Si va sempre più diffondendo l’usanza del pasto “lungo”, in particolare di quello serale. Il tempo dedicato alla conversazione e allo scambio di idee sembra dilatarsi rispetto alla tendenza di qualche tempo fa, che vedeva il consumo di pasti frugali per dedicare la serata alle discoteche oppure ad altri locali notturni. Si sviluppa così il “dining experience”, ma attenzione…
Secondo una tendenza che si sta facendo largo presso una considerevole fetta di popolazione il pasto serale diventa sempre più importante per una serie significativa di consumatori in particolare nei centri maggiori dove l’abitudine a cenare fuori casa si dimostra maggiormente sviluppata. Da veloce soddisfazione di un bisogno primario, si va trasformando in un’esperienza multisensoriale in grado di riempire da sola una serata. Hanno iniziato le star hollywoodiane a fare da battistrada, proprio coloro che riempiono le riviste di sregolatezze e tour notturni tra discoteche, locali alla moda, ville con piscina. Kevin Kostner, Arnold Shwarzenegger, Robert De Niro tutti proprietari di ristoranti, il più delle volte di cucina italiana, hanno organizzato i propri esercizi in modo da offrire agli ospiti un’atmosfera che ricorda la nazione ispiratrice delle pietanze attraverso una serie di interventi: dalla musica all’arredamento, dall’ambiente agli oggetti di supporto al servizio. Insomma tutto l’occorrente per trascorrere una serata immersi nei piatti e nelle tradizioni di un paese lontano. In questo modo il cliente non sente la necessità di emigrare in un altro locale per trascorrere il resto della serata giudicando piacevole soffermarsi di più sulle proposte culinarie e riscoprendo il piacere della “conversazione”. Una specie di rinnovato “elogio della lentezza”, riprendendo il titolo di un celebre libro di Milan Kundera, in cui si esortavano i lettori ad abbandonare i ritmi frenetici della vita attuale per riscoprire il piacere di fare le cose con pacata, serafica calma. E certo la sera si dimostra il periodo della giornata più adatto ad affrontare gli impegni rilassati. In tal caso è necessario per il consumatore individuare ristoranti che siano attrezzati a tale bisogna. Perciò sono consigliabili alcuni accorgimenti da parte dei gestori di ristoranti per rendere la permanenza nel proprio locale piacevole anche per un periodo che va oltre la consumazione del pasto. Un impegno che vede coinvolta l’intera struttura poiché impone interventi significativi in pratica sull’intero ambiente dedicato all’accoglienza. Il primo obiettivo consiste nella “creazione dell’atmosfera”, lavorando sull’illuminazione, sulla distribuzione degli spazi, sul collocamento dei tavoli , sugli elementi decorativi. L’ospite deve sentirsi un poco a casa propria, riuscendo a conquistare quella intimità e quella informalità che gli permettono di sentirsi perfettamente a proprio agio. Poi la composizione dei menu, in linea con la caratterizzazione che si è scelta per il locale e sufficientemente elaborati da costituire di per se una “piccola nuova esperienza” per l’avventore. Il consiglio è di variarli con una certa continuità per poter offrire approcci alimentari innovativi. Questa è una differenza importante con tutti quei ristoranti e trattorie che fanno della staticità delle pietanze un punto di forza, un elemento fondamentale di riconoscibilità e di caratterizzazione. La differenza principale consiste nel fatto che nei locali che propongono il dining experience non si va per “mangiare”, anche se rappresenta il top della qualità, una singola pietanza (ad esempio ”i bucatini all’amatriciana”), bensì per trascorrere una piacevole serata in buona compagnia. L’arredamento dovrebbe privilegiare la comodità e la possibilità di essere rilassati anche in considerazione del tempo che ci si appresta a trascorrere nel locale. Una volta prestata la dovuta attenzione a questi aspetti, sono da selezionare gli elementi di intrattenimento che vanno dalla musica dal vivo a piccoli spettacoli di cabaret, da una accorta selezione di vini da meditazione a particolari proposte per caffè o tisane. Una recente indagine fra gli esercenti giudica il dining experience la tendenza del momento (il 61% degli intervistati la ritiene la novità più interessante), mentre registra una flessione considerevole l’happy hour segnalato soltanto da una sparuta minoranza di operatori (13%). Riscoperta e reinterpretazione degli ingredienti tradizionali e tipici da fondere per scoprire sapori nuovi e appaganti sembra essere la chiave del successo per questa innovativa tipologia di locale (31% degli intervistati). Insomma i tempi stanno cambiando velocemente, magari per rivalutare “la lentezza”.
Mario Rossi
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