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NUOVE TENDENZE

Gli ostelli puntano sulle famiglie

Gli hotel low cost stanno prendendo piede anche in Italia: oggi sono 120 e in costante aumento. La nuova tendenza va verso stanze da 4-6 posti letto, con bagno in camera,  connessione ad internet e un prezzo medio intorno ai 20 euro. Non più solo rifugio per i giovani, ma anche  per genitori con figli. Cinque mosse per adeguarsi.

 

Potrebbe essere uno degli effetti della crisi economica. La scoperta degli alberghi della gioventù, o ostelli che dir si voglia, anche in Italia. E certo, perché, la formula low cost degli hotel, quelli con le  stanze a più letti, solitamente a castello, con docce,  cucina e salotti condivisi, dopo anni trascorsi nel dimenticatoio, sta facendo breccia anche da noi.

Insomma, l’idea dell’insegnante tedesco Richard Schirrmann che nel 1909 pensò bene di ospitare per la prima volta comitive di studenti nelle scuole chiuse per le ferie estive si è evoluta nel tempo e oggi attrae visitatori di tutte le età, con un rapporto qualità-prezzo in costante miglioramento.

 

La nuova tendenza è stata recentemente confermata dal segretario nazionale Aig, l'associazione italiana alberghi della gioventù, Anita Baldi, che sul quotidiano “La Stampa” ricordava come «Rispetto a 10 anni fa il numero di coloro che scelgono l'ostello è cresciuto. Internet ha cambiato l'approccio, perché la facilità di ottenere informazioni e di confrontare rapidamente prezzi e servizi, spinge a migliorare il prodotto per poter competere con alberghi e pensioni». Il fenomeno sta muovendo i primi passi, tanto che è possibile stilare una sorta di vademecum per chi volesse intraprendere ex novo quest’attività o per chi volesse adeguare la sua struttura.

 

Primo, il target. Non sono più solo i giovani che cercano rifugio negli ostelli. Ma anche le famiglie. E allora, stop alle supercamerate. Quelle da dieci posti letto e passa, con bagno in condivisione e zero comfort. Oggi si cercano stanze da 4-6 posti letto, con toilette  in camera e connessione ad internet.

 

Secondo, i prezzi. La vera sfida è riuscire a mantenere i prezzi competitivi. Dove per competitivi si intende decisamente più bassi rispetto agli alberghi. Alcune delle strutture più belle d’Italia riescono comunque a non superare i 20 euro a persona. A Bergamo, per esempio, uno degli ostelli più efficienti d’Europa, con tanto di solarium e terrazza esterna, è riuscito nell’impresa. Così come l’ostello della pace di Assisi, che garantisce peraltro colazione in camera e bagno privato. Mentre l’ex monastero di Salerno, a pochi passi dalla costiera amalfitana, per una doppia con prima colazione  chiede 25,50 euro.

 

Terzo,  guardare ai turisti stranieri. Ce lo dicono i numeri. Nel 2009, infatti, il fatturato dei quasi 120 ostelli italiani (con un’offerta di poco inferiore ai 7mila posti letto) si è attestato intorno ai 15 milioni di euro  con  800.000 presenze. Bene. Di queste, il 65% ha riguardato  ospiti stranieri. In soldoni: è necessario puntare molto su Internet, sull’attività di mailing, di promozioni, di eventi o sconti particolari anche fuori dai confini nazionali.

 

Quarto, il Sud. Una piccola mappa degli ostelli appartenenti all’Aig dice, per esempio, che in Veneto, Emilai Romagna e Toscana esistono, rispettivamente, otto, nove e dieci alberghi della gioventù. In Campania, Puglia e Calabria, invece, cinque, quattro e tre. Cosa vuol dire? Che ancora una volta nel Mezzogiorno, fatti anche i conti con le bellezze naturali e costi fissi più bassi, esistono enormi margini di crescita. Basta saperli sfruttare.

 

Quinto, le città d’arte. E qui basta un numero. Gli alberghi della gioventù situati vicino alle città d’arte hanno un tasso di occupazione delle camere che si attesta al 70-75%, mentre a livelli nazionale è di poco superiore al 50%.

Insomma, di spunti, non ne mancano. Basta guardarsi intorno e sfidare l’avventura. Perché, saranno pure diventati più avveniristici e confortevoli, ma lo spirito degli ostelli resta sempre lo stesso: voglia di libertà e conoscenza reciproca per spendere poco e girare il mondo.

 

 

                                                                 Mattia Ronchei

 

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