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Ristoranti

11-11-2009

Negli USA, e non solo, i bambini mangiano gratis

Arriva dagli Stati Uniti un’iniziativa interessante volta a incrementare l’affluenza di clienti nei ristoranti. In tempo di crisi, si sa, diventa fondamentale ingegnarsi per mantenere in qualche modo alta la propensione al consumo della popolazione, che tende, invece, a restringere le occasioni di spesa. Inoltre è necessario arginare la rapida ascesa che i fast food stanno registrando nelle preferenze di un gran numero di consumatori, i quali vedono la possibilità di passare una serata fuori casa con la famiglia con una manciata di dollari.


Il giro d’affari, 566 miliardi di dollari l’anno, è di tutto rispetto e i ristoratori nord – americani non intendono certo rinunciarvi. Eppure il crollo economico dello scorso anno ha inciso profondamente anche in questo comparto della spesa generale delle popolazioni del mondo occidentale. Il numero di ristoranti statunitensi chiusi nell’ultimo anno raggiunge le quattromila unità, niente di preoccupante appena l’1,0% del totale di quelli in attività, ma le analisi di mercato hanno messo in evidenza come il numero di avventori sia calato, invece, di un 2,6%, il saldo negativo più significativo degli ultimi venticinque anni, che raddoppia (- 5,0%) quando il calcolo viene esteso alle famiglie con bambini. La “cena al ristorante” rappresenta un piccolo evento nella comunità familiare, dal momento che è relegata il più delle volte al sabato, quando non c’è l’obbligo per i ragazzi della scuola l’indomani mattina e rappresenta, comunque visti i prezzi, per una famiglia media un piccolo investimento. Un calcolo recente quantifica in 50 dollari alla settimana la spesa che un normale nucleo familiare americano riserva ai pasti fuori casa. Correva l’anno 2005 e la crisi economica non solo era ancora lontana, ma nessuno si sentiva neppure di ipotizzarla, quando nel Nord Carolina si diffuse la richiesta di firme per una petizione che intendeva escludere i bambini dai ristoranti più alla moda: “Quando all’ingresso mi chiedono smoking o no smoking? Io rispondo: no kids” recitava il documento. Ebbene l’ultima trovata di alcune importanti catene di ristoranti, tra le quali va annoverata la “Tony Tomato” specializzata in gastronomia italiana che conta trecento locali sparsi per il continente, consiste nel considerare gratuita la cena per tutti i minori di 12 anni. “Vieni da noi, i bambini mangiano gratis” è lo slogan dei ristoratori che aderiscono alla nuova iniziativa di marketing. I fast food non sono da meno e sembrano decisi a parare il colpo con decisione, infatti il gruppo “El Torito” ha eletto la domenica “giorno del bambino” e offre ai minori cibo a volontà fino alle 3 del pomeriggio, mentre lo storico McDonald’s  da anni apre le proprie strutture ai party per bambini, registrando a gennaio 2009, in piena controtendenza, un incremento del fatturato  del + 7,1%. L’idea non è passata inosservata anche in Italia, e la Fietep Confesercenti del Trentino ha accolto con entusiasmo la proposta dell’Assessorato allo Sviluppo Economico del comune capoluogo di regione che suggeriva l’istituzione dell’”Happy Family a Trento” (trovo inspiegabile il continuo utilizzo della terminologia anglosassone per qualsivoglia iniziativa promozionale), un progetto della durata di due mesi (1 ottobre – 30 novembre 2009) in cui per l’intero arco della settimana i ristoranti aderenti all’iniziativa mettevano a disposizione della clientela un menu speciale a prezzo ridotto per i minori di 12 anni (non più di uno per adulto bevande escluse) che il giovedì, tanto per il pranzo che per la cena, veniva servito gratis. Si attende di verificare a fine periodo i risultati per verificare insieme, esercenti e istituzioni, il buon esito dell’idea. “È un buon modo per stimolare le famiglie a venirci a trovare – dichiara il presidente di categoria Massimiliano Peterlana, co - ideatore del progetto insieme all’assessorato – nei tanti e buoni ristoranti della città”. Anche la Lombardia con Milano, Varese e Bergamo ha seguito l’esempio trentino, inserendo un alternativa, il cliente può ordinare anche per i bambini alla carta usufruendo di uno sconto sul totale del pasto che va da un minimo del 15,0% a un massimo del 20,0%. Nel capoluogo lombardo si vogliono raggiungere almeno 500 adesioni. “Farla a spot non avrebbe senso – afferma  Alfredo Zini, vicepresidente di Epam (l’associazione dei pubblici esercizi milanesi) - vogliamo che diventi uno stile di vita, una consuetudine diffusa in città a cui la gente si possa abituare”. Siamo convinti che, se l’iniziativa proseguirà, la gente non troverà alcuna difficoltà ad abituarvisi.

 

 

 

                                                                Mario Rossi

 

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