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BAR BUSINESS - 20.04.2009

Bicchieri, innovazione e linea verde contro la crisi

Nel 2008 il settore ha saputo reggere l’urto della sfavorevole congiuntura economica. Le aziende si sono attrezzate rinnovando l’offerta e ampliando il proprio raggio di azione. Con un occhio privilegiato alle tematiche ambientali

 

Nonostante gli scossoni di natura economica, il mercato dei bicchieri rimane in equilibrio. Il settore, infatti, è uscito indenne dall’orribile 2008, anche se ristoranti e locali, come previsto, in questi ultimi mesi hanno gradualmente ridotto le loro spese, facendo richiesta di articoli più robusti e con una più bassa rotazione. In altre parole: vetro resistente e solido, magari a un prezzo di listino conveniente. Per far fronte a questa esigenza, le aziende produttrici hanno deciso di ampliare il portafoglio e proporre bicchieri sempre più variegati. Alcuni player puntano molto sul design per ottenere risultati all’insegna dell’eleganza, adottando tecniche di decorazione più precise, altri invece preferiscono focalizzare i propri investimenti nella ricerca di materiali all’avanguardia che assicurano maggiore solidità al prodotto. Quasi tutte però rivendicano un impegno a favore dell’ambiente, consapevoli che l’eco bicchiere ha un forte fascino presso la clientela. Clientela che se in passato era principalmente interessata a bicchieri per l’acqua e per le varie tipologie di alcolici, oggi nuove bevande – come per esempio il caffè – reclamano il loro calice.

Il mercato cerca quindi di apparire dinamico, dopo anni di grigio equilibrio, con pochi sbalzi in avanti significativi. Ogni azienda dimostra grinta e soprattutto non sembra temere il 2009. Anzi.

 

Rastal, vino ma non solo

In casa Rastal Italia si brinda alla salute di Bacco, i cui calici, lo scorso anno, hanno contribuito a far crescere il giro di affari del 15%. “Nel 2008 la performance più consistente è stata messa a segno dai bicchieri ad hoc per il vino che hanno duplicato le loro vendite, tanto che abbiamo dovuto affrontare anche problemi di stock – dichiarano insieme i due responsabili della filiale italiana del gruppo tedesco, Piero Maggi e Luigi Gandini –. Inoltre, sempre spingendo sul versante calici, la nostra casa madre in Germania ha stretto una partnership con diverse associazioni di produttori enologi in Sud Africa per creare gamme di articoli esclusive. Tornando in Italia, in occasione del prossimo Vinitaly presenteremo la nuova linea Luxor, in vetro cristallino irrobustito, il materiale che oggi è alla base di tutte le nostre offerte. Lo preferiamo al vetro cristallo perché implica costi inferiori, pur mantenendo la stessa eleganza, è completamente privo di piombo e ci permette di essere in regola con le norme di rispetto ambientale vigenti in certi Stati”. Il business dell’azienda non è solo legata ai calici di vino. Da alcuni anni, infatti, si cercano nuovi sbocchi. “Ogni anno cerchiamo di fa fronte alla grossa competitività del settore proponendo un portafoglio rinnovato che possa operare in più comparti – dicono i due manager –. In quest’ottica, il nostro brand è oramai consolidato anche nel segmento birra, così come in quello dei bicchieri per distillati. Nel 2009 siamo intenzionati a spingere sui prodotti per il caffè, presentando alcuni modelli esclusivi come la tazzina Chicca per espresso certificata dal Centro studi assaggiatori, o quella per il marocchino disegnata con il manico in vetro. Investiamo molto anche sulla decorazione: a laser, in serigrafia, con decalcomania. A ciò si aggiunge una novità: da alcuni mesi impieghiamo la tecnica dell’UV concepita nel totale rispetto ambientale, eliminando tutte le emissioni di CO2 e che permette di ‘rivestire’ i bicchieri temperati mantenendo inalterata la loro caratteristica peculiare. Con questo metodo, inoltre, in un solo passaggio possono essere impressi sei colori con una precisione molto elevata”.

