spaziohoreca bargiornale
Home Approfondimenti Rubriche Edicola Riflettori su Normativa Vetrine Fiere e Manifestazioni Osservatorio Comunicati Agenda Lavoro
 
Hotels
Ristoranti
Bar e Caffé
 
Nome   
 
Città, Regione, Prov.   
Ricerca Avanzata »
Edicola » Dettaglio Articolo

MARK UP - 10.09.2008

Gli ipermercati si divideranno in due serie. Chi giocherà in A?

 

 

 

Nei mesi scorsi Mark Up ha messo in risalto come sia necessario, per affrontare la crisi strutturale dei consumi, un nuovo sistema di pricing e una riduzione sostanziale degli assortimenti. Non sembra però che ci siano inversioni di tendenza. Il sistema Idm/Gda scarica sul consumatore gli aumenti di prezzo delle materie prime che si gonfiano via via sempre più lungo tutta l filiera. Non è stata utilizzata neppure la leva della comunicazione, ne a livello istituzionale, ne a livello aziendale, per spiegare al consumatore l’origine e il perché dell’aumento vistoso dei prezzi e dei servizi. A nostro avviso si tratta di un errore che peggiora la percezione d’immagine da parte del consumatore-cittadino dell’intero sistema Idm/Gda. A maggior ragione con un’inflazione programmata dal governo all’1,7% e una stagflazione (stasi della crescita o crescita negativa a cui si aggiunge un’inflazione in aumento) che molti non vogliono nemmeno pronunciare ma che ha origine, di fatto, nella riduzione dei consumi a causa della mancanza o della riduzione di reddito.

 

1-     Il non-food deve raggiungere il grado di credibilità del food

2-     Le superfici di ampia dimensione provocano ansia nel consumatore che riflette il calo d’immagine della Gda

 

 

La crisi degli ipermercati è nella non credibilità del non-food

In un quadro macro non di certo esaltante il format degli ipermercati è oggetto di analisi e di cure come non mai. “Macchè crisi degli ipermercati – dice con tono deciso a Mark Up Vincenzo Tassinari -. La crisi è della società e di un sistema che non si decide a prendere decisioni importanti. La crisi sociale ovviamente si ripercuote sui redditi e l’ipermercato che ha una formula onnicomprensiva – tutto sotto un unico tetto – ne risente più di tutti”. Secondo fonti di Coop la produttività media degli Ipercoop è a 9.000 euro e a rete omogenea (Apr.08/Apr.07) le vendite sono aumentate dell’1,6%. “Il problema – sottolinea Tassinari – è rendere credibile il non-food e portarlo agli stessi livelli dell’alimentare. Un’operazione lunga e difficile”. Il non-food e la sfida con le grandi superfici specializzate sta avvenendo senza esclusione di colpi e la distanza prodotta nelle quote di mercato è a giudizio di Mark Up, difficilmente colmabile. Di certo il consumatore mettendo sulla bilancia costi e benefici per recarsi negli ipermercati non trova più quelle giustificazioni  di un tempo e aumenta la sua ansia in superfici sempre più grandi che disperdono e schiacciano la sua individualità e razionalità.

“Le cause della crisi degli ipermercati – dice Marco Cuppini direttore studi di Indicod Ecr – vanno ricercate più nel macro. Un esempio: i single e le coppie senza figli sono ormai il 50% delle famiglie e questi non sono dei forti acquirenti nella tipologia degli ipermercati”. Dieci anni fa il non-food era la grande speranza dei retailer per contrastare i margini calanti dell’alimentare ma, a giudizio di Mark Up, non è stato fatto un lavoro sulla qualità degli assortimenti extra alimentari e le grandi superfici specializzate hanno avuto buon gioco a lavorare contro una qualità discutibile e un assortimento giocoforza ridotto, frutto di un mestiere non loro. Così la superficie degli ipermercati si è trovata divisa in due: da una parte la qualità riconosciuta dei reparti alimentari e dall’altra assortimenti e pricing ritenuti tutt’altro che eccellenti. Di più. “Le Gss – spiega Cuppini – hanno saputo dare risposte precise alla complessità montante. Prendiamo il caso di Decathlon nello sport e il suo sistema di comunicazione che spiega nei dettagli  prodotti e uso degli stessi. Gli ipermercati devono rivedere l’intera logica della despecializzazione aumentando i servizi erogati”. Ma non tutti potranno erogare in modo credibile servizi che sono propri di altri mestieri. Sarà questa, i mestieri, secondo Mark Up, una selezione durissima che dividerà in due i retailer impegnati nella tipologia: nella seria A giocheranno gli ipermercati che potranno distribuire assicurazioni, benzine, viaggi e quant’altro. In serie B chi non potrà permettersi queste nuove estensioni. Rimarrà da leggere la riduzione dei reparti e degli assortimenti.

 

                                                                               Luigi Rubinelli

 

« indietro
 
Copyright © 2006-2011 Spunto Srl - Tutti i diritti riservati Annunci | Newsletter | Links | Chi Siamo | Chi Siamo | Disclaimer | Job Opportunities | Contattaci | Pubblicità