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Nella centralissima via Fillungo di Lucca , a pochi metri da Piazza Anfitetro, e precisamente al numero 58, dal 1846 ha sede uno dei caffè più antichi e rinomati d’Italia: l’Antico Caffè Di Simo. A distanza di un secolo e mezzo dalla nascita mantiene ancora, oltre a gran parte del mobilio di fine Ottocento, il fascino e l’atmosfera che ne fecero meta prediletta di tanti uomini di successo della cultura nazionale e internazionale
Al momento dell’apertura Carlo Caselli insieme alla dicitura caffè vi aveva apposto anche quelle di drogheria e pasticceria convinto di farne un centro commerciale importante della cittadina toscana. A partire dal 1847 Lucca era compresa nei territori del Granducato di Toscana e conservava, come conserva tuttora, l’imponente cinta di mura eretta a difesa della cittadina nei secoli XV e XVII che descrive un perimetro di 4.450 m e ingloba l’intero nucleo urbano. Divenuta famosa in tutta Europa grazie ai suoi banchieri ed alla produzione di tessuti pregiati, poteva contare su di una borghesia attiva e desiderosa di affermazione. Proprio sulla classe emergente contava il figlio del fondatore Alfredo, che impose una decisa sterzata alla vocazione del locale, trasformandolo nel centro della vita culturale e politica lucchese. Anch’egli amante delle arti e dell’evoluzione del pensiero umano, si legò in amicizia con numerosi intellettuali del tempo. Tra le altre iniziative trasformò anche l’immagine del caffè arricchendolo di quegli elementi, in gran parte riconducibili allo stile liberty, che ancor oggi devono essere considerati uno degli elementi di maggiore caratterizzazione e fascino dell’esercizio. Un grande bancone in legno massiccio scuro con il piano in marmo pregiato, i piccoli lampadari a quattro luci smaltati in oro al soffitto, le colonne ricoperte in legno, i tavolini anch’essi in legno con le ampie, comode sedie dello stesso materiale. Alle pareti, dipinte in un beige chiaro, stampe d’epoca e mappe di Lucca medievale, con un grande specchio che occupa per intero la metà superiore del muro di fronte all’ingresso. In breve tempo l’allora Caffè Caselli divenne il luogo d’elezione per le personalità della letteratura, delle arti visive, della musica che risiedevano o soggiornavano nella località toscana. A partire da Giacomo Puccini, lucchese di nascita, che sostava volentieri ai suoi tavoli le, per la verità abbastanza rare, volte che tornava al borgo natio e che divenne intimo amico del proprietario, passando allo “scapigliato” Alfredo Catalani anche lui compositore, anche se di levatura minore rispetto al grande Giacomo, cui si deve un piccolo gioiello quale La Wally, giungendo fino a Gaetano Luporini che, nonostante il diploma acquisito al conservatorio di Milano, trascorse nella cittadina che gli dette i natali la maggior parte della sua vita. Sovente Giovanni Pascoli scendeva dalle aspre colline della Garfagnana, dove aveva acquistato una casa con un bel giardino, per trascorrere qualche ora al caffè, luogo di vivaci confronti teorico-artistici. Sono stati ospiti del prestigioso locale e vi passavano volentieri un po’ di tempo personaggi quali: Giuseppe Ungaretti, poeta nativo di Alessandria D’Egitto, dove incontrava e si legava in amicizia con un altro degli illustri frequentatori dell’Antico Cafè, Enrico Pea, scrittore, poeta e impresario teatrale; Ugo Ojetti, scrittore, critico d’arte e giornalista, dalla vastissima e profonda cultura; Manara Valgimigli filologo, grecista e poeta che proprio a Lucca aveva frequentato il liceo; Guglielmo Petroni, che, analfabeta, inizia il proprio percorso culturale come pittore, ma che si affermerà soprattutto come scrittore e poeta; Luigi De Servi, figlio d’arte, forse l’unico pittore nativo di Lucca di fama internazionale che, a cavallo fra Otto e Novecento, operò a lungo in Argentina, a Londra, Parigi, Genova prima di spegnersi dopo una lunga malattia nella città natale nel 1945. Alla scomparsa di Alfredo Caselli nel 1921 la proprietà del locale passò di mano e anche il nome venne cambiato in quello attuale: Antico Caffè De Simo. Le gestioni che si sono succedute fino ad oggi hanno cercato di mantenere lo spirito impresso dal Caselli nei primi anni del Novecento ospitando presentazioni di opere di scrittori, inaugurando mostre d’arte, favorendo incontri e letture con poeti. Oggi alle pareti, accanto alle stampe d’epoca, sono raccolti gli innumerevoli attestati di stima e di amicizia che i celebri ospiti hanno dedicato ad Alfredo Caselli, indimenticato, e indimenticabile, mecenate. Per celebrare il 150° anniversario della nascita di Giacomo Puccini sono state allestite una serie di iniziative di diverso carattere finalizzate a celebrare il grande concittadino. Ad esempio verranno realizzati menu con le pietanze preferite dal maestro, eseguite al piano tutte le sere alcune delle arie che hanno reso celebre in tutto il mondo il musicista, mentre tele raffiguranti Puccini e la sua epoca saranno esposte all’interno del locale. Un modo per mantenere alta una tradizione a dispetto del tempo che passa.
Stelvio Catena
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