Starbucks volerà con Easy-Jet
La nota catena di caffetteria americana Starbucks approda sui voli Easy-Jet, la compagnia aerea low cost leader in Europa.
Ben presto i passeggeri potranno gustare ad alta quota il caffè “Starbucks VIA Ready Brew”, un caffè tostato naturalmente, disponibile in bustina, che contiene una selezionata miscela di caffè Starbucks. Starbucks VIA Ready Brew sarà disponibile nella varietà “tostatura Italiana” o “colombiana”. Inoltre sarà possibile acquistare la selezione delle quattro varietà di té Tazo (English Breakfast, Earl Grey, Refresh e Passion) e la cioccolata Starbucks Gourmet Hot Cocoa. Una collaborazione che ha generato affermazioni positivee grandi soddisfazioni sia da parte del responsabile In Flight di Easy-Jet, che dal managing director di Starbucks UK e Irlanda.
Sempre più alberghi a Milano
In Piazza Cordusio a Milano sul lato compreso tra via Broletto e l’inizio di via Dante, presto uno dei palazzi sarà occupato dall’albergo 7 stelle Kempinski, la catena alberghiera internazionale di super lusso, che si sta espandendo sempre più in Europa. Ma non sarà l’unico. Con l’arrivo di Expo 2015 Milano è destinata a cambiare volto.
Anche l’edificio compreso tra via Mercanti e via Grossi, potrebbe ospitare un’altra catena alberghiera e si registrano ben sei richieste d’ apertura di alberghi “all’ombra della Madonnina”. Secondo Giorgio Montingelli dell´Unione del commercio e presidente degli esercenti, la domanda è notevolmente cresciuta, “Solo nel 2009 si è registrato un incremento del 40% rispetto all’anno prima, grazie a settori in crescita. Il turismo del business, ad esempio, aumenterà una volta ultimato il più grande centro congressi d’Europa al Portello, 16mila posti firmati dall’architetto Bellini, così come in espansione è anche il settore del turismo culturale e monumentale, mentre sempreverdi sono i periodi delle sfilate, il Salone del Mobile e il turismo sportivo, con due squadre in Champions league sono numerosi i tifosi stranieri in trasferta”.
Per Alberto Sangregorio, presidente dell’Associazione albergatori Milano “l’apertura di un hotel a Milano risponde a logiche di brand, più che di offerta, che in realtà è sovradimensionata rispetto alla domanda. Le catene straniere puntano a città dove ancora non sono presenti per fidelizzare i clienti e occupare le diverse piazze. Per quanto riguarda quelle italiane, invece, il ragionamento vale per le diverse categorie: se, ad esempio, una catena ha diverse tipologie di alberghi, cercherà di coprire in tutte le città dove è presente tutte le categorie”.
A Dubai viene lanciato il panino Kamir
La catena Local House sede a Dubai ha lanciato un nuovo piatto: il panino di "kamir", un panino con carne di cammello. Un vero successo tra gli emirati e i turisti curiosi. L'hamburger, 120 grammi di carne senza grassi e a tasso colesterolo zero, è accompagnato da insalata o patatine fritte e costa 20 dirham, circa cinque euro. La carne di cammello, cara e prelibata, è di solito servita in occasione importanti. Altra specialità del Local House è il milk-shake di cammello.
Aumentano le tariffe delle camere d’alberghi
Se a Dicembre 2009 un soggiorno in una camera d’albergo in una delle diverse città italiane ed europee aveva una tariffa contenuta non si può dire lo stesso per il mese di Febbraio 2010. Sono stati riscontrati forti rincari. I dati che segnalano questi rialzi sono stati forniti dal Thpi, Trivago Hotel Price Index. L’ indice dei prezzi hotel Trivago ha rilevato che per una notte in una camera doppia il costo è del 5% in più rispetto al mese precedente. Con uno sguardo attento alle città italiane si possono notare importanti cambiamenti. Rispetto allo stesso periodo del 2009, se in alcune città le tariffe segnano il 7% in meno, in altre come Venezia, il “listino prezzi hotel è del 21% superiore rispetto all’anno scorso, qui una camera costa in questo momento 164 euro, mentre lo scorso mese si teneva su indici di 111 euro”. Bologna registra il 16% in più rispetto a febbraio 2009, Milano +14% e Torino +9%. Napoli (86 euro, -2%) e Palermo (95 euro, -2%) invece registrano un leggero calo.
Per maggiori informazioni è possibile consultare le tabelle rispettivamente del Thpi 2009 http://imgpe.trivago.com/contentimages/press/thpi_0509Italia_it.pdf e il Thpi 2010 http://imgpe.trivago.com/contentimages/press/texts/thpi_0110_it.pdf
A Montecchio premi per “ bar silenziosi”
Il Comune di Montecchio premia i “bar silenziosi”, con un’ordinanza che sarà soggetta a sperimentazione per tre mesi. I bar che non hanno registrato precedenti lamentele da parte dei vicini residenti potranno veder prolungato “oltre le 23.30, e cioè fino alle due del mattino, l'orario di diffusione musicale”. L' assessore al commercio Gianluca Peripoli ha spiegato che questa deroga avrà molteplici effetti positivi come “ l'aggregazione "sana" dei giovani in molti bar”, “i ragazzi non saranno costretti a spostarsi e i gestori non dovranno istallare particolari sistemi di insonorizzazione all'interno dei locali”. Trascorsi i tre mesi, se non ci saranno lamentele potrà essere prolungata o, in caso contrario, revocata. Non mancheranno controlli e sanzioni da parte della polizia locale per accertare eventuali violazione del regolamento.
