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Alla vigilia della seconda guerra mondiale, esattamente nel 1938, al “Grill”, esclusivo ristorante del prestigioso Hotel Savoy nel West End londinese, scoppiò l’amore tra Laurence Olivier e Vivien Leigh. Entrambi star del cinema e del teatro vissero insieme per quasi vent’anni formando una delle coppie di maggior successo della storia della settima arte.
Quando diede vita al suo albergo, nel 1889, Richard d’Oyly Carte pensava di farne alloggio per tutti coloro che intendevano frequentare il Savoy Theatre dove si tenevano le rappresentazioni della coppia più effervescente e innovativa del palcoscenico leggero londinese: Gilbert & Sullivan. Invece il Savoy Hotel divenne, per la sua posizione centrale a metà strada fra la City e Trafalgar Square, l’albergo più frequentato dalle personalità di un po’ tutto il mondo che sostavano nella capitale del Regno Unito. Una struttura di gran lusso con uno dei ristoranti più esclusivi e meglio organizzati dell’emisfero occidentale. Chef di grande valore creavano piatti raffinati e gli interni con le colonne in marmo decorate in oro, i pregiati stucchi in stile neoclassico, lampadari decò a piramide e i mobili d’epoca in legno massiccio, donavano all’ambiente un tepore ed un fascino unici. Auguste Escoffier, il cuoco parigino che in coppia con Cesar Ritz fece del Savoy il più importante albergo del mondo, dopo aver ascoltato all’opera la soprano australiana Nellie Melba, avendo saputo quanto fosse ghiotta di gelato che consumava, però, con parsimonia perché convinta che influenzasse la qualità della sua voce, creò e servì alla cantante la sera stessa dopo l’esibizione il Peach Melba, uno dei dessert entrati nella storia. Il “Grill”, così veniva chiamato appunto il ristorante, era meta imprescindibile del bel mondo e di quello dello spettacolo. Si racconta che nelle sue sale la Duchessa di Grammont nel 1896 avesse acceso, prima donna al mondo, in pubblico una sigaretta. Una fredda sera d’inverno del 1938 due attori inglesi tra i più celebri del momento s’incontrano proprio al “Grill”. Da un paio d’anni si frequentavano a teatro ma, essendo tutti e due sposati, avevano combattuto per ignorare la passione che li stava divorando. Vivien Leigh e Laurence Olivier gustando, forse, un tournedos Rossini, pietanza tra le più note del ristorante a base di filetto di manzo e fois gras, confessarono l’un l’altra di amarsi e iniziarono una relazione durata due anni prima del matrimonio avvenuto il 31 agosto del 1940. Erano ancora amanti quando un anno prima dell’unione entrambi si erano recati nella mecca del cinema, Hollywood, per interpretare due film che segnarono la loro carriera e rimasero pietre miliari nella storia della settima arte. Lui era Heathcliff in Cime tempestose di William Wyler che vinse un oscar per la migliore fotografia, mentre lei vestì i panni di Rossella O’Hara in Via col vento uno dei più grandi successi di tutti i tempi, tanto è vero che di oscar ne vinse 8 tra cui quello per la migliore attrice protagonista proprio grazie alla grande performance di Vivien Leigh. L’attrice fece il bis dodici anni dopo interpretando per la regia di Elia Kazan la Blanche di Un tram che si chiama desiderio a fianco di Marlon Brando. Anche Olivier meritò, come la consorte, due statuette dall’Accademy Awards, la prima alla carriera nel 1947, la seconda come attore protagonista per Amleto, l’indimenticabile trasposizione cinematografica del capolavoro shakespeariano. In verità l’attore anglosassone condivide con Spencer Tracy il record di nomination all’oscar con ben dieci candidature. Però, quella nata al tavolo del Grill Restaurant non fu una storia d’amore a lieto fine. Le due star si separarono nel 1960 dopo vent’anni di turbolenta convivenza segnata dalla precaria salute di lei, che, oltre alla tubercolosi contratta in giovane età, scoprì di essere affetta da sindrome maniaco-depressiva. I continui sbalzi di umore, uniti alla vita irregolare e caotica propria di tutti gli attori di successo, minarono l’amore tra i due e li spinsero ad un inevitabile distacco. Entrambi si risposarono e mantennero buoni rapporti fino al luglio del 1967 anno della scomparsa della Leigh. La bellissima Rossella O’Hara aveva soltanto 54 anni.
Stelvio Catena
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