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FUORICASA - Easybar - 12.06.2008

A poco ma buono: un format "specifico"

Ambiente elegante, prezzi bassi, fornitori superselezionati, collaborazioni a tutto campo: sono le scelte che hanno fatto del locale bresciano un successo. già pronto per la clonazione

 

 
Nel giro di un anno si è imposto come uno dei locali più gettonati dai giovani di Brescia. Arrivando a staccare, nei fine settimana, oltre 1.500 scontrini a sera. Un successo legato a un mix di fattori davvero “Specifico”, come il nome scelto da Luca Sai e dai suoi due soci (i calciatori Angelo Danotti e Paolo Nodari), tutti trentenni, per sottolineare la particolarità di una formula dai molti spunti interessanti.

Specifico è un discobar aperto tutti i giorni, lunedì escluso, dalle 18 alle 2 di notte. Ad allietare le serate di venerdì e il sabato (e di qualche giovedì), dalle 22.30 all’una di notte, c’è un dj set, all’opera su una superconsole che domina il locale, mentre le altre sere ci si limita alla musica diffusa. Si trova nel Borgo Wührer, un nuovo insediamento semiperiferico nato sulle ceneri della ex fabbrica della birra che sta progressivamente “rubando” alla storica piazza Arnaldo la palma di cuore pulsante del divertimento notturno. Merito della presenza di un ampio parcheggio coperto gratuito e di un’offerta che oggi si compone di cinque bar serali a pochi metri di distanza l’uno dall’altro, ognuno con un’identità precisa (discobar, wine bar, chupiteria, pub e giamaicano) e con una clientela che spesso e volentieri gira da un locale all’altro per passare la serata. Dei cinque, Specifico è quello più frequentato. La posizione, centrale e con un ampio spazio all’aperto, senza dubbio aiuta. Ma non spiega tutto.

«Abbiamo voluto creare un luogo che fosse una via di mezzo tra una discoteca e un bar - spiega Luca Sai -. Un punto di riferimento per quei ragazzi che non hanno in tasca i 25 euro necessari per andare in discoteca o che non hanno sempre voglia di aspettare fino all’una di notte perché cominci la serata. Così abbiamo scelto di fare un posto elegante, dal look giovanile, con poche sedute e nessuna formalità. Nessuna selezione all’ingresso, musica alta ma a un volume che dia comunque la possibilità di scambiare due parole, consumazione non obbligatoria e a prezzi modici».

La carta dello Specifico è essenziale, tanto che ci sta tutta in due paginette fronte/retro (elegante e plastificato: un gadget molto gettonato). Acqua, succhi, bibite, una birra, 7-8 predinner, 16 afterdinner, due Franciacorta e poco altro. I prezzi sono modello “low cost”:  le bibite costano 4 euro, la birra e gli aperitivi 5, i cocktail 6. La clientela, composta in prevalenza da ragazzi tra i 20 e i 35 anni, ha apprezzato. E, soprattutto nei fine settimana, arriva a frotte. «Il nostro scontrino medio - dice Sai -, si aggira intorno ai 5 euro, anche se poi molti fanno almeno due consumazioni. Il movimento comincia alle 19, quando serviamo il buffet dell’aperitivo. Ma il grosso del lavoro si concentra tra le 22 e l’una, prima che aprano le discoteche. Con il lavoro concentrato in sole tre ore, non possiamo permetterci di gestire una lista complicata e lunga. Basti pensare che abbiamo un barman che fa solo mojito, arrivando a servirne fino a 500 a sera». Nei fine settimana  ci lavorano in 11: 4 barman, 4 camerieri, due al lavaggio e un dj.

Quanto all’offerta, spiega Sai, «la nostra scelta è stata quella di concentrarci su pochi prodotti, ma di alta qualità».

Offrire prodotti di qualità a prezzi popolari potrebbe sembrare una contraddizione. Ma Luca Sai ha trovato la quadratura del cerchio: «La nostra scelta - spiega - è stata quella di legarci a pochi marchi leader, riconoscendo loro l’esclusiva commerciale in cambio di condizioni di fornitura favorevoli e della collaborazione nell’organizzazione delle nostre iniziative. Abbiamo fatto la proposta a Martini, Carlsberg, Red Bull, che ci hanno seguito. A loro a breve si affiancherà IIlva Saronno. Poi abbiamo stretto una partnership con due produttori della Franciacorta: Berlucchi e Monte Rossa». Allo Specifico, quindi, chi ordina una birra beve solo Carlsberg, i cocktail vengono fatti con i prodotti Martini ecc.

