

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