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E’ nata la prima Associazione di Alberghi tipici riminesi, associazione che intende valorizzare e affermare nel patrimonio turistico nazionale i caratteri peculiari delle strutture alberghiere della città romagnola.
E’ un fatto ormai noto che Rimini, insieme a Riccione, Cattolica e a qualche altra piccola località di quella zona della costa adriatica è una delle mete più gradite del turismo balneare italiano e, più in generale europeo, soprattutto per il turismo di provenienza tedesca e dell’ est europeo. La riviera romagnola è una delle mete più note e frequentate in Italia, in estate e non solo, lo dimostrano i dati, la grande affluenza di stranieri e degli stessi italiani. La lista dei fattori attrattivi può essere infinita: le strutture, la calorosità della gente, le possibilità di divertimento, la cordiale ospitalità. Tutti fattori che ormai hanno fatto di questa zona della riviera romagnola una eccellenza, per quel che riguarda le vacanze.
Circa 1250 alberghi, tra 3 – 4 – 5 stelle e piccole pensioni, un numero altrettanto notevole di ristoranti, pizzerie, piadinerie e chioschetti, ci sono alcune strade che sono praticamente di “proprietà” esclusiva dei Pubblici Esercizi. Rimini è inoltre un posto sempre alla moda, che fa tendenza, che segna il passo dei tempi con un occhio particolare allo sviluppo e all’innovazione. Ciò nonostante la città romagnols è da sempre molto legata alla sua storia al suo passato e alle sue tradizioni. Forse anche sulla base di questo patrimonio storico, sociale e culturale che Rimini si porta dietro con enorme orgoglio che gli albergatori riminesi hanno pensato di unirsi in un’associazione per “formalizzare” tali caratteri distintivi.
Il 24 novembre, è ufficialmente nata la nuova associazione Alberghi Tipici Riminesi. Per Alberghi Tipici Riminesi si intende: “un'Associazione di strutture che si caratterizza per avere un’anima tipica del luogo e che si propone di valorizzare e promuovere lo sviluppo dell’ospitalità familiare e della cultura del territorio riminese” , questo è quanto si legge nell’home page del sito www.alberghitipiciriminesi.it .
L’ associazione, che conta già 40 strutture iscritte, dispone di un proprio logo e richiede una serie di caratteristiche particolari per gli associati i quali devono sposare tutti i punti della cosiddetta “ Scuola di Rimini”, un orientamento di pensiero che si sviluppa sull’importanza strategica del turismo per il benessere economico della città! Un turismo basato sulla flessibilità, la personalizzazione dei servizi, sul rispetto dei turisti ma soprattutto sulla “passione culturale”. Naturalmente non tutti possono far parte di tale associazione, per entrare a farne parte bisogna essere in possesso di tutti i requisiti previsti dal Disciplinare dell’associazione. Importantissima la posizione, a Rimini e vicino al mare, la struttura deve possedere uno stile vernacular, stile tipico degli alberghi riminesi, la cosidetta “architettura senza architetti”, deve avere una gestione familiare caratterizzata da una forte ospitalità familiare, deve trattarsi di una struttura originale, tipica e indipendente da ogni catena alberghiera. Il Disciplinare richiede poi una gastronomia tipica, una personalità e un’atmosfera autentica, fortemente radicata nel territorio, percepibile fin dall'ingresso nell'albergo, attraverso mobili simbolo, una atmosfera accogliente, "calda" e relazionale, parcheggio privato o convenzionato. E’ richiesta per gli ospiti l’offerta di un prodotto a "chilometri zero", e forti competenze relazionali: dall'uso del linguaggio alla capacità di saper raccontare, servizio professionale, un minimo di 5 anni consecutivi di gestione alberghiera ed un sistema gestionale alla riminese. Un comitato di esperti controllerà il rispetto di tutti questi requisiti e consiglierà le aree passibili di miglioramento.
Pasquale Mastropasqua |
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