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ATTUALITA'

I "tipici" più amati

Di recente è stata effettuata, dall’istituto di ricerche di mercato Format per “Salute La Repubblica”, un’indagine intorno ai dolci e ai vini tipici locali preferiti di alcune regioni della penisola. Sotto la lente dei ricercatori sono finiti alcuni dei territori più ricchi e rinomati per la creazione di prodotti dolciari e bottiglie di qualità, ma questa volta piuttosto che sondare gli umori di turisti o viaggiatori si è deciso di tastare il polso agli abitanti del luogo. I risultati evidenziano un forte attaccamento alla propria terra e alle proprie tradizioni.  


Di solito le indagini di mercato intorno a prodotti tipici regionali italiani prendono in esame i gusti e le preferenze di coloro che visitano tali territori tanto dall’interno della penisola che dal resto del mondo. In questo caso, invece, le domande del questionario telefonico riguardavano i residenti e le scelte che questi erano soliti effettuare all’interno dell’offerta di dolci e vini propri delle diverse aree geografiche selezionate. Le regioni interessate coprivano sia il nord Italia (Lombardia e Emilia Romagna), sia il Centro (Lazio), sia il Sud (Campania), sia le Isole (Sicilia). Dal sondaggio emergevano conclusioni abbastanza prevedibili che sottolineavano come negli abitanti delle diverse zone del “bel paese” sia ben radicato l’amore per le produzioni tradizionali locali. Così il dolce lombardo più amato risulta essere la Torta Paradiso (42,4% delle preferenze), nata a Pavia nel 1878 ad opera di Enrico Vigoni titolare dell’omonima pasticceria, seguita dalla Torta Sbrisolona (31,5%), caratteristico prodotto della cucina povera del mantovano e dal celebre Amaretto di Saronno (10,0%). La vicina Emilia Romagna predilige, invece, la Torta di Riso (40,9% dei favori), dolce dalle incerte origini (c’è chi dice toscano, chi emiliano, chi ligure) di cui esistono diverse versioni legate ai singoli territori, che precede la Torta Sbrisolona (29,5%) e la Torta Mantovana, dimostrando come le preferenze degli emiliano – romagnoli vadano per dolci non espressamente legati alla propria storia gastronomica. Più collegato alla tradizione appare il Lazio dove primeggia la Crostata di Ricotta (51,9% dei votanti), già in voga presso gli antichi romani, cui seguono il caratteristico Maritozzo (22,6%), nato nella capitale come dolce da regalare in occasione dei maritaggi (matrimoni, da cui il nome) e le Ciambelline all’Anice (11,0%). Non poteva essere differente la situazione campana dove la tradizione dolciaria ha prodotto leccornie famose nell’intero pianeta, dal prediletto Babà (29,4% delle simpatie indigene), alla Torta Caprese (16,5%), a base di cioccolato fondente e mandorle e rigorosamente senza farina, alle Sfogliatelle (16,1%). Altra terra assai ricca di dolci delizie è la Sicilia, i cui abitanti hanno dichiarato di favorire i celeberrimi Cannoli (55,1%), seguiti dalla Cassata (19,3%) e dalla Granita (14,1%), anche in questo caso testimoniando come le antiche ricette incontrino ancora oggi il gradimento della maggioranza della popolazione. Per quanto riguarda il comparto enologico la Lombardia segnala in prima battuta i vini bresciani di Franciacorta (37,6%), davanti a quelli originari dell’Oltrepò (27,5%), mentre gli emiliani si sentono maggiormente legati al Lambrusco (36,1%), seguito dal rosso Sangiovese (33,3%) e dal Trebbiano (8,5%), un bianco caratteristico delle province di Bologna, Ravenna e Rimini. I bianchi primeggiano anche nel gusto dei laziali, che pongono al primo posto l’Est Est Est (22,1%) di Montefiascone, poi i vini dei Castelli Romani  (20,4%), per chiudere con il Frascati (18,0%). Nello spostarci in Campania, da abbinare con il pesce, troviamo al vertice delle preferenze un altro bianco la Falanghina (41,4%), prima del Greco di Tufo (22,9%), caratteristico nettare dal colore giallo paglierino dell’avellinese, e dalla Lacryma Christi (10,7%), vino dolce da abbinare al dessert di fine pasto. Vini dolci anche in Sicilia dal momento che subito dopo il rosso intenso del Nero D’avola (49,5%), posto al vertice della graduatoria, troviamo, anche se con un notevole distacco, il Passito di Pantelleria (9,4%) e lo Zibibbo (7,0%). Un’indagine che, oltre al nazionalismo enogastronomico, rivela un legame davvero forte dei nostri concittadini alla propria terra e alle proprie origini.

 

 

 

 

                                                     Stelvio Catena

 

 

 

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