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BARGIORNALE - 04.09.2007

Birra c'è una via tutta italiana

Maggiore conoscenza del prodotto, nuovi locali di consumo, tipologie originali. E la birra gioca le sue carte moltiplicando sapori e accostamenti. Un’evoluzione che coinvolge il mondo del progetto e dell’arte.

 

 

MILANO. Finalmente sdoganata. Dopo anni di riserva indiana in pub e birrerie, la birra o meglio le birre scorazzano oggi nell’intera prateria dei pubblici esercizi, fino ad essere accolte con interesse da molti ristoranti di fascia alta con in mano una Carta delle Birre.

Un momento molto favorevole per l’immagine della birra , una via tutta italiana che trova spiegazione in una sempre più diffusa cultura birraria (in particolare del saper degustare), in nuovi locali birrari e nell’aumento dei consumatori.

Specialità. Finalmente raggiunta l’anno scorso (dati Makno-Assobirra 2007) la vetta dei 30 litri pro capite di consumo (esattamente un confortante 30,3 litri), la bevanda d’orzo allarga l’universo dei suoi estimatori (68,9% degli italiani) che dichiarano di apprezzarne sempre più il gusto, legato a concetti come bontà, naturalità, sicurezza. E a uno stile di consumo all’insegna della moderazione e del bere responsabile. All’interno dell’aumento (+2,5%) delle diverse fasce di consumatori (giornalieri, abituali e sporadici), da notare la crescita della clientela femminile, dal 53,1 al 54,5%, con punte del 63% nella fascia di età tra i 35 e 44 anni. Un aumento dei consumi a cui ha dato una mano anche la proposta innovativa dei microbirrifici e degli annessi locali di consumo (brew pub), con birre originali realizzate con la fermentazione mista con altri cereali (mais, riso, farro) o aromatizzate con vari ingredienti (castagne, zucca, cacao, miele, bucce d’arancia, cannella).

Ma oltre al considerevole ventaglio dei gusti birrari, sta crescendo anche il numero di locali originali dove poter gustare queste novità in abbinamento a piatti particolari.

A Milano ha aperto recentemente i battenti AM Birra & Cucina, un beer restaurant dall’atmosfera familiare dove le birre alla spina e in bottiglia entrano spesso nelle ricette proposte dallo chef, come il fritto di pollo e verdure in pasatella di birra e servito in cestino di vimini (6,80 euro) con un’ambrata doppio malto (www.ambirraecucina.it).

Sempre a Milano la microbirreria Q Beer, collocata in una ex officina aeronautica, ha acquistato un’azienda agricola nella vicina Settala, dove coltiva direttamente l’orzo da maltare, per avere il controllo sulla qualità del cereale e ottenere il massimo di profumi e fragranze. Così può proporre piatti come il risotto con rucola e formaggio Montasio (8 euro) insieme con un’inconfondibile Q Lager. (www.q-beer.it).

Raffinatezza. L’inesauribile mastro birraio Teo Musso ha recuperato a Piozzo (Cuneo) un edificio sulla stessa piazza del Birrificio Le Baladin, trasformandolo nella suggestiva locanda Casa Baladin con cinque camere a disposizione (www.baladin.it). Musica, birra e tè: qui la ristorazione è al servizio di una clientela raffinata. A disposizione degli ospiti anche un bagno turco, un angolo lettura e un impianto audio anni ‘40. La carta delle birre si compone di speciali riserve.

Il dolce ritmo dello swing accompagna invece la fermentazione delle birre del Bibò, 400 mq di tecnobirreria nel centro di Bologna, arredi moderni e tante serate musicali coinvolgenti (www.costabibo.it). Di rigore l’assaggio dei tortelloni di ricotta con crema di broccoli e pecorino (8 euro) accompagnati dall’ambrata Bockbibò. lounge. Ricavato in una grande struttura ex industriale all’ingresso della città, il Birrificio di Como propone menu birrari speciali come il piatto Superbirri (18 euro), una selezione in padella di bratwürst, meraner, bocconcini di pollo, arancini, patatine e spatzli da innaffiare con Malthus Breva, una chiara doppio malto (www.ilbirrificio.it).

Per alcune grandi aziende, la nuova frontiera del gusto va ricercata in luoghi di grande traffico come centri commerciali e grandi stazioni, ma anche in location esclusive.

All’aeroporto di Venezia è stato inaugurato un moderno stand Pilsner Urquell dove i viaggiatori di passaggio possono trovare una birra spillata come si deve (www.peroni.it). In alcune città-mercato hanno aperto i battenti i Green Corner Heineken dove anche la pausa dello snack può trovare un adeguato servizio birrario (www.heineken.it).

Ancora Heineken con i colori H Club ha saputo personalizzare con discrezione i lounge di grandi alberghi come il Diana dello Sheraton Diana Majestic di Milano e l’appena ristrutturato Doney del Westin Excelsior di Roma.

Riconoscere e saper degustare una buona birra è una qualità sempre più diffusa tra i clienti. La prima ad organizzare corsi per gestori e degustatori di birra è stata l’Università della Birra di Azzate (Varese) www.universitadellabirra.it. Oltre a iniziative originali come quelle di Lorenzo Dabove “Kuaska” (www.kuaska.it), da citare l’Associazione Degustatori Birra di Milano che organizza corsi in varie regioni (Lombardia, Lazio, Toscana, Veneto), visite guidate in pullman alle microbirrerie (Birroviaggiando) e varie manifestazioni (vedi box) in collaborazione con Fiera Milano (degustatoribirra.it). Altro segnale di fermento l’iniziativa del birrificio Theresianer di Nervesa della Battaglia (Tv) che, come le cantine vinicole e distillerie, ha organizzato a maggio Birreria Porte Aperte, due giorni di visite e degustazioni guidate (theresianer.it).      

 

Manifestazioni

Tante birre artigianali in degustazione

Grazie all’Associazione degustatori birra e a Fiera di Milano (www.rassegne.it) è stato possibile organizzare in un capannone di Fieramilanocity una serie di manifestazioni pubbliche dedicate alle birre artigianali: il Campionato italiano (ottobre 06), il Salone delle birra di qualità (edizioni 2006 e 2007), il Milano Beer Festiival (maggio 07). Occasioni uniche in Italia per i piccoli produttori di presentare insieme le specialità.

 

 

L’appendiluppolo: nuova follia

Sponsor del Salone del Design di Milano, Nastro Azzurro ha voluto partecipare da protagonista. Da una parte allestendo lo spazio NaDa Lounge in piazza San Babila, dall’altra presentando in 13 locali milanesi sei opere “impossibili” di design in cui la bottiglia di birra era interpretata in modo divertente.
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