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CAFFÈ LETTERARI

Caffè Pasticceria Sandri

In pieno Corso Vannucci, a due passi dall’arcigno Palazzo dei Priori, nel cuore della Perugia rinascimentale è situata da oltre centocinquanta anni il più antico caffè Pasticceria del capoluogo umbro. Di origini svizzere, i Sandri  gestiscono da oltre cinque generazioni il ritrovo di maggior pregio di una città dalle molte qualità.

 

Jachen Suchan faceva parte di quella colonia elvetica, un centinaio in tutto, che intorno alla prima metà dell’Ottocento scese dal paese dei Grigioni per stabilirsi nell’ancor disunita Italia. Si sparpagliarono un po’ in tutto il territorio della penisola con l’obiettivo di diffondere l’abilità nella composizione dei dolci e in particolare l’arte della produzione e dell’utilizzo del cioccolato, alimento nella lavorazione del quale già si potevano considerare dei veri e propri maestri. Il Caffè apre i battenti  nel 1860 quando Jachen (diventato per favorire l’integrazione nel nuovo paese Giacomo Schucani) decide di acquistare una parte delle ex scuderie del Palazzo della Corgna, in quello che diventerà Corso Vannucci, cioè il cuore pulsante della città. Ai tempi Perugia è un centro di notevole importanza nella parte mediana della penisola. La via principale ospitava diversi esercizi simili, ma Sandri, che assume questa denominazione intorno agli anni venti del novecento italianizzando, in questo caso in osservanza delle leggi autarchiche del regime mussoliniano, il nome Zonder. Questi  è  un altro svizzero divenuto tutore volontario del giovane Guglielmo Schucani, figlio dell’amico Carlo scomparso all’improvviso in giovane età, al quale i tutori nominati dal tribunale stavano in pratica sperperando il patrimonio, economico e  d’immagine, accumulato in oltre mezzo secolo di attività. Gli Schucani, superato il momento di difficoltà, hanno continuato a gestire il locale fino ad oggi, la cui titolare è Carla ristoratrice e pittrice di talento. Il locale non era particolarmente ampio. Consisteva, e consiste tutt’ora dal momento che ad oggi non ha subito particolari interventi se non quelli necessari a metterlo al passo coi tempi dal punto di vista tecnologico, in un vano singolo lungo e stretto, che si sviluppa in profondità. Alla sinistra di chi entra è situato il bancone bar che percorre per intero la parete alternando un’area dedicata al servizio delle bevande, un’altra alla mostra dei prodotti pasticceri e una terza adibita alla preparazione di spuntini salati, ospitando, da alcuni anni, anche uno spazio dove poter consumare un pranzo senza eccessive pretese. Nella parte destra sono situati dei tavolini dalle basi in ghisa e dal piano di marmo, addossati a un lungo mobile in legno in cui sono situati cassetti e vetrine per l’esposizione delle confezioni. A metà di quest’ultimo è posta la cassa. L’ambiente è assai raccolto però mantiene il fascino delle strutture solide, che il passare del tempo tende a nobilitare e rinforzare, piuttosto che erodere. Si pensa ancora, entrando in una fredda serata d’inverno con la tramontana che spazza il lungo canale di Corso Vannucci, al piacere dei nostri nonni quando si rifugiavano in quell’oasi di tranquillità per gustare, magari in compagnia di qualche amico, il tepore di un buon caffè o di una tazza fumante di cioccolata calda, sensazioni che anche noi possiamo rivivere al giorno d’oggi. La cura nei dettagli e la maestria nella realizzazione dell’offerta dolciaria ha posto i Sandri ai vertici della qualità pasticcera perugina. In primo luogo per i dolci di tradizione locale. Ne vorremmo citare almeno due: il Torcolo di San Costanzo, rotolo con impasto simile al panettone dedicato al Santo patrono della città, e la Ciaramicola originale ed esclusiva torta pasquale, a base di archemens chiara d’uovo montata a neve confettini colorati burro zucchero e farina, il cui consumo è limitato non all’Umbria ma alla sola Perugia. Inoltre la miscela del caffè è torrefatta in casa, a legna. Una particolarità rende originale l’esercizio. A partire dall’inizio del secolo scorso è uso della proprietà allestire, nella vetrina che si affaccia sul corso cittadino, una rappresentazione a base di ingredienti dolciari dell’argomento di cui si parla maggiormente in città. Ad esempio se viene inaugurata una mostra sul Perugino appare in vetrina una grande torta che raffigura una madonna del “divin pittore”, oppure allorché iniziarono i lavori di restauro della fontana, simbolo della città, ne venne esposta una copia imbragata in cioccolato bianco. Un raro esempio di longevità dinastica, non è poi sempre vero che i dolci nuocciono all’organismo.    

 

                                                                                     

                                                                    Stelvio Catena

 

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