 

Luigi Bormioli non rinuncia a innovazione e qualità

La crisi economica è un dato di fatto e frena gli investimenti di molti ristoranti, ma la strategia migliore è non assistere in maniera passiva, ma reagire stimolando gli esercizi con innovative proposte. Parola di Luigi Bormioli, azienda parmigiana produttrice di calici in cristallo vetro, che quest’anno prevede di generare un ulteriore passo in avanti in termini di fatturato. “Il 2008 si è chiuso con un giro di affari che ha sfiorato i 10 milioni di euro e da qui alla fine dell’anno stimiamo di chiudere il bilancio con vendite in crescita del 5% – dichiara Stefano Andreotti, responsabile vendite casalingo dell’azienda –. Sappiamo di operare in un contesto di mercato complesso, dove si registra un forte calo di nuove aperture e con molti locali meno propensi a spendere per rinnovare gli interni e l’attrezzatura: in sostanza il tasso di sostituzione dei bicchieri è più basso e si tende a far durare di più i prodotti. Detto questo, c’è poi da far fronte ai costi di produzione che, nel 2008, hanno inciso del 10% sul prezzo finale degli articoli. A fronte di tale rincaro, abbiamo deciso di contenere i rialzi di listino entro l’8%, auspicando una stabilizzazione del settore. In un momento come questo riteniamo che la politica migliore sia quella di continuare a garantire un livello qualitativo alto e continuare a spendere in ricerca e sviluppo per favorire l’innovazione”. Auspicando dunque uno scenario più positivo, Bormioli ha di recente presentato alcune nuove proposte, ampliando la linea Accademia Luigi Bormioli con le serie Vinoteque, Elegante e Puro, tutte ideate sfruttando l’innovazione tecnologica. “L’utilizzo in questi calici del nostro vetro sonoro superiore Sonhyx e l’introduzione dello stelo rinforzato al titanio – prosegue Andreotti –, sono elementi che, garantendo al prodotto una qualità più elevata e soprattutto una durata superiore, vanno sicuramente incontro alle richieste specifiche di questo particolare momento”.  

 

Pasabahce lancia una linea da ‘sogno’

Anche la clientela della filiale italiana di Pasabahce ha rivisto negli ultimi tempi i suoi investimenti. “Purtroppo stiamo assistendo a una contrazione delle spese da parte di molti esercizi che richiedono principalmente articoli robusti – dichiara infatti Massimo Leonardi, titolare della Leonardi & C. che distribuisce in Italia gli articoli del gruppo turco –. Anche se c’è da segnalare che il mercato dei bicchieri è da tempo saturo, con consumi stabili oramai da 7/8 anni sia nel canale moderno, sia in quello del fuori casa. Alcune variazioni si verificano nei locali alla moda che hanno trasformato gli happy hour in cene veloci, con calici semplici, poco costosi e abbastanza resistenti. Il nostro target rimane comunque quello della ristorazione di alto livello dove l’eleganza a tavola è un must. Quest’anno proporremo la nuova linea Dream composta da 3 calici in vetro soda per vino più una flûte per champagne, disegnato con design molto fashion e parete di vetro robusto. Il tutto ovviamente senza piombo, assente da qualsiasi nostro articolo. La scelta di non usare questo materiale è ecologica, per di più non intacca l’estetica del bicchiere che garantisce circa 5 mila lavaggi in lavastoviglie professionali”. In azienda pensano dunque che l’arma vincente per rilanciare il business sia quella di rinnovare l’offerta che nel fuori casa si racchiude sotto il marchio F&D. Ma non solo, si invoca anche un cambiamento delle forme di credito. “Quest’anno bisognerà basarsi sulle cosiddette ‘vendite reali’ perché sono le uniche che forniscono dati oggettivi – aggiunge Leonardi –. Molti clienti approfittano delle agevolazioni creditizie per pagare con forti ritardi e ciò di conseguenza riduce l’affluenza di cash flow nelle casse di noi produttori. Nel 2008 abbiamo archiviato la stagione con vendite in crescita del 5-6%, ma per il 2009 preferiamo non sbilanciarci dato l’attuale aspetto finanziario e il calo dei consumi nella ristorazione”.

