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LE NEWS DELLA SETTIMANA

Dall'11 al 17 gennaio 2010

Nasce il Franchising Enologico!

Il Gruppo Life di Rimini ha proposto un interessante progetto una sorte di franchising enologico. Inaugurare 150 punti vendita dedicati al vino sparsi per l’Italia, con lo scopo di creare un filo diretto tra produttore, distributore e consumatore. Un luogo d’incontro per promuovere, informare e vendere il meglio dell’enologia italiana, in nome della professionalità e della trasparenza. Il progetto, attualmente ancora in fase di attuazione, sarà presentato a Roma e a Bologna a metà febbraio. Da definire ancora logo, marchio e alcuni punti relativi alla selezione dei produttori che andranno a completare quelli già fissati,  “minimo 2 (costo d’ingresso, 1000 euro) massimo 4 referenze per azienda e riscossione, a vendita avvenuta, da parte dell’azienda del prezzo franco cantina pattuito”. Ciascun punto vendita avrà un piano di degustazioni periodico, organizzato con ogni singolo produttore per la presentazione dei vini, potrà promuovere la cultura del vino, garantirà con fideiussione bancaria l’acquisto dei vini e disporrà di un numero massimo di 160 referenze da rivendere verso i suoi clienti.

 

 

Aiuti concreti ai pubblici esercizi 

Il Comune di Cipressa, Imperia, è un esempio di Istituzione presente sul territorio, un modello da seguire. Il Comune infatti per far fronte alla crisi economica che ha travolto moltissime attività, garantisce contributi a chi apre e rileva un pubblico esercizio evitandone così la chiusura.

È già nato il primo negozio, con reparto alimentari e bar annesso, e a Pasqua sarà inaugurato un ristorante. La delibera della giunta comunale  prevede incentivi a chi apre esercizi di vicinato come negozi, laboratori artigianali, ristoranti e bar. Il Comune concede un contributo una tantum di 3.000 euro e la copertura del 20%, fino ad un massimo di 5.000 euro, delle spese sostenute per l'acquisto di attrezzature e arredi e per la costruzione o la ristrutturazione dei locali. Gli incentivi saranno, revocati se questi locali saranno chiusi entro tre anni dall'apertura o in caso di loro inattività superiore ai sei mesi l'anno. La delibera comunale sarà valida fino al 31 dicembre del 2013.

 

 

Rincari nei bar di Genova

A Genova per il mese di febbraio si prevedono conti  un po’ più salati. Arrivano i primi rincari, sperando che Genova sia una delle poche città italiane ad adottarli. Da febbraio una tazzina di espresso, potrà costare fino a un euro e dieci centesimi, un tè fino a 2 euro, una cioccolata calda fino a 2 euro e 50. Un cocktail passerà da 5 euro e 50 a 6 euro, una bottiglia di bollicine, da 9 a 15 euro. "I prezzi erano fermi da quattro anni", questa la spiegazione dell’ Associazione degli Esercenti.

 

 

I “ponti” turistici

Secondo Bernabò Bocca, Presidente di Federalberghi-Confturismo il settore del turismo nel 2010 come nel 2009 troverà non poche difficoltà, tra queste  le perdite legate ai “ponti” del calendario delle ferie. Sì perché sia il 'ponte' del 25 aprile, che capita di domenica, sia quello del 1° maggio, di sabato, comporteranno grandissime perdite economiche al settore, in quanto cadono in giorni festivi. Il Presidente di Federalberghi-Confturismo, infatti ha ricordato come i 5 veri 'ponti' turistici: 25 aprile, 1° maggio, 2 giugno, 1° novembre ed 8 dicembre, “muovono abitualmente circa 28 milioni di italiani, che preferiscono mete nazionali, attivando un giro d'affari vicino ai 7 miliardi di Euro”.

Da i dati emerge che il “ponte” del 25 aprile muove quasi 5,5 milioni di italiani, producendo un giro d'affari di 1,8 miliardi di Euro, quello del 1° maggio  6,5 milioni di italiani per un giro d'affari di 1,4 miliardi di Euro. Dati che inducono a riflettere!

