|
Nella splendida cornice di Arezzo, città di origine etrusca che conserva preziose vestigia delle tappe principali in cui si volse il progresso della civiltà artistica e letteraria italiana, trova asilo fin dalle soglie del secolo XIX il Caffè (dei) Costanti. Dalla fondazione ritrovo preferito degli intellettuali locali e di quelli in visita alla cittadina toscana, può fregiarsi anche di un oscar cinematografico essendo stato scelto da Roberto Benigni per alcune location del film premio Oscar ” La vita è bella”.
Nel 1819 Arezzo era capoluogo di provincia del Granducato di Toscana. Il centro urbano di modeste dimensioni (non raggiungeva le 100.000 anime) si era ritagliato una fetta di notorietà alcuni anni avanti diventando il cuore dell’associazione “Viva Maria”, di origine sanfedista, che tentò di organizzare una rivolta contro il dominio napoleonico. Nell’819 apriva i suoi locali al pubblico il Caffè (dei) Costanti. Fino ad allora era stato il luogo d’incontro degli affiliati alla Civiltà Accademica dei Costanti. Il locale, situato nel ridotto dei locali dell’accademia, poteva essere frequentato soltanto dai soci dell’istituzione e dai rappresentanti delle famiglie nobili più importanti. Divenne subito il luogo privilegiato di discussione e di incontro della città. Un notevole beneficio l’esercizio lo ebbe con l’avvento della ferrovia. L’arrivo del treno costrinse la municipalità aretina del tempo, siamo nel 1886, a modificare l’assetto urbano cittadino aprendo un vasto slargo, Piazza San Francesco, che fungesse da sfogo al largo viale, via Guido Monaco, che collegava il centro con la nascente stazione ferroviaria. Il Caffè (dei) Costanti acquistò un notevole spazio esterno ed i suoi tavolini, insieme ai lampioni a gas e un ampia tenda parasole, concorsero a farlo diventare il “salotto buono” della città. Con l’andare del tempo il locale tende ad assecondare le mode che di volta in volta caratterizzano le varie epoche. Per cui agli inizi del secolo XX si trasforma in caffè chantant e poi anche in ristorante. Le ampie sale tinteggiate in “rosa Tiepolo”, gli archi dalle cornici in marmo, il lungo bancone che attraversava per l’intera lunghezza il lato destro della vasta sala principale, fornivano un quadro d’insieme di grande raffinatezza e sobrietà. I tavolini tondi con il piano in marmo rosato e le comode sedie in legno ospitarono numerosi personaggi della cultura e dell’arte di un po’ tutto il mondo. A cominciare dai frequentatori più costanti (permetteteci il gioco di parole), fra cui si possono annoverare il poeta vate Gabriele D’Annunzio, Edward Morgn Forster scrittore inglese, autore di romanzi di grande pregio quale Camera con vista, che si poteva vedere spesso prendere annotazioni fra un vin santo ed un gin fizz, il maestro Arturo Benedetti Michelangeli, alla ricerca di un po’ di riposo all’uscita dalle lezioni di pianoforte impartite nell’antistante Basilica di San Francesco, il letterato italiano Guido Piovene che nel suo Viaggio in Italia descrive con vivaci osservazioni lo scorrere della vita nelle strade cittadine, ricche di tradizioni e amore per il buon vino rosso. Nel 1913 diede ospitalità e conforto ad un affannato Filippo Tommaso Marinetti, inseguito da una piccola folla di detrattori dopo una lettura di suoi componimenti poetici futuristi. Frequentarono il Caffè ancora il Re di Svezia, lo scrittore americano John Dos Passos, il portoghese premio nobel per la letteratura 1998 Josè Saramago, il traduttore di opere italiane e letterato statunitense William Weaver. Dal 1936 è proprietaria del prestigioso locale la famiglia Bianconi, nota dinastia di gelatieri aretini, che oltre a mantenere alta la tradizione artistica del locale ne valorizzarono insieme, ovviamente, alla produzione del gelato anche quella pasticcera con prodotti di altissima qualità ed originalità. Da segnalare il Gattò, tipico dolce di Arezzo dalla composizione del “salame dolce”, formato di una pasta ottenuta da uovo farina lievito bagnata di vin santo o alchermes, cosparsa di crema pasticcera e cioccolato e guarnita con zucchero a velo. Nel 1997 il Caffè (dei) Costanti venne scelto da Roberto Benigni per alcune inquadrature del suo film La vita è bella, che grazie ai numerosi e prestigiosi premi ottenuti (il Gran Premio della Giuria al festival di Cannes del 1998 e tre Oscar, come miglior film straniero, per la miglior colonna sonora e per il miglior attore protagonista, nel 1999) contribuì a far crescere la notorietà della storica struttura un po’ in tutto il mondo. Oggi si può ordinare ai suoi tavoli una preziosa coppa gelato dal gusto inimitabile e dal nome celebre, appunto La vita è bella.
Stelvio Catena |
|