Una società americana distributrice di vino per offrire un ulteriore servizio alla propria clientela ha stampato etichette in cui viene suggerito, attraverso una divertente ma assai chiara grafica, la tipologia di pietanza con cui abbinare la bevanda. Un’idea che potrebbe rivelarsi utile anche per i ristoranti.
La conoscenza della qualità e della composizione dei vini è oggi sempre più diffusa presso larghi strati di popolazione. Corsi e seminari, fiere e incontri specifici si susseguono in un po’ tutta la penisola. I sommelier sono richiesti a feste e cene importanti, le riviste specializzate fioriscono come i siti internet.
Per non parlare delle televisioni che dedicano spazi notevoli alla cultura enogastronomica in generale ed a quella vitivinicola in particolare. Insomma dilaga la “cultura del vino” . Fa sempre colpo a tavola, in particolare se c’è una donna da conquistare, dimostrarsi intenditori del pregiato nettare. Lo stesso James Bond, che non brilla certo per vastità di conoscenze artistiche o letterarie, si dimostra un raffinato erudito della materia e visto il successo imbarazzante che ottiene presso il gentil sesso il collegamento viene spontaneo. Anzi nel celebre Dalla Russia con amore individua il sicario mandato ad ucciderlo, spacciatosi per un collega, grazie all’abbinamento a cena sul treno di una sogliola con il chianti, un vero agente inglese non avrebbe mai commesso un errore così marchiano. Tale situazione mette in difficoltà coloro, e ancora sono i più, che invece possiedono nozioni limitate sull’argomento. Certo che i bianchi vengono di solito abbinati al pesce, mentre i rossi sono da gustarsi con la carne è ormai un elemento basico ma non tale da generare attenzione negli astanti. Per venire in aiuto di tutti coloro che posseggono conoscenze limitate intorno agli abbinamenti vino-cibo una società americana la Amazing Food Wine Company ha collocato su di una serie di bottiglie da lei commercializzate un’etichetta che riproduce stilizzata l’immagine della pietanza che meglio si accoppia ad un determinato vino. Grazie all’abilità grafica di alcuni creativi e alla semplicità del messaggio ognuno può scegliere con relativa semplicità i prodotti più adatti alla tipologia di cena che intende proporre ai propri ospiti. La nuova linea è stata denominata Wine That Loves (Vino che ama…) e si avvale della collaborazione di un noto sommelier statunitense Ralph Hersom, responsabile per sette anni della cantina del noto ristorante newyorkese Le Cirque, passato poi al Window di Manhattan, il quale decide il simbolo da apporre alla bottiglia. Le etichette sono anche abbastanza specialistiche, non si limitano a un consiglio generico ma entrano abbastanza nel dettaglio. Ad esempio ce ne sono di specifiche per il pollo, per il salmone, per gli spaghetti, per il pesce alla griglia, per la bistecca di manzo, per la pizza (in sostituzione dell’ormai obsoleta birra) e così via. Una scelta che si prefigge di proporre ai più un’armonia a tavola fra cibi e bevande in grado di esaltare i sapori e amalgamare al meglio i gusti. La filosofia alla base di tale scelta è ben espletata nel punto primo del decalogo aziendale: “Il buon cibo è fantastico.
Con il giusto vino, il buon cibo è ancora migliore”. Nella scelta sono stati favoriti i piatti maggiormente consumati dai cittadini americani per venire incontro ad un pubblico largo. L’iniziativa dell’azienda statunitense sembra banale ma non lo è. Sarebbe consigliabile apporre, ad esempio, accanto ad ogni prodotto che viene inserito nella carta dei vini di un ristorante italiano l’dea di abbinamento che viene proposta dal locale.
Questo non perché si intende dare dell’incompetente al consumatore presupponendo una sua incapacità di muoversi con competenza all’interno delle proposte, quanto per offrire un servizio ulteriore a chi teme di fare brutte figure di fronte a parenti o amici. Del resto il più delle volte ci si affida ai consigli del maestro di sala oppure del cameriere nella selezione dei vini. Il conoscitore può fare di sicuro a meno del suggerimento e magari discutere qualche abbinamento con il personale del ristorante. In questo modo oltre ad offrire al cliente un servizio aggiuntivo si aiuta ad educarlo al buon vivere.
Mario Rossi
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