Ma il legame con il locale va oltre. Alle pareti del locale campeggia in questi giorni una bella rassegna di foto dedicate alla superbia, sponsorizzate da Carlsberg. «Abbiamo in programma sette rassegne, ognuna dedicata a uno dei sette peccati capitali e sponsorizzata da una delle aziende nostre partner. Ogni gruppo di foto resta in mostra per due mesi. Una volta conclusi i sette peccati, sceglieremo una foto per ogni tema e la lasceremo appesa in modo permanente». Alle aziende partner è poi dedicata anche una delle vetrine che si aprono sulle pareti laterali.

E non è finita: «In occasione degli Europei di calcio - racconta Sai - abbiamo organizzato un torneo di calciobalilla. A sponsorizzarlo e a supportarci nell’organizzazione sarà Carlsberg, visto che è anche sponsor dei campionati».

L’organizzazione di piccoli e grandi eventi e la ricerca di sempre nuove collaborazioni con altre realtà sono due elementi cardine dell’attività di Luca Sai: «A fine maggio ospiteremo Miss Brescia - racconta -, mentre a fine giugno abbiamo organizzato, in collaborazione con gli altri quattro locali di Borgo Wührer, un Festival Jazz del Borgo, quattro giorni di musica ed eventi».

Poi ci sono le iniziative estemporanee, come quella con le maggiori discoteche bresciane: «Ogni settimana a rotazione ospitiamo per un’oretta il dj e il vocalist di una delle discoteche dei dintorni. Così noi abbiamo gratis i migliori dj della zona e loro in cambio possono pubblicizzare la loro serata clou». Ma allo Specifico, di volta in volta, si possono trovare moto in esposizione, sfilate di vestiti e tante altre “stranezze”.

La scommessa dello Specifico, frutto di un investimento di poco superiore ai 200mila euro (di cui 17mila per una console superprofessionale), è così riuscita che i tre ci hanno preso gusto. L’obiettivo è di replicare il format “specifico” anche in altre città, in Italia e all’estero. Nel frattempo, hanno registrato un marchio di abbigliamento, naturalmente con lo stesso logo del locale. Che debutterà il 15 giugno, alla festa per il primo compleanno del locale.

 

Per saperne di più

musica live: come fare?

La musica dal vivo è in forte crescita. Nel 2007 gli italiani hanno speso 143 milioni di euro in biglietti per concerti, oltre il 15% in più rispetto al 2006.

Generi e cachet.

  Preferenze Per i gestori è fondamentale capire che tipo di musica vorrebbe ascoltare la clientela del suo locale. In generale, le cover funzionano nei locali di medie dimensioni di provincia, mentre i gruppi underground piacciono nei piccoli club delle grandi città. «È importante che i clienti sappiano che tipo di musica ascolteranno quella specifica sera della settimana - racconta Daniel Cerbone dello Xel di Seriate (Bg) e del Pamperos di Cologne (Bs) -. Da noi per esempio il giovedì è la serata dei tributi rock, il venerdì tocca alle cover band». Il cachet di una buona cover band va dai 500 ai 1.500 euro, ma non è detto che sia sempre meglio utilizzare i gruppi “top”. «È invece importante fare proposte graduali, meglio far suonare due band di medio livello che un ottimo gruppo seguito da uno mediocre», spiega Cerbone. Per quel che riguarda il rock, band italiane come Marlene Kuntz, Afterhours e Baustelle sono delle certezze per i locali di medie dimensioni che li ospitano anche se costano sugli 8-10.000 euro. I club più piccoli invece utilizzano gruppi emergenti italiani o internazionali che si accontentano di un cachet rimborso spese (500 euro, cena e alloggio). La community online myspace.com è una miniera di nuovi talenti, ma anche le agenzie specializzate, come la torinese Casasonica, Jam for Live o Dna Concerti, sono preziose alleate.

Prima e dopo il concerto

  Sottofondo Non va sottovalutato l’accompagnamento musicale del prima e del dopo concerto. Più che affidarsi a dj da migliaia di euro a notte, è utile partire dal genere musicale del live e poi salire con il ritmo.

Il palco e l’acustica

  Professionalità La musica dal vivo va diffusa attraverso un buon impianto audio. Fondamentale è anche non esagerare con il volume, soprattutto in locali in cui non tutto il pubblico ascolta con attenzione. L’ideale è servirsi di un fonico in ogni momento: in fase di progettazione si perfeziona l’acustica del locale con pannelli e altri accorgimenti, poi la sera si gestisce il suono del gruppo in modo professionale.

La burocrazia

  Siae Chi ha intenzione di organizzare un concerto deve rivolgersi all’ufficio Siae competente. Che il pubblico paghi o meno un biglietto, la tariffa applicata è in genere il 10% circa dell’incasso complessivo del locale, ma sono possibili forme forfettarie, specie per i locali piccoli. È poi molto importante che il programma musicale (borderò) sia compilato con attenzione onde evitare multe.

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