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Ce n’è per tutti i gusti: contanti, bancomat, carte di credito, assegni fino ad arrivare ai diffusissimi buoni pasto. Viaggio nell’universo dei mille (o quasi) modi per pagare il conto, tra certezze, sorprese, curiosità e novità tecnologiche dietro l’angolo
Si, è proprio così: noi italiani siamo un popolo molto (a volte troppo) legato alle tradizioni. Siamo restii a cambiare il nostro modo di pensare e, di conseguenza, di agire. Ed eccoci quindi fanalino di coda per quanto riguarda molte innovazioni, in questo caso rappresentate dal rapporto con il denaro, contante o virtuale che sia. Certo, le novità le recepiamo e le facciamo nostre anche noi, seppure in ritardo rispetto a molti altri Paesi, ma siamo ancora dell’idea che avere nel portafoglio un buon gruzzoletto (e utilizzarlo spesso al posto di altre formule di pagamento) di banconote ci ponga al riparo da eventuali emergenze; tutto questo ci dà sicurezza, una sicurezza che genera però abitudine, che si riflette nel modo di comportarsi di tutti i giorni. A questo punto, in redazione, ci siamo chiesti quali sono le consuetudini e i desideri di ristoratori e clienti? Quali sono, cioè, le caratteristiche, i pregi e difetti del momento finale di un pranzo, quello del conto? E abbiamo deciso di andarci a fondo, per capirci di più, e se possibile, per aiutarvi a fare chiarezza sfatando magari qualche luogo comune, sperando di darvi qualche buon consiglio. Come pagano i vostri ospiti? Qual è il modo più usato? E voi cosa preferite? Carta, assegni, buoni pasto o “plastica”?
Rischi e inconvenienti
“Mettiamo subito in chiaro una cosa – esordisce perentorio Andrea Cuccurullo del Doge di Amalfi di Milano – io non accetto assegni, a meno che non si tratti di clienti abituali che conosco da molto tempo. Il perché è semplice: se non sono coperti non potrò mai fare nulla, sono soldi persi”. Da questo punto di vista anche il tipo di locale e la sua clientela può fare la differenza: un ristorante di alto livello con ospiti fidelizzati e di gran classe non può certo rifiutare assegni né chiedere di verificare il documento d’identità; è una questione di immagine e di buon gusto nei confronti dell’abituale ospite del locale, una figuraccia che non ci si può certo permettere e, in questo caso, il rischio di un assegno “fasullo” bisogna correrlo, anche se è difficile che il cliente abituale cerchi di fregarti… E’ altrettanto ovvio che in un ristorante del genere non sempre è proponibile il pagamento attraverso i buoni pasto, solitamente diffusi in locali economicamente più accessibili. Questi colorati pezzetti di carta rappresentano ormai da molti anni una soluzione sempre più usata che le aziende propongono ai loro dipendenti. Gli svantaggi? “Due su tutti: spesso riceviamo il rimborso – ci racconta Mauro Pedroni del Ristorante Strabiglia di Torino - con un notevole ritardo, ma soprattutto il problema è rappresentato dal furto o peggio ancora dalla falsificazione. Certo, le aziende emettitrici comunicano sempre con tempestività i numeri di serie dei ticket rubati o contraffatti, ma quanti di noi, nella frenesia del lavoro, controllano la ‘bontà’ del buono pasto?” Quasi sicuramente ben pochi e la spiacevole sorpresa è in agguato alla fine del mese, quando la società non rifonde il gestore del locale dei ticket rubati o contraffatti… ed è troppo tardi.
