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Nel suggestivo scenario medievale di Piazza Vecchia a Bergamo, si affaccia fin dal 1476 il Caffè (del) Tasso. Nato come locanda nel tardo medioevo, si trasformò in pasticceria e poi in caffè prendendo il nome dalla statua eretta al poeta rinascimentale nella città lombarda. Dopo 532 anni continua a svolgere con professionalità il suo compito di luogo d’incontro e di ristoro.
In un congresso di architetti tenutosi a Bergamo nel 1949 Le Corbusier rimase affascinato da quello spiazzo progettato in età medievale, tanto da definirlo “una delle più belle piazze della terra”. Proprio in piena Piazza Vecchia apriva i battenti nel 1476 la “Locanda delle due spade” per rifocillare i numerosi viandanti che frequentavano il centro della cittadina lombarda. Situato nella parte alta di Bergamo (Berghem de sura in gergo locale) lo slargo ospitava i principali edifici, tanto amministrativi che religiosi, del comune annesso fin dal 1428 alla Repubblica di Venezia. Il Duomo dedicato a Sant’Alessandro, la Cappella Colleoni , addossata alla Basilica di Santa Maria Maggiore, mausoleo del condottiero di ventura e di sua figlia Medea, la fontana del Contarini, il Palazzo della Ragione, la Torre Civica (detta il Campanone), il Palazzo Nuovo in lineare stile neoclassico opera dell’architetto secentesco Vincenzo Scamozzi, fanno da elegante cornice allo storico locale di Bergamo Alta , fornendo alla piazza quella particolare atmosfera che sembra attraversare i secoli. Il nome attuale di Caffè del Tasso, in verità l’insegna riportava la scritta “Torquato Tasso Caffè e Bottiglieria”, venne adottato nel 1681 in onore della statua eretta al poeta sorrentino, per ricordare le origini bergamasche del padre anche lui colto letterato dell’epoca, proprio di fronte al locale. Gli abitanti della città hanno continuato a sostare volentieri all’interno delle sue raffinate sale oppure ai tavoli posti ai margini dell’incantevole piazzale. L’arredamento ha subito nel tempo adattamenti diversi, oggi è quello dell’inizio del secolo scorso quando venne rinnovato secondo il gusto dell’epoca. Pareti di un colore pastello rosato, mobili e bancone in legno massello sui toni del marrone scuro, tavolini di fogge differenti con i piani in legno o marmo e dalle forme diverse rettangolari, tondi, ovali, sedie comode in legno e in vimini alternate a poltrone e divani che creano piccoli angoli di discreta intimità. Quasi tutti i personaggi di un qualche valore che hanno visitato la città hanno sostato nel prestigioso caffè, primo fra tutti Gaetano Donizzetti che in una casa nei pressi della struttura nacque. Il Caffè del Tasso negli anni incarnò spesso il carattere battagliero e rivoluzionario dei suoi concittadini. Nel 1849 venne centrato da una cannonata austriaca nel tentativo di sedare i disordini contro l’impero austroungarico in atto nella comunità cittadina, mentre dieci anni dopo,nel 1859, divenne il luogo di reclutamento e incontro dei volontari garibaldini che parteciparono all’impresa più significativa dell’eroe dei due mondi. Una partecipazione importante che vide arruolarsi tra le camice rosse ben 147 bergamaschi, la più nutrita colonia nazionale, che comprendeva patrioti di grande carisma presso le popolazioni locali quali Gabriele Camozzi (1823-1869) e Vittore Tasca (1821-1891), tanto da fargli ottenere la definizione, con DPR datato 20 gennaio 1960, di Città dei Mille. L’attuale conduzione, in mano dagli anni ottanta alla famiglia Menalli, mantiene alto il livello e la qualità del servizio da sempre note distintive dell’esercizio, facendosi anche organizzatrice di numerose iniziative di carattere letterario e artistico, tra le quali si segnalano una serie di concerti in occasione della manifestazione JazzFunkyBossa&Blues. Caratteristica di lungo corso, come documentato dalla vecchia denominazione, l’attenzione posta nei confronti di distillati e vini. In pratica il Caffè del Tasso mette a disposizione della propria clientela una vasta e articolata selezione di liquori provenienti dai quattro angoli della terra e un’ampia scelta di vini che raggruppa oltre duecento etichette italiane. Di pregevole fattura anche i dolci, realizzati dalla pasticceria annessa al negozio, e i gelati di produzione propria, ma la principale attrazione di questo caffè rimangono gli oltre cinque secoli di storia.
Stelvio Catena |
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