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Arriva, ancora una volta da Firenze, un’iniziativa che intende prevenire intemperanze, il più delle volte notturne, da parte di coloro che abusano del consumo di sostanze alcoliche. In pratica dei camerieri che aiutino il cliente di bar, discoteche e luoghi d’incontro a contenere l’uso di bevande ad alta gradazione mettendolo in guardia sugli effetti che tale consumo può avere sull’organismo e sui comportamenti che sotto il suo effetto potrebbero arrecare danni anche ad altre persone.
Il compito è quello di girare per i tavoli tenendo sotto controllo il numero di birre o di altri liquori e cocktail che il singolo cliente ha consumato per decidere se intervenire o no. L’intervento consiste in una serie di consigli che quello che è stato definito il “cameriere angelo” offre gratuitamente all’avventore sui rischi che l’eccessivo assorbimento di alcol genera nell’organismo umano e del fatto che spesso tali rischi non li corre soltanto il consumatore ma anche ignari e sobri cittadini che per puro caso capitano nel suo raggio d’azione. Per Firenze, attivo capoluogo toscano nella lotta alle anomalie sociali, non è la prima volta che un’iniziativa catturi l’interesse dei media. Già in precedenza si era segnalata per alcune decisioni a dir poco “originali”. Fu la città che nel lontano 1988 chiuse al traffico l’intero centro storico creando il più grande “ztl” d’Europa, mentre lo scorso anno mise fuori legge con un’ordinanza del sindaco i lavavetri sollevando un polverone sui rapporti con gli immigrati. E non finisce qui. Esistono norme contro gli studenti che ubriachi orinano ovunque, contro chi chiede l’elemosina per strada, contro i venditori abusivi che affollano le vie più frequentate. Insomma una città che ritiene di dover salvaguardare la qualità della vita entro le proprie mura sia per i cittadini che per il numero davvero imponente di turisti di tutti i paesi che ogni anno affollano le sue gallerie d’arte, i suoi monumenti, le sue splendide architetture, ma anche i suoi alberghi, i negozi, i bar e i ristoranti. Per il momento i nuovi “camerieri” non hanno neanche un nome, non possono essere equiparati agli Stewart perché nessuna legge ne regola l’utilizzo e neppure posseggono i requisiti delle guardie giurate oppure dei vigilantes, eppure svolgono un importante compito che, in perfetta sintonia con molti enti o associazioni che si occupano di problematiche sociali, agiscono cercando di prevenire gli effetti negativi di un fenomeno piuttosto che intervenire a cose fatte, magari per tentare di limitare i danni ormai provocati. Qualora l’oggetto delle loro attenzioni persista nello sciagurato proposito allora gli “angeli” possono chiamare polizia, vigili urbani oppure i carabinieri per fermare il pericoloso, per se e per gli altri, individuo. Il prefetto ha già dichiarato di voler istituzionalizzare tale figura equiparandola a quella già operativa negli stadi, degli Stewart professionali che svolgano un lavoro socialmente utile e che necessitano di una serie di nozioni base acquisibili attraverso specifici corsi di formazione. A tale scopo si è già espresso favorevolmente il presidente della Confesercenti fiorentina, e titolare del ristorante Il Cibreo, Fabio Picchi che ha anche chiarito chi sosterrà i costi di tale operazione, proprio gli esercenti poiché, come ha egli stesso dichiarato, “i locali pubblici saranno i primi a beneficiare della maggiore sicurezza e del migliore decoro”. In effetti una limitazione dei consumi di alcol, se ad una sommaria, frettolosa analisi potrebbe apparire penalizzante per i gestori dei locali, ad una più attenta riflessione porterebbe significativi benefici alle strutture di ricezione dal momento che una sicurezza delle strade anche a notte fonda, la consapevolezza di un controllo efficace, una maggiore tranquillità del contesto urbano porterebbero molte persone oggi chiuse in casa e vivere in maniera più ampia la città con conseguente considerevole incremento dei volumi di vendita. Per il momento l’iniziativa è limitata ai pub e alle discoteche ma sembra, anche a fronte di un riscontro positivo di questi tentativi iniziali, possa essere condivisa a breve termine anche da altri esercizi coinvolti nella vendita di bevande alcoliche. “Ben vengano gli Stewart, – ricorda Alessandro Tomberli direttore della pluridecorata Enoteca Pinchiorri in via Ghibellina 87 in pieno centro di Firenze, tra i primi ristoranti italiani – ma non ci dimentichiamo di poliziotti, vigili e carabinieri”.
Sam |
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