Vantaggi e soluzioni
I vantaggi per l’esercente? Uno su tutti, ed è molto importante; la fidelizzazione del cliente, determinante mai come ora… Due soluzioni “a rischio zero”, che forse non tutti tra voi hanno ancora “digerito” di buon grado ci sono. E vi pongono, con i vostri clienti, al sicuro da furti, truffe e manomissioni: carta di credito e bancomat. Non vanno assolutamente sottovalutati almeno per due motivi; sono a prova di errore, perché la transazione (che è criptata, ovvero non ci sono rischi di “clonazione” della carta o di trasmissione dei vostri dati ad altri) avviene solo e unicamente quando il conto del vostro cliente è in attivo (cioè… ha i soldi per pagare!) e quando carta e bancomat non sono stati rubati o manomessi, ma soprattutto sono una soluzione di pagamento sempre più diffusa. “Era una cosa che fino a pochi anni fa non mi interessava – ci confida Giuseppe Modica della Trattoria dei Templi di Agrigento - ma ho dovuto cedere quando mi sono reso conto che molti clienti chiedevano di pagare evitando i contanti, quando ho scoperto che c’era chi non veniva nel mio ristorante perché sapeva che accettavo solo moneta sonante e quando ho realizzato che meno soldi tengo in cassa, a fine giornata, meno rischi corro”. In poche parole, i vantaggi del “denaro di plastica”, si traducono in sicurezza, comodità e semplicità e, dal punto di vista dell’esercente, velocità, elemento fondamentale quando si ha il proprio locale pieno. Considerate anche il rapporto privilegiato che si creerà tra voi e la vostra banca; avrete infatti, quasi in tempo reale, l’esatto importo delle vostre entrate, e vi sarà più facile (e veloce) tenere sott’occhio i vostri conti, senza rischiare errori di calcolo dovuti alla inevitabile fatica di fine giornata. Non ultima (mai sottovalutarla), la fidelizzazione dell’eventuale cliente di passaggio: un avventore soddisfatto tornerà senz’altro più volentieri se avrà avuto modo di pagare con ciò che più desidera, siano essi contanti o carta e bancomat. Almeno qui, sfatiamo un luogo comune: è vero che la plastica inquina ed è nemica dell’ambiente, ma può essere anche un formidabile alleato, almeno nel vostro lavoro!
Il conto telematico
Mettetevi l’anima in pace: il futuro dei pagamenti, di qualunque tipo è nelle carte di credito e nei bancomat. Pensate, in molti Paesi europei, ma soprattutto negli Stati Uniti e in Giappone, l’uso del “denaro di plastica” è talmente diffuso che sta “rottamando”, se già non l’ha fatto, il contante, che viene usato solo e unicamente per i piccoli acquisti quotidiani. Qualunque banca rilascia velocemente e senza difficoltà queste carte, spesso senza alcun costo aggiuntivo o a una cifra irrisoria. Installare poi un Pos (ovvero la macchinetta che permette il pagamento) è semplice, veloce e, anche in questo caso, quasi sempre non richiede costi ulteriori (spesso viene ceduta in comodato d’uso). In sintesi, poche “rotture” per molti vantaggi, non ultimo (pensateci bene!) quello di attirare con più facilità gli avventori stranieri, quelli cioè che più di ogni altro usano carte di credito. Il futuro, piaccia o meno, è questo: non fatevi cogliere impreparati e attrezzatevi per accoglierlo!
Il futuro dietro l’angolo
Il domani tecnologico è già qui vicino, e ha molta fretta. Guardando i dati di un’importante inchiesta del settore, fra pochi anni le carte di credito e i bancomat potrebbero essere sorpassati… dal telefono cellulare! Sì, perché quelli di ultima generazione (ovvero gli smartphone, cioè per fare un esempio gli I-Phone e quelli che usano il sistema blackberry) una volta aggiornati tecnologicamente (operazione molto semplice) possono diventare un modo veloce e sicuro per effettuare pagamenti e molte altre operazioni che semplificherebbero, a voi e ai vostri clienti, la vita. In alcune città francesi, Nizza su tutte, e in Giappone tutto questo è già realtà, anche se in via per ora sperimentale. Pagamenti on line, prenotazioni e pagamenti di musei, cinema, alberghi, la spesa al supermercato, il conto del ristorante, i biglietti dell’autobus… tutto è possibile. Basta avvicinare il telefono a una speciale macchinetta e voilà, il gioco è fatto. Si tratta ora, secondo gli autorevoli esperti, di rendere possibile il dialogo on-line tra le banche e le sim card dei cellulari: un ostacolo che, ne siamo certi, verrà superato in fretta e con estrema facilità, visto che in gioco c’è un business, per operatori di telefonia mobile, istituti bancari e utilizzatori finali (voi, in questo caso), enorme. E voi siete pronti?
Conti alternativi
E’ sempre più diffuso, molti ne parlano ma non tutti ancora ne sfruttano le potenzialità: è il cambio merce, ultimo grido nel campo del pagamento “alternativo”. Facciamo un esempio: fra i vostri commensali ci sono i dipendenti di un’azienda che lavora molto con clienti di altre città, che quindi chiedono spesso loro consigli su dove mangiare un boccone. Scatta, a questo punto, il “patto di ferro”: l’azienda indirizza le persone nel vostro locale, in cambio voi fornite a chi vi ha procurato nuovi ospiti, per esempio, pranzi con un conto “di favore” o benefit particolari. I vantaggi sono ovvi per entrambi: voi avrete clienti in più (che potrebbero ritornare, se le visite di lavoro nella vostra città avvengono con regolarità), l’azienda e i suoi dipendenti avrebbero pasti scontati o comunque con un trattamento di favore. Facile, no? E funziona, molto.
Andrea Matteucci
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