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ATTUALITA'

L'italiano sceglie la pizza

Una recente indagine, effettuata presso un campione di internauti, individua nella pizza il piatto preferito dagli italiani. Non può certo considerarsi una sorpresa, ma testimonia, ancora una volta, il favore che questa pietanza riesce a riscuotere presso il largo pubblico e non solo nazionale. La ricerca, patrocinata dalla CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), traccia un quadro esaustivo sui gusti gastronomici degli abitanti della penisola, in cui, accanto a numerose conferme, emerge anche qualche interessante novità.

 

                                                                         Stelvio Catena

 

Sono 5.092 i navigatori maggiorenni di internet nostrani consultati intorno alle proprie preferenze culinarie per iniziativa della CIA, decisa a tracciare una mappa aggiornata dei cibi più amati dagli italiani. Informazioni utili a tutti i ristoratori che debbono definire, attraverso la compilazione dei menu o la selezione dei prodotti a banco, l’offerta da proporre alla propria clientela. Del resto la selezione della merce da presentare al consumatore con l’obiettivo di rispondere appieno ai suoi bisogni, diventa un elemento fondamentale per ridurre i costi e le percentuali di rischio dei capitali investiti in un momento di crisi economica e, soprattutto, di contrazione dei consumi. Le proiezioni intorno agli andamenti delle spese della famiglia parlano chiaro: diminuzione continua delle somme destinate agli acquisti alimentari (dal 19,2% del 1991 al 12,7% del 2010), con parallelo aumento dei prezzi medi superiore all’inflazione (dato ISTAT 2010 = + 3,3%). Da segnalare, invece l’aumento della propensione al consumo di pasti fuori casa che bilancia in qualche modo l’andamento negativo registrato in precedenza. Una situazione con (poche) luci e (molte) ombre nella quale è bene tenersi informati per non incorrere in spiacevoli disavventure. I risultati del sondaggio, se confermano la predilezione per una serie di pietanze che rappresentano le eccellenze di una delle cucine più rinomate al mondo, evidenziano anche una serie di piccole, grandi sorprese. Tale, ad esempio, può essere considerata la posizione del vino, soltanto dodicesimo nella graduatoria finale, addirittura preceduto dal miele. Anche il posto occupato dai dolci, quarti in classifica, con la cioccolata in pole position, personalmente è inaspettato, se messo in relazione con la carne rossa (quinta) oppure con i salumi (noni) o ancora con i formaggi (settimi). Buona posizione per l’olio d’oliva (ottavo), che continua a rappresentare un punto fermo della cucina nazionale, e per le carni bianche (decime). A livelli di sicuro inadeguati, se si tiene conto di una costante e capillare campagna d’informazione a loro favore anche negli istituti scolastici, frutta e verdura (seste), nonostante beneficiano dei consigli di nutrizionisti e dietologi, ma che continuano a farsi largo a fatica all’interno dei gusti alimentari dei nostri connazionali. Soltanto il due per cento degli intervistati pone la verdura in cima alle preferenze, mentre per la frutta le cifre sono addirittura irrisorie e si salvano soltanto fragole, angurie e ciliege. Che non si tratti di un problema di gusti ma rappresenti una reale tendenza di consumo, lo testimonia l’andamento della spesa di questi generi alimentari calata negli ultimi venti anni del diciotto per cento. Eppure quella dieta mediterranea che tanto successo riscuote in tutto il mondo, in particolare negli Stati Uniti dove è diventata sinonimo di buona salute, e che rappresenta il biglietto da visita nutrizionale delle popolazioni che si affacciano sul mare nostrum, è composta principalmente di pane, frutta, verdura, erbe aromatiche, cereali. Tornando all’indagine oggetto delle nostre osservazioni, ai vertici poche le sorprese. Sul gradino più basso del podio troviamo il pesce (terzo), non poteva essere altrimenti in una nazione bagnata dal mare per tre di suoi quattro lati, al secondo posto le tagliatelle al ragù (seconde) e la pasta più in generale, mentre incontrastata regina della gastronomia italiana si conferma la pizza (prima), vero e proprio ambasciatore della nostra abilità tra i fornelli. Una indicazione importante che viene dalla ricerca riguarda le modalità di preparazione di alcuni degli alimenti presi in esame. Ad esempio tanto le carni che, soprattutto, il pesce si preferiscono crudi, sotto forma di “carpacci”, mentre all’ultimo posto vengono piazzati i bolliti, considerati assolutamente “fuori moda”. In ultima analisi si confermano alcune tendenze già emerse da qualche anno intorno a un cambiamento, ma non certo a uno stravolgimento, delle abitudini alimentari nazionali che ci avvicinano al resto dei paesi del pianeta, in quella corsa alla globalizzazione capace di annullare tradizioni radicate in secoli di storia. Pizza e pasta, che a ben guardare sono anche i prodotti che più di altri si sono inseriti nel mercato delle pietanze “globali”, mantengono alto il gradimento, forse perché al ristorante o in pizzeria non rappresentano una minaccia all’alleggerimento eccessivo del portafoglio e con i tempi che corrono non è poca cosa. Per concludere una citazione dal pluripremiato attore statunitense Dustin Hofmann: “Un Oscar, il sesso, un gelato e una pizza… Se avessi questo ogni giorno per il resto della mia vita sarei felice”.

 

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