 

 

In Bolivia arriva la Coca-Colla

Curiose novità arrivano dalla Bolivia. Il governo ha annunciato che a breve sarà prodotta la “Coca-Colla", una nuova bibita gassata energetica a base di foglie di coca, il cui nome è in fase di definizione. Moltissimi e  diversi prodotti a base di foglie di coca sono in commercio nel Paese, come tè, sciroppi, dentifrici, liquori, torte e caramelle. Diversi ristoranti, tra cui uno italiano a La Paz, propongono spaghetti di coca, una miscela di farina di grano e di foglie di coca. Va detto che in Bolivia è illegale la droga (cocaina) estratta dalle piante di coca, ma non è illegale l’uso delle foglie di coca. Ritenuta una pianta sacra da anni il presidente boliviano Evo Morales, si batte per la legalizzazione a livello internazionale, recente infatti è stata la sua richiesta di cancellare dalla Convenzione Onu sulle droghe due commi che riguardano la masticazione della foglia di coca, ritenuta con orgoglio “una pratica ancestrale e millenaria dei popoli indigeni andini che non può né deve essere proibita”.

 

 

Crisi di settore

John Mariani, esperto analista americano  del gruppo Bloomberg, ha annunciato che il 2010 non sarà un anno di buon auspicio per il mondo del vino. Secondo Mariani “i prezzi del vino sono destinati a scendere ancora a livello globale, sia per i pregiati Bordeaux e Borgogna che per i vini culto della California, così come per quelli italiani, spagnoli e cileni”. Cambieranno le abitudine e le esigenze, un esempio saranno i consumatori americani, i quali sono più propensi a  comprare etichette sotto ai 10 dollari, utilizzare internet come strumento di informazione e confronto, ma  soprattutto come mezzo per acquisti online. Ben posizionati  il Prosecco italiano, i vini mossi della California e il Cava spagnolo, male lo Champagne della nuova Zelanda e quello francese. Tutto questo influirà sui ristoranti di qualità, che compreranno soltanto piccole quantità di vini costosi in attesa di piazzare gli stock acquistati in precedenza con grandi investimenti. I nuovi locali non ostenteranno  carte dei vini pregiate ma buone e economiche etichette provenienti da tutto il mondo. Infine sul fronte della produzione, Mariani ha continuato affermando che probabilmente “molti produttori saranno disposti a passare dalle chiusure in sughero a quelle a vite, per evitare problemi ai vini imbottigliati dovuti ai tappi e all'ossidazione, ma soprattutto per proporre prodotti più accessibili al consumatore medio”.

 

 

Meno sale nei piatti serviti nei ristoranti di New York

Si legge sul New York Times la notizia dell’intenzione di cambiare il gusto dei cittadini da parte del Comune di New York. Da sempre attento all’alimentazione il Comune dapprima ha chiesto ai ristoratori di ridurre i grassi 'trans' nei loro piatti, poi ha fatto pressioni per scrivere accanto a ogni portata il relativo contenuto calorico, questa volta ha concentrato la sua attenzione sul sale. Si è proprio il sale questa volta ad essere sotto accusa, colpevole di molti problemi legati all’ipertensione, ictus e infarti. Così l'amministrazione grazie a un nuovo programma sanitario mira a sollecitare i produttori di cibi pronti e i ristoratori a ridurre il contenuto di sale nei loro piatti. Una riduzione progressiva e costante nel tempo, per non stravolgere il sapore dei cibi e adattare 'dolcemente' il palato dei consumatori,  che dovrebbe portare il quantitativo di sale nei cibi pronti e in quelli serviti al ristorante di ben il 25% (un quarto) in meno nei prossimi 5 anni. Il piano prevede l'adesione volontaria delle aziende. Sono in molti a sperare che il piano sia adottato da molti comuni americani.

 

 

                                                                  La redazione

 

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