La crisi economica che ormai imperversa un po’ ovunque stimola le riflessioni su quelli che potrebbero essere i giusti rimedi o, quantomeno degli adeguati palliativi.
Renato Schifani, Presidente del Senato intervenendo alla quinta Conferenza degli assessori alla Cultura e al Turismo di Torino, lancia una proposta che dovrebbe essere di aiuto al nostro turismo oramai in crisi e che subito stimola importanti riflessioni.
Il Presidente del Senato ritiene che ormai in Italia i tempi siano maturi per incentivare lo sviluppo delle case da gioco nelle zone che ne sono ancora sprovviste e che ciò al tempo stesso favorirebbe una crescita del turismo nostrano e sarebbe una importante risposta alla concorrenza degli altri paesi del Mediterraneo.
La Federgioco al riguardo avanza qualche perplessità, sostenendo che le quattro case da gioco italiane sarebbero sufficienti a sopportare la “domanda” dei giocatori d’azzardo. La proposta di Schifani va infatti in controtendenza rispetto a quelli che sono i dati del mercato.
Lo scorso anno infatti i quattro casinò italiani, Venezia, Saint Vincent, Campione e Sanremo, nonostante un incremento del numero di visitatori del 15% hanno registrato un calo di utile del 4%. Sulla scia di Schifani anche il Sottosegretario al Turismo Michela Brambilla che considera la proposta del Presidente del Senato una formula per garantire alle nostre strutture ricettive di poter competere con quelle degli altri Paesi europei, a cominciare da Francia e Spagna e che propone di aprirli un po’ ovunque a cominciare dagli alberghi a 5 stelle, nel zone del centro e sud Italia, che potrebbero aprire case da gioco riservate esclusivamente alla propria clientela.
Individuati già alcuni comuni per le eventuali nuove aperture: Ostuni, San Pellegrino Terme, Stresa, Fiuggi, Gardone Riviera, Taormina e Viareggio.
Resta da fare solo qualche altra considerazione.
Nel Belpaese il mercato del gioco è in forte crescita, grazie anche a Internet e ad altre forme di gioco più o meno legali quindi la proposta può essere valida purchè focalizzata su piccole case da gioco che siano più facili da controllare.
Potrebbe essere davvero il modo giusto per rivitalizzare il turismo e per favorire nuovi investimenti nel mercato alberghiero.
Pasquale Mastropasqua |