La Carta delle Paste
Dopo la Carta del Vino arriva sui tavoli dei ristoranti la Carta delle Paste. Un utile strumento che raccoglie le diverse tipologie di pasta “Made in Italy”, con le specifiche caratteristiche di produzione, organolettiche, con le diverse modalità e tempi di cottura e gli abbinamenti con i sughi.
Il documento è stato redatto da un Comitato, composto dai ricercatori Unicam, da rappresentanti del Comune di San Benedetto del Tronto, da industriali pastai e da numerosi ristoratori italiani e stranieri.
L’idea è nata dalla collaborazione tra il Comune di San Benedetto del Tronto, il famoso pastificio Spinosi di Campofilone e l’UNICRAM (Centro universitario di ricerca per lo sviluppo e la gestione delle risorse dell’ambiente marino e costiero). Inizialmente la “Carta” sarà utilizzata dai ristoratori di San Benedetto del Tronto, ma ben presto potrebbe essere diffusa su tutto il territorio nazionale ed essere un mezzo di promozione della Pasta Made in Italy.
Importanti novità per Carpenè Malvoti
Grandi novità per Carpenè Malvoti, storica cantina di Conegliano da sempre azienda attiva nel cogliere nuove sfide. Nel lontano 1968 Carpenè Malvoti diede vita al Prosecco Spumantizzato, oggi nel 2010 immette sul mercato il Prosecco non più con la tradizionale sigla DOC ma DOCG. La svolta non sarà solo in termini di qualità e prestigio di un nuovo prodotto ma anche in una sua “rinnovata visione strategica della commercializzazione in Italia e nel mondo”. Antonio Motteran direttore generale di Carpenè Malvoti ha comunicato per grandi linee l’obiettivo dell’azienda. Il progetto di innovazione sarà centrato su “ una totale rivisitazione delle etichette” che si distingueranno tra quelle dedicate al settore horeca e quelle rivolte alla grande distribuzione organizzata. Il progetto sarà affidato allo studio Di Robilant e il lavoro sarà mostrato in anteprima al Vinitaly 2010. Seguirà poi una innovativa campagna di comunicazione del prodotto. La scritta “Unico. Dal 1868.” Accompagnerà il nome dell’azienda. Motteran ha affermato che “Non sarà però una campagna classica. Se utilizzeremo i media tradizionali, lo faremo in forma nuova, così come saremo in televisione con sponsorizzazioni e presenze mirate. Useremo anche i nuovi media, da internet, a Youtube a Facebook”. Un investimento compreso tra 500 mila e 1 milione di euro. Proseguirà anche l’innovazione di prodotto., continueranno a essere commercializzati vitigni fino a oggi mai spumantizzati, come il rosé (Pinot nero all’85% e Raboso al 15%) uscito nel 2005, il Kerner nel 2006, il Promotico (da vitigno Pecorino della Maiella) nel 2007, il Viognier nel 2008 e l’impronunciabile Cserzegì ungherese nel 2009 (presto potrebbe cambiare nome e adottare il più facile Celeste). Il nuovo nato sarà presentato al prossimo Vinitaly 2010.
Mary Jo, la birra alla cannabis
Ancora disagi per l'azienda Hemporio di Montebelluna (Treviso) di Michele D’Andrea. La birra Mary Jo, alla cannabis, recentemente importata all'estero e ri-proposta qualche giorno fa a Tecnobar-Tecnobar&Food 2010, ha di nuovo catturato l’attenzione dei NAS, i quali hanno ritenuto opportuno porre sotto sequestro le confezioni di birra, prelevandone dei campioni per sottoporli ad analisi.
Questa la difesa del proprietario dell’azienda, Michele D'Andrea: "La birra era già stata sequestrata e poi dissequestrata tre anni fa. Il problema è che in alcuni giornali è uscito che si tratta di birra alla marijuana: ma la marijuana non c'entra nulla. L'hanno paragonata alla droga, ma non ha nulla a che fare con questo. Sono una persona onesta, ho sviluppato questo discorso della canapa tessile, una volta la birra veniva aromatizzata così. Voglio riuscire a fare in modo che il sequestro duri il meno possibile e riprendere a commercializzare la mia birra. Sto subendo un danno enorme per questo e non ho fatto nulla di illegale. Ripeto, tre anni fa era già stata posta sotto sequestro, ma non era stato trovato nulla di strano. Ed è sempre la stessa bevanda".
La redazione
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