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Nell’estate del 1939, durante le rappresentazioni wagneriane al festival di Bayreuth, al ristorante del teatro s’incontrarono il Fuhrer del Terzo Reich, Adolf Hitler e Diana Mosley, moglie inglese di Sir Oswald Mosley fondatore e segretario del British Union of Fascist, partito di estrema destra inglese ideologicamente legato tanto al fascismo italiano che al nazionalsocialismo tedesco. Non era la prima volta che si vedevano, anzi le occasioni furono numerose e frequenti, ma sarà l’ultima. Infatti solo meno di un paio di mesi dopo i due paesi erano in guerra.
La cornice musicale dove incastonare i simboli della rinascita germanica, impersonata dal Terzo Reich, non poteva che essere quella rappresentata dalle creazioni di Richard Wagner e, in primis, l’insieme della sua produzione operistica. Per questo ogni anno il Fuhrer in persona si recava a Bayreuth, cittadina della Baviera settentrionale, dove il grande maestro aveva realizzato il sogno di un teatro totalmente dedicato alle sue creazioni e vi aveva ideato un festival nel quale si eseguivano soltanto musiche da lui composte. Lo stesso musicista aveva inaugurato la prima edizione nel 1876, apportando alcune importanti innovazioni tecniche nella fruizione dello spettacolo che ne rendessero con maggiore potenza la carica innovativa e coinvolgessero al massimo lo spettatore. Nella seconda metà degli anni Trenta del Novecento, tale appuntamento melodico veniva preso d’assalto dai nazisti che in quella musica scorgevano le radici culturali e la forza eversiva della loro ideologia. Il capo indiscusso e assoluto del Reich soggiornava, durante il periodo della manifestazione, nella Wahnfried la villa dove Wagner visse i suoi ultimi anni di vita. Come sempre, in tempi recenti, lo raggiungeva una sua grande ammiratrice dalle altolocate discendenze familiari. Però non erano i nobili natali a fare di questa donna una delle poche favorite dal dittatore austriaco, bensì le sue origini anglosassoni. Diana Mitford già coniugata Guinness, sposava nel 1936 in seconde nozze Sir Oswald Mosley, vedovo, a Berlino nella casa di Joseph Goebbels alla presenza di pochi intimi, tutti nazisti compreso Adolf Hitler. Sir Oswald era il leader riconosciuto del Partito Britannico Fascista, una formazione di estrema destra inglese che si ispirava alle ideologie totalitarie fascista e nazista. Diana conosceva personalmente l’imbianchino di Branau am Inn già dal 1935, dopo averlo rincorso almeno per un paio d’anni essendo rimasta affascinata dalle sue gesta e dalle sue capacità politiche. Si erano spesso incontrati insieme alla sorella di Diana, Unity, anche lei abbagliata dall’astro nascente del dittatore. Oltre a condividere fin nei dettagli l’ideologia nazionalsocialista, tanto da accettare anche la legislazione antisemita e il conseguente tentativo di sterminio della razza ebraica, erano tutte e due ammaliate dalla personalità contorta e sfuggente del capo nazista. Entrambe molto affascinanti e di aspetto assai gradevole, venivano coccolate dalle gerarchie politiche e militari del Reich ed entrarono in familiarità con l’entourage al potere. Ad Hitler la cosa diverte, in primo luogo per vanità maschile, poi perché non era così frequente ricevere simpatia e amicizia da alcune componenti dell’aristocrazia politica e culturale anglosassone, e last but not least, perché la Mitford Mosley poteva vantare una lontana parentela con Winston Churchill. Nella calda serata estiva di quella estate del 1939 i due si alzarono dalla tavola del Festspielhaus, il teatro dove si svolgeva la rappresentazione del Crepuscolo degli Dei, per appartarsi un momento. La cena avveniva fra il primo e il secondo atto del melodramma. Hitler non aveva del tutto terminato il suo piatto di verdure alla griglia, mentre Diana aveva consumato con voracità lo splendido stinco di maiale con patate arrosto. Il Fuhrer chiese alla donna se credeva ad una reazione armata inglese alla possibile invasione della Polonia, lei rispose che la riteneva un’opzione poco probabile in considerazione della vocazione pacifista del governo conservatore britannico. Hitler sorrise e domandò se ne fosse sicura. Lady Mosley confermò le sue impressioni dicendo che i governanti inglesi erano uomini di buon senso. Fu l’ultima volta che i due si incontrarono. Il 3 settembre Neville Chamberlain, primo ministro del Governo di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra dichiarava guerra alla Germania. Sir Oswald Mosley venne a mancare il 3 dicembre 1980 all’età di ottanta quatto anni, sua moglie Diana l’11 agosto 2003 e di anni ne aveva novantatre. Entrambi non rinnegarono mai il loro passato.
Stelvio Catena
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