Il neonomadismo di massa impone soluzioni smart a portata di mano
In una società che corre, gli automatismi sono spesso più importanti della coscienza. Tradotto in termini di retail marketing: le vendine machine sempre aperte hanno un’innata (e nota) vocazione per richiamare all’attenzione il consumatore sfuggente e per soddisfare il bisogno sul nascere. Come testimonia un recente studio congiunturale sul settore della distribuzione automatica condotto da Confida (l’associazione italiana della distribuzione automatica), il settore è in crescita, con circa 6 miliardi di consumazioni per un fatturato di oltre 2 miliardi di euro e 30000 addetti. Ma per forzare il trend positivo urgono nuove performance.
Nuove declinazioni
Anche i brand più blasonati non hanno saputo resistere al richiamo (economico) della distribuzione automatica. Apple è presente con l’iPod vending machine e Starbuck’s con i suoi nuovi hot drink machine. La versione premium del consumo automatico. Molto promettente come mercato. Altre promesse: il fresco in tutte le sue declinazioni (frutta, latte, pasti caldi e così via) e soprattutto il dietetically correct antiobesità. YoNaturals con base a San Diego (Usa), propone il salutismo in versione vendine machine con un’offerta che cavalca tre trend di consumo: convenience, organic e healt. Poi c’è il filone verde o ecologico. Le green vending machine sono già una realtà. Solar vendine (presente in Spagna e Inghilterra) ha creato la prima gamma di distributori automatici che vanno a energia solare, mentre Reversevending installa luoghi automatici per la raccolta e riciclo di bottiglie di plastica e vetro.
Nuove frontiere
La vera innovazione è rivedere il format in chiave D&D: dawnload & design. Scaricare a richiesta prodotti e servizi in un ambiente brillante e accogliente. E’ l’attesa metamorfosi del distributore automatico: da anonimo e squadrato armadione che rifila spesso robaccia a seducente luogo di design dove l’automazione è trendy oltre che comoda.
Per la generazione mobile, shopping in modalità download
Food - ristorazione
Stravagante cool e trendy. Bamn inaugurato a New York due anni or sono, è molto di più di un semplice erogatore automatico. E’ una life style vendine machine. Un luogo estetico che con lo slogan “la soddisfazione è automatica” serve giorno e notte pasti freschissimi preparati al momento in comode monoporzioni.
Ancora più “luogo” in Germania a Norimberga, Sbaggers, ristorante automatico con menu touchscreen e servizio al tavolo tramite un sistema a rotaie.
Retail – consumi automatici
L’importante è cogliere l’attimo fuggente e puntare sull’acquisto d’impulso. Le aziende più audaci sperimentano nuovi format di vendine machine. E’ il caso di Onitsuka Tiger, il brand giapponese di abbigliamento sportivo, che ha introdotto a Londra a Carnaby Street una sneaker vendine machine. Un modo insolito per stupire i giovani consumatori sempre alla ricerca di nuove emozioni. Scarpe da passeggio! Stimolante.
Customisation – su misura automatico
Mass customization on demand. Ampia scelta in poco spazio. E’ il caso di Froobee dell’inglese WaterWerkz, un distributore innovativo che propone bevande personalizzate (miscelate con sciroppi al momento) in contenitori realizzati su misura con l’innovativo PouchLink system, brevettato dall’azienda. Oppure delle varie art nail machine che stampano sulle unghie delle teenager fantasiosi motivi e decorazioni. Prossima tappa: fabbing vendine machine (3D Creator) che realizzano prodotti su misura just in time.
Facilities – servizi
Meccanismi inaspettati per nuove utilità. Già qualche anno fa la giapponese QBNet stupì tutti con i suoi negozi capsula per taglio capelli robotizzati e self-service. Nel frattempo in Olanda è nato Bikedispenser, il primo distributore automatico per noleggio bici (circa 100 esemplari dotati di Rfid chip), e in America InstyMeds, una start up che offre una innovativa vendine machine che somministra farmaci su prescrizione (antibiotici per esempio) con tanto di servizio di assistenza (call center integrato) per il corretto uso del farmaco.
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