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DAL MONDO HORECA

Arredi personalizzati, un modo per differenziare il proprio locale

Molte volte capita di rilevare la presenza di locali vicini che offrono alla propria clientela il medesimo format. Un’omologazione del mercato, che anche se fa tendenza rende il più delle volte l’offerta simile. Da questa situazione non c’è modo di venire fuori se non attraverso l’espediente  dell’ arredamento . L’arredamento di un locale si presenta come la prima espressione d’immagine e di diversificazione rispetto all’omogeneità dell’offerta.

Differenti gli approcci da parte di gestori e proprietari nell’affrontare l’argomento: nuove tendenze, gusto personale ma quasi sempre c’è la volontà di proiettare sul locale un’identità propria che sia ben distinguibile e che sia subito percepita dalla clientela.

Gli stili proposti sono diversi e molto spesso estremamente differenti ma ognuno si presenta con una forte identità. Si va dalla ricerca della tradizione che è possibile toccare con mano in quei posti dove ancora regnano gli arredi in legno, talvolta anche lavori di tipo artigianale, fatti di posti caldi in cui l’intenzione primaria è quella di riproporre un ambiente familiare, e si arriva   fino alle nuove proposte legate all’innovazione, in particolar modo a quelle soluzioni che fanno uso di espedienti volti a dare al locale una luce ed una identità diversa per far si che l’avventore si trovi sempre a confrontarsi con un ambiente in continua evoluzione.

La tendenza che caratterizza l’anno in corso è l’utilizzo di fari a led capaci di conferire all’ambiente variazioni di tonalità di luce in grado di trasformare e plasmare l’ambiente in modo tale da adattarlo ai diversi momenti della giornata e mettere a proprio agio il frequentatore di turno.

Si tende a soddisfare l’esigenza del cliente di “voler uscire dal guscio”, anche chi non può compiere grandi spostamenti, questo vale in particolare per i più giovani deve essere messo in condizione di trovare facilmente qualcosa che lo faccia viaggiare lontano, facendolo uscire dalla sua routine quotidiana.

In questo tipo di concept la fanno da padroni vetri e cristalli hi tech capaci di dilatare lo spazio e creare anche in ambienti relativamente piccoli una sensazione di ampiezza. Tendenza che arriva da Manhattan, quartiere costruito quasi interamente in vetro, che riflette il piacere del nuovo consumatore nell’essere osservato: consumare “in vetrina” è come essere al Grande Fratello.

Tendenza diversa è quella di attingere per l’allestimento del proprio locale da elementi ed influenze provenienti dall’oriente, non più giocare con luce e spazio per far viaggiare l’avventore, ma proiettarlo direttamente in una realtà diversa per consentirgli di rivivere le sensazioni tipiche di località esotiche, quasi a voler creare nel cliente quella sensazione di benessere legata a momenti di vacanze. Se  in passato abbiamo assistito al  passaggio da locali fotocopie  che riproponevano le mode del tempo, anni ’80 grandi banconi e distese di specchi (gli anni dell’eccesso), anni ‘90 spietato minimalismo asettico, il nuovo millennio si contraddistingue per una scelta stilistica propria, che non sempre è ricercata nella moda del momento, basti pensare a quelle situazioni che volutamente riproducono scelte vintage o quantomeno ispirate palesemente al passato.

Tendenza che è diffusa nel Nord Europa e che arriverà presto anche in Italia è quella dei locali con un concept che ricordano molto dei livingroom  (il nostro soggiorno) composti con enormi divani non sempre coordinati e pezzi vintage in cui c’è un apparente disordine “organizzato” nell’allestimento  che ricorda molto gli appartamenti degli  studenti fuori sede

Che ci si rifaccia alla vecchia tradizione, che ci si leghi a nuove tecnologie o che si attinga da altre culture, l’imperativo rimane lo stesso, quello di conquistare chi si trova a frequentare il nostro locale proponendogli un’identità “diversa” e solida che solo l’arredamento è capace di proporre.

 

 

                                                                       

                                                                    Geremia De  Stefano

 

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