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DAL MONDO HORECA

McDonald's, la storia continua...

Il fatturato sempre in crescita di Mcdonald’s lascia spazio a qualche riflessione sui suoi cambiamenti e sulle sue strategie.

 

Amato da adulti e bambini, il franchising della ristorazione più famoso di tutti  i tempi continua a giocare un ruolo da protagonista dopo ben 71 anni dalla sua nascita. Nota a tutti oramai è la storia dei fratelli  McDonald, famosissimo è il  logo (gelosamente protetto da copyright), inconfondibile quell’atmosfera tipicamente americana che catalizza l’attenzione, rapisce seppur solo per qualche istante, lo sguardo e induce a pensare. Sì, a pensare…  A riflettere su un “colosso”, presente in tutto il mondo che continua ad essere protagonista, che continua a crescere nonostante la crisi e le continue critiche. Da sempre “attaccato”, una volta in quanto emblema della globalizzazione, oggi perché simbolo della cosiddetta “ristorazione spazzatura”. Critiche che non l’hanno mai indebolito anzi lo hanno reso  più forte e oggetto di invidia da parte di non pochi  franchisee. Un esempio di scelte perfette tutte le sue strategie commerciali lo rinnovano e lo rafforzano. E anche chi pensava che avrebbe risentito della crisi dei consumi, ha dovuto ricredersi. Ecco nuove strategie, nuove risposte, ancora nuovi punti vendita e nuovo business! Sempre diversi soprattutto gli obiettivi, sempre adeguati ai Paesi in cui opera. Fondamentali  alcune modifiche al suo format storico, che hanno segnato in qualche modo un leggero cambiamento di rotta, probabilmente ritenuto necessario  per adeguarsi ai nuovi tempi, e magari per stupire ancora! Stupire come è riuscito a fare con il relativamente nuovo format di McCafè, il cui boom si è registrato tra il 2007 e il 2009 e ha portato il “colosso” ad avere caffetterie sparse in oltre 10 Paesi e a diventare addirittura la seconda catena di caffetteria in Italia. E se molti pensavano che il McCafè non avrebbe avuto successo in un paese come l’Italia in cui l’espresso è una vera e propria istituzione, perchè un italiano non sarebbe mai entrato in un McCafè, si sono dovuti ricredere e riconoscere che in questo caso il “colosso” ha avuto ragione, perché è riuscito ad offrire un espresso di ottime miscele, facendolo bere all’americana, e si sa gli italiani sono tutt’altro che nazionalisti, “seduto su un comodo divanetto, circondato da libri, con una connessione gratuita wifi, in compagnia dei propri amici, ascoltando musica...”, così almeno si legge sul sito ufficiale McCafè.

Particolare anche il lancio a gennaio 2010 del McItaly un nuovo panino 100% Made in Italy, con carne italiana, olio extra vergine e prodotti certificati come l'Asiago Dop e la Bresaola della Valtellina Igp, supportato da una grossa campagna  pubblicitaria, fosse solo per il clamore, generato da una polemica tra Matthew Fort critico gastronomico del Gurdian e appassionato di cucina italiana, che all’epoca lo definì  “un miscuglio diabolico di crema di carciofi, formaggio asiago e lattuga” ed ancora un “tradimento nazionale” e l’allora ministro delle politiche agricole Luca Zaia. A gennaio di quest’anno eccone un’altra, McDonald’s lancia ad Hong Kong, il McWedding, un pranzo di nozze estremamente economico all’interno di un normale McDonald’s addobbato per l’occasione con festoni, palloncini bianchi e sottofondo musicale. Il costo 286 euro per 100 invitati, cheeseburger, patatine fritte, Coca Cola ed apple pie.

In Francia è partita un’altra rivoluzione,  i Mcdonald’s d’oltralpe “si spogliano” dell’accezione self service e introducono il servizio al tavolo con tanto di camerieri e alle porte di Parigi ha aperto un altro punto vendita caratteristico per il fatto che non si trovano hamburger ma solo un grosso salad bar.

Intanto con il nuovo anno sono stati resi noti i risultati frutto di queste strategie, il “colosso” ha realizzato nel quarto trimestre dell’anno un utile netto pari ad 1,24 miliardi di dollari, ossia 1,16 dollari per azione, contro gli 1,22 miliardi di dollari (1,11 dollari per azione) del corrispondente periodo dello scorso anno. I ricavi nel periodo crescono del 4% per 6,21 miliardi di dollari, contro le attese ferme a 6,20 miliardi.

Sono inoltre stati fissati  importanti obiettivi per il 2011, 2,5 miliardi di dollari da spendere per aprire 1.100 nuovi ristoranti.

Che dire? Per quanto il “colosso” possa essere criticabile, gli devono essere riconosciuti anche dei meriti e dovrebbe essere preso ad esempio da molti, fosse solo per a il coraggio di sfidare le diverse abitudini alimentari, per la capacità d’innovazione e lo spirito di adeguamento che continua ad adattarsi ai ritmi e alle esigenze delle singole realtà sociali in cui si trova ad operare riuscendo al tempo stesso a mantenere la propria identità, a conquistare sempre una nuova fascia di clientela e a mantenere il fatturato in costante crescita.

 

                                                                   

                                                                      Caterina Napolitano

 

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