| A quanti sarà capitato di sedersi in un ristorante, di aver consumato un pasto alquanto insipido e al contrario aver avuto un conto molto salato? Penso a tutti. Motivo per il quale non si è più tornati in quel luogo e per di più non si è fatta alcuna pubblicità, se non quella negativa.
Ognuno di noi, seduto a tavola, diventa giudice insindacabile su quantità, qualità, servizio, location soprattutto se sa di dover spendere una ingente quantità di denaro (e di questi tempi si cerca di centellinare tutto…e quando dico tutto intendo anche una briciola!). Al contrario se la spesa si riduce il giudizio è sicuramente meno severo ma ugualmente espresso.
Per ovviare a questa problematica sempre più frequente ecco esplodere negli Stati Uniti una bellissima e accattivante idea trasformatasi in una vera e propria moda e sicuramente in un fenomeno da studiare.
Già nel 2003 Denise Cerreta proponeva nel suo locale ”One World Cafè” di Salt Lake City (Utah) sia quanto mangiare che quanto pagare. Oggi, per sopperire alla crisi, il One World Cafè è addirittura diventato “No price. No menu. No waste” un accattivante motto per mangiare e soprattutto pagare quello che si ritiene più giusto senza inutili sprechi.
A seguire Denise, in questa, apparentemente, folle iniziativa sono stati altri ristoratori a Londra, a Praga e a Montreal città del Quebec considerata tra le più innovative del “globo culinario” e dove la qualità della vita è sopra la media. Più precisamente George Papas, proprietario del “Taverne Crescent” a causa della crisi, era sull’orlo della chiusura quando ha giocato la sua ultima carta: ”Paga quanto vuoi”….Un successo. Il cliente ordina, consuma e al momento del conto gli viene semplicemente consegnata la nota di ciò che ha consumato con a fianco il punto interrogativo. Sta al palato e alla tasca del cliente decidere se è rimasto soddisfatto o meno. Non solo il ristorante non ha chiuso i battenti ma ha assunto nuovo personale per far fronte all’esponenziale aumento dei clienti. E’ passato infatti in breve tempo da 50 coperti in una settimana a 300 in un solo giorno.
Altro esempio è ”Il Tierra Sana” di New York, nel Queens, ristorante biologico, che ha scelto il martedì per l’offerta libera.
La vera novità, arriva però da Denver città del Colorado, dove il “Same Cafè” abbreviazione di “so all may can eat” (così tutti possono permettersi di mangiare, traduzione letterale, ndr) offre prodotti freschi di giornata in un menu a chilometri zero. Lo spirito dei titolari del locale è quello di permettere a tutti di mangiare in maniera sana e con le stesse modalità, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche.
Non esistono registratori di cassa ma scatole di cartone per raccogliere offerte a piacere e se proprio il cliente non ha come pagare, presta il suo servizio all’interno del ristorante. Il suo intento è quello di creare una comunità e di garantire cibo sano per tutti indipendentemente dalla situazione economica personale. Un’accurata selezione di cibi viene effettuata ogni giorno, grazie anche al sostegno economico di qualche mecenate.
Queste soluzioni a basso costo stanno facendo il giro del mondo con enorme successo, visto che fuori dai locali c’è sempre la fila. Bisognerebbe che anche qualcuno in Italia si facesse pioniere di questa iniziativa. Sicuramente permetterebbe a tutti di poter mangiare al ristorante senza doversi salassare e allo stesso tempo vedrebbe il suo locale pieno di clienti, buongustai o semplici curiosi.
Una delle migliori pubblicità è il passaparola, noi l’abbiamo fatto ora tocca a voi!
Pasquale Mastropasqua |