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C’era una volta il caro vecchio bar, presentato emblematicamente in molti film e canzoni italiane come grande luogo di socializzazione, di riferimento sociale e territoriale a cui ci si affidava nei momenti di svago o dopo una lunga giornata di lavoro. Il bar più della parrocchia, più della sede di partito, rappresentava il luogo informale per eccellenza, dove poter rilassarsi ed esprimere se stessi conoscendosi e consumando dinnanzi ad un tavolino o davanti a quei giochi e a quelle tecnologie figlie del tempo, difficilmente reperibili nelle case dell’italiano medio; e così tra un telegiornale, un biliardino, una moneta per far partire il juke-box, lo scambio di opinioni la faceva da padrona, il tutto avvolto in quella classica coltre di fumo che ha segnato la memoria di intere generazioni. Ma si sa il tempo passa, le abitudini cambiano, la società si evolve e con essa cambiano anche i luoghi di incontro come segno tangibilmente il passo di un passato ormai lontano. La socializzazione odierna passa attraverso i social network, le idee politiche si postano su Facebook, ci si insegue su Twitter e si gioca online comodamente da casa. Tutto quello che una volta si poteva trovare unicamente in un bar come bene “comune” è reperibile ora in tutte le case. Non vi è più la necessità di incontrarsi al bar per vedere il telegiornale, seguire la squadra del cuore, ascoltare musica, in quanto tutto questo è possibile farlo comodamente a casa mentre discorsi e pensieri viaggiano nel cyber-spazio.
Così il mercato sempre molto reattivo nel percepire le trasformazioni sociali e trasformarle in consumi ha cominciato a pretendere bar poli-funzionali, ”molti bar nello stesso bar”. E’ diventato necessario il trasformismo e la capacità di mutare a seconda dell’ora e del giorno. Ore 7:00 colazione, segnata dall'intramontabile rito del caffè. Ore 13:00 pranzo, il locale necessita di una prima trasformazione dovendo quasi ricalcare i caratteri tipici del fast food dove la priorità è la velocità. Dalle ore 17:00 la frenesia della prima metà della giornata deve lasciare spazio ad un clima più rilassato, dove l’aperitivo che spesso sostituiscono la cena, viene accompagnata da musiche e luci che si intensificano man mano fino all'arrivo delle ore 23:30 in cui il bar necessita di una nuova metamorfosi, per diventare disco-bar. Il cliente non desidera più unicamente consumare, ma divertirsi e vivere pienamente il suo tempo libero. Questo ha fatto sì che proprietari e gestori dei locali, per avvicinarsi alla clientela sempre più esigente, abbiano arricchito la propria offerta con "serate a tema" e piccole esibizioni dal vivo. La differenza che si coglie, rispetto alle abitudini dei bar di una volta, è netta: I piccoli gruppetti di persone hanno sostituito il branco con una forte identità che marchiava ideologicamente il posto; i vecchi arredi sono stati spostati in cantina per dar posto ad amplificatori e televisori; la luce trascurata, ma sufficiente per le lunghe chiacchierate ideologiche lascia spazio ad una grande cura nella scelta e nel posizionamento delle luci, fondamentali per seguire il locale nella sua trasformazione giornaliera; la vecchia sedia è rimpiazzata da sedute da design e divani sempre più confortevoli e colorati. Fondamentale l'utilizzo della connessione internet utilizzata in tutte le sue declinazioni. Immancabile la rete wireless che consente di rimanere in collegamento con "il mondo" comodamente seduti a sorseggiare il proprio drink. Per seguire la velocità del cyber-spazio il gestore di un bar di nuova generazione non può restare indifferente ai repentini cambiamenti legati alle mode del momento e sempre più vigile rispetto alle nuove tendenze deve essere sempre pronto ad adeguarsi all’ennesima nuova "trasformazione".
Geremia De Stefano
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