|
I ristoranti Cipriani oltreoceano in crisi!
I ristoranti Cipriani di New York sentono la crisi! Gli asset dell'Harry Cipriani sulla Quinta Strada e del Cipriani Downtown su Broadway il 7 dicembre saranno messi all’asta. Così si legge in un articolo di MF: “La vendita è stata organizzata da Capital One, istituto di credito della Virginia, nel tentativo di recuperare i 4 milioni di dollari che la banca vanta verso il gruppo. L'istituto finanziario avrebbe inoltre già bloccato circa 370.000 dollari sul conto corrente di Giovanna Cipriani, una delle principali eredi della dinastia veneta, mentre altri 285.000 dollari sarebbero stati congelati sempre da Capital One su conti correnti legati a società dei Cipriani in circa 20 diversi istituti bancari. Nella disputa non sono invece compresi gli altri tre ristoranti newyorchesi, i due sulla 42esima strada e quello a Wall Street nel Financial District”.
Fast Food in vendita
Burger King, il rivale di sempre di Mc Donald’s, è in vendita. La catena, aperta a Miami il 4 dicembre del 1954 ha attualmente 12 mila negozi in 75 diversi Paesi (il 66% negli Usa), 39 mila dipendenti e 11,4 milioni di clienti ogni giorno. Il gruppo nel 2007 ha registrato un utile netto di 148 milioni di dollari, e un fatturato di 2,2 mld di dollari. Tra i possibili acquirenti c’è il fondo di private equity britannico 3i group. Solo voci??!!!
Il Marchesino stupisce
Il Marchesino il ristorante Teatro alla Scala stupisce rinnovandosi e sposando la più moderna tecnologia. Diventano protagonisti gli Ipad, libri elettronici sui quali saranno mostrati i piatti, ciascuno con una dettagliata didascalia con gli ingredienti e le relative intolleranze alimentari. Il Marchesino divento il luogo dove “il Bello e il Buono” diventa un connubio perfetto!!!
Eataly: Alti cibi
Il 31 Agosto è nato Eataly il megastore Made in Italy a New York. Inaugurato dal sindaco Michael Bloomberg, Eataly sarà il cuore gastronomico italiano nel cuore della città americana. Dopo Torino e Tokio ora è la volta di New York. Ben 6000 mq di ristoranti e negozi. Un punto di incontro per promuovere la cucina italiana proposta dai grandi chef nostrani. Un luogo per valorizzare il Made in Italy. Il progetto ha previsto un investimento iniziale pari ai 25 milioni di dollari e un break even point intorno ai 40 milioni di fatturato annui. “Tra i soci americani c’è il gruppo “B&B”: Lidia Bastianich (che è una grande chef italiana con propri ristoranti fin dagli Anni Cinquanta negli Usa, notissima al pubblico americano per libri e trasmissioni tv), e Mario Batali, che è socio con il figlio di Lidia, Joe Bastianich.” Il caffè Lavazza ha inaugurato il megastore, la zona gastronomica invece ha visto protagonisti i salumi piemontesi e la birra Moretti!!!
Vini e consumi
Enoteca Italiana, antico ente nazionale per la promozione del vino italiano, ha stilato una classifica dei consumatori di vino. Secondo Claudio Galletti, Presidente di Enoteca Italiana, negli ultimi mesi l’80% dei consumatori sono stati gli stranieri, affascinati e desiderosi di degustare il buon vino Made in Italy. Per quanto riguarda i consumi nel periodo estivo, è stato riscontrato che “gli italiani e i giapponesi si sono mostrati i principali consumatori di vino a bicchiere al Wine Bar e i più richiesti sono stati i marchi prestigiosi, come il Tignanello, Solaia, Sassicaia, Ornellaia, Biondi Santi, oppure l’Amarone, il Franciacorta, il Nero d’Avola, l’Aglianico e il Vermentino. Molto apprezzate le etichette di Barolo, Brunello di Montalcino, Chianti e Chianti Classico, Vernaccia di San Gimignano, Prosecco e Lambrusco, tra i più richiesti, anche se non grandi numeri, i vini prodotti con vitigni autoctoni minori, come (Ansonica, Pecorino, Cortese, Bonarda, Canaiolo, Frappato, Grillo, Pigato, Falanghina, Montepulciano, Negroamaro, Gaglioppo, Primitivo, Ribolla Gialla, Refosco)”. In relazione alle vendite: si registra il 5% in meno “dovuto con tutta probabilità, non solo alla crisi, ma anche alle problematiche di trasporto aereo e ai costi di trasporto via corriere. Gli acquisti di rilievo vengono effettuati dai francesi, olandesi e italiani che si muovono con mezzi propri (auto, camper) in quanto ne fanno un uso immediato nel corso della vacanze oppure come ricordo di un’esperienza. E’ aumentata del 12% la vendita a bicchiere al wine bar, anche perché il cliente è sempre più curioso e con il costo per l’acquisto di una bottiglia riesce ad assaggiare almeno 4/5 tipologie di vino di diverse regioni di provenienza.”
Assoenologi contro ristoratori
L’associazione degli Assoenologi scende in campo e si scaglia contro tutti quei ristoratori e baristi che prontamente innalzano notevolmente, e in modo ingiustificato, il prezzo del vino al bicchiere!!! Chiara la denuncia degli operatori di categoria!! Giuseppe Martelli direttore generale di Assoenologi chiarisce che: “è assurdo che in alcune realtà, un bicchiere di vino venga venduto a 6/8 euro al calice. Una bottiglia di vino a Denominazione di origine controllata viene venduta in cantina all’ingrosso mediamente intorno ai 6 euro. Da una bottiglia si ricavano mediamente almeno 4 calici, che venduti a 6-8 euro portano un ricavo di 24-32 euro, pari a circa il 400% in più!” Ristoratori avvisati…
La redazione
|
|