Quando il locale è pieno, siete di fretta, c’è coda alla cassa, il rischio di incassare denaro falso diventa elevato. Come si può evitare questo danno odioso e frustrante? Lo abbiamo chiesto ad alcuni vostri colleghi. Ecco come si tutelano.
Di per sé la professione richiede molti sacrifici e il compenso è sempre meritato e sudato. Ma se quell’elegante cliente vi rigira una banconota falsa? Non è detto che sia in malafede, magari è ignaro: non sa di avere in tasca denaro contraffatto. Ma a voi poco importa. A monte, un delinquente ha stampato a vostro danno. E voi incassate un pugno di mosche. Cornuti e mazziati, come si suol dire. Il Totò falsario della “Banda degli onesti” (Camillo Mastrocinque, 1956) fa ridere solo al cinema. E di Totò in giro è pieno. Come difendersi? Lo abbiamo chiesto ad alcuni vostri colleghi. Ecco come si tutelano.
Ma prima di entrare nel vivo della testimonianza, una regola di base. Attenzione alla vostra attenzione: quando il locale è pieno, c’è fila alla cassa, siete di fretta, questo è il momento critico, l’anello debole della catena. Rallentate, per non avere sorprese. La frenesia è nemica del portafoglio. “Ci capita raramente di incappare in soldi falsi – spiega Luca Giannobi del ristorante Dorsia di Seregno (MB) e del Noir Club di Lissone (MB) -. In ogni caso tutte le nostre postazioni sono dotate di macchinetta per il riconoscimento dei tagli da 50 euro in su. Utilizziamo attrezzature Francopost. Disponiamo di modelli a scorrimento: si inserisce la banconota e quando esce un display ti dice se è vera o meno. Abbiamo anche la classica lampada al neon per controllare filigrana”.
Falsari da fotocopia
Gli fa eco Gabriele Viola Boros, titolare dell’Osteria dell’Oppio di Monza, che utilizza un’altra tecnica. “Ci siamo fatti spiegare dalla nostra banca i trucchi per capire se le banconote sono valide. Prima di tutto la prova del tatto: la carta utilizzata per le banconote costa molto e i cosiddetti falsari da ‘fotocopia’, la maggior parte, non la utilizza, anche se spesso le stropicciano appositamente per renderle vissute. In alternativa si può controllare in controluce la filigrana e le figure ‘nascoste’. Inoltre le banconote cambiano tonalità di colore a seconda dell’inclinazione. Il metodo migliore comunque è quello di strofinarle su di un foglio di carta bianco; se lascia un alone di colore, verde nel caso dei 100 euro, difficilmente è falsa. I tagli taroccati più diffusi sono 20, 50 e 100 euro. Ma ci capita veramente di rado di prendere cantonate anche perché, se non siamo tranquilli, non accettiamo le banconote sospette”. Piero Ronzetti dell’Hollywood di Bardolino (Vr) si è tutelato con una tecnologia a telecamera. “Abbiamo in dotazione modelli della Sipre - racconta -. Funzionano a meraviglia, ma li utilizziamo solo quando il sospetto è reale, per non rallentare troppo il flusso di clientela. Il taglio più frequente è quello da 20 euro. Il momento critico, il mese di agosto quando sono più frequenti i turisti”. Sintetica e rapida la battuta di Roberto Pivelli, uno dei titolari dell’Officina della Birra di Bresso (Mi). Ci siamo dotati di apparecchi di marca Sigma e ne siamo sodisfatti. Ma utilizziamo soprattutto il tatto!”.
Consigli in pillole
1) Utilizzo della tecnologia di aziende specializzate
2) Verifica della consistenza della ‘carta’ al tatto
3) Controllare in controluce la presenza di fligrana e figure ‘nascoste’
4) Inclinare la banconota per appurare il cambio di tonalità cromatica
5) Strofinare la banconota su un foglio bianco: se lascia un alone di colore è ok
6) Nel dubbio, rifiutare il denaro sospetto; è un vostro diritto
Quattro controlli
Sta diventando sempre più difficile riconoscere una banconota contraffatta, in quanto sono sempre più realistiche e ne viene messo in circolazione un numero sempre maggiore. Safescan Italia (www.safescan.it), azienda di primo piano nello sviluppo e produzione di sistemi automatici di verifica e conteggio denaro, produce Safescan 125 che vanta un quadruplo controllo di contraffazione: inchiostro magnetico, filo metallico, infrarossi, ultravioletti. Velocità di verifica 1 secondo. Viene testato dalla Banca Centrale Europea.
Elisabetta Paseggini
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