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PIANETA HOTEL - 04.09.2009

Un consulente per l'energia

L’apporto di un energy manager può portare risparmi del 30-40%

 

Parola d’ordine: risparmio energetico. Un obiettivo che richiede soluzioni tecniche e soprattutto una nuova mentalità da parte della direzione e la presenza di figure professionali specifiche. l’energy mnager è la più qualificata in questo settore. E’ anche una figura prevista dall’articolo 19 della legge 10/91 sul risparmio energetico, che ne fissa l’obbligo per tutte le strutture industriali che consumano oltre 10.000 tep l’anno e per tutte quelle del terziario che consumano oltre 1.000 tep l’anno. Il tep, o tonnellata equivalente di petrolio, è una misura utilizzata per convenzione che trasforma in combustibili primari tutta l’energia termica o elettrica consumata. Ogni kWh consumato corrisponde a un valore espresso in tep, così come ogni litro di gasolio per riscaldamento, e via dicendo. Ma gli hotel arrivano in un anno a consumare 1.000 tep? E hanno quindi l’obbligo di nominare un energy manager? “Facendo un conto per grandi linee, 1.000 tep equivalgono a circa 4,5 milioni e mezzo di kWh”, spiega Biagio Duca, energy manager, direttore di hotel e fondatore di Hotel Sostenibile (hotelsostenibile.com). “Consumi così elevati sono raggiunti esclusivamente dalle catene – aggiunge Duca – o al massimo da un 5 stelle “energivoro”. Ciò non toglie che la figura dell’energy manager possa essere consultata, anche sotto i consumi previsti dalla legge. L’apporto di un professionista può portare a risparmi elevati, entro l’ordine del 30-40%”. Ma come si individua un energy manager e come lo si nomina? Risponde Daniele Forni, responsabile tecnico della Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia (fire-italia.it) sul cui sito si può trovare l’elenco di tutti i professionisti in Italia, circa 2.600. “Il meccanismo è semplice – spiega – basta individuare un nome, fare un conteggio dei propri consumi e compilare un modulo scaricabile dal nostro sito. Poi lo si invia a Fire con raccomandata.

Il nome scelto viene inserito nell’elenco pubblicato annualmente da Fire su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico. Da questo momento si ricevono news e inviti ai convegni organizzati da Fire per supportare l’attività dei nominati. Non vi è però un obbligo di consultare un professionista o avviare una politica di risparmio”. Anche se la finalità della legge è di dare un ruolo operativo all’energy manager: “Cosa che – dice l’esperto – richiede una precisa volontà della direzione”. Gli interventi sugli impianti, infatti, non hanno molto significato se non si attiva un controllo e non si varano modifiche organizzative. “Nel risparmio energetico – conclude Forni – il fattore umano costa fino all’80%  e richiede un investimento in formazione, educazione e anche sensibilizzazione del cliente”.

 

Come si nomina un energy manager

·         L’obbligo per gli hotel è su consumi superiori a 1.000 tep l’anno

·         Per calcolare il consumo in tep ci si può avvalere delle tabelle sul sito www.fire-italia.it, alla voce “Energy Manager – guida alla nomina”

·         Si individua un nominativo sull’elenco dei professionisti accreditati

·         Si compila un modulo scaricabile dal sito, con questi dati e l’indicazione dei codici delle attività, reperibili sempre seguendo le istruzioni

·         Si invia il tutto per raccomandata con ricevuta di ritorno alla C.P. n2334 – 00185 Roma. La nomina dell’energy manager va ripetuta ogni anno.

 

 

Prodotto                                                    Equivalente in tep

Combustibili liquidi

Gasolio                                                        1t = 1,08 tep

Olio combustibile                                            1t = 0,98 tep

Gas di petrolio liquefatti (GPL)                          1t = 1,10 tep

Benzine                                                        1t = 1,20 tep

Elettricità

Fornita in alta e media tensione                     1MWh = 0,23 tep

Fornita in bassa tensione                              1MWh = 0,25 tep

 

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