 

Rcr presenta Luxion per tutti gli assaggi

È stato denominato Luxion il nuovo materiale brevettato da Rcr che sarà introdotto quest’anno sul mercato con una distribuzione di canale capillare. “Con questo materiale ci siamo prefissi di abbinare alle caratteristiche di eccezionale trasparenza e luminosità, doti di robustezza e praticità utili nel settore – dichiara Mauro Costanzo, sales strategies manager di RCR Cristalleria Italiana Spa –. Luxion ci offre la possibilità di allargare il nostro parco clienti e per questo è stato declinato sia per articoli dedicati all’apparecchiatura come Alter , fortemente connotati nello stile, sia in una proposta completa ma essenziale nella degustazione, Invino, sia infine in una collezione versatile in grado di offrire ampie soluzioni all’Horeca, chiamata Fusion, che copre la colazione, il catering, il barware ecc. Ci teniamo poi a ribadire il nostro impegno a favore dell’ambiente, dato che oramai utilizziamo forni elettrici e ricicliamo il 100% degli scarti di produzione. Inoltre Rcr emette una
quantità molto bassa di gas serra grazie al proprio processo produttivo e
consuma poca energia, approvvigionandosene attraverso fonti rinnovabili”.

 

 

A ciascuno il suo bicchiere

1) Pilsner: usato per le birre chiare, forma con collo corto nella parte inferiore

2) Pint: forma a cono rovesciato tipico per le ales inglesi

3) Boccale: robusto bicchiere da birra con capacità media da 1 litro

4) Yard: lungo e senza base piana stabile

5) Snifter: a stelo, parte inferiore larga che restringe quella superiore

6) Flûte: gambo sottile e di forma allungata

7) Coppa: il contenitore per antonomasia dello champagne

8) Collins: tipo tumbler pensato per drink miscelati

9) Highball: a forma cilindrica, anche questo per cocktail

10) Old fashioned: perfetto per servire il liquore ‘on the rocks’

 

 

 

Riedel, a tutto decanter

Il decanter serve a ossigenare il vino rimasto a lungo in bottiglia, ma rinvigorisce anche le casse di Riedel. È infatti questo particolare oggetto - usato per favorire una migliore degustazione – il fiore all’occhiello dell’offerta 2009 proposta dal produttore austriaco di bicchieri in vetro cristallo. “Solitamente si decantano i vini importanti e più invecchiati – commenta Georg Riedel, titolare dell’azienda –, questo gesto è un rito, un cerimoniale, ma pensiamo si possa celebrare anche per quei rossi più freschi e giovani che beneficiano di una piccola dose di corretta ossigenazione. Abbiamo scelto dunque di aumentare il nostro bouquet e arricchirlo di nuove proposte, per percepire meglio la complessità e il gusto”.

Il portafoglio, dunque, è stato ampliato con quattro nuovi decanter: dal modello Eve, in cristallo lavorato a mano, al Black Tie Face to Face, un oggetto d’arte soffiato a bocca direttamente dai maestri vetrai della Riedel, fino al Black Tie Amadeo, in sottile finitura di cristallo nera, e al Black Tie  che nella parte più sottile termina con un leggero ricciolo. In tutti e quattro i modelli lo stile è stato attentamente studiato. “Abbiamo a che fare con un oggetto che favorisce un’ampia creatività dal punto di vista del design – sostiene il manager austriaco –, anche se noi non trascuriamo la funzionalità dell’impugnatura e una forma che garantisca un ideale flusso del vino dal ‘becco’ al calice finale“.

Di fronte al rialzo dei costi legato al vetro, l’azienda ha deciso di reagire con una strategia che mira a contenere le spese, senza mettere a rischio la qualità. “Puntiamo a diminuire i costi di produzione affidandoci a una crescente dose di innovazione tecnica dei nostri impianti – conclude Riedel –. In particolare, quest’anno investiremo in macchinari automatizzati più efficienti, ma anche più sicuri“.

 

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