Per trent’anni Gregorio Fuentes ha consumato due pasti al giorno al ristorante La Terraza sulla spiaggia della baia di Cojimar a pochi chilometri da L’Havana.Era ospite del governo e rispondeva con cortesia a coloro che lo interrogavano sull’amicizia lunga 22 anni che lo aveva legato al grande scrittore statunitense Ernest Hemingway. Fuentes accompagnava il narratore nelle lunghe giornate in mare a caccia di marlin e aveva fatto da modello per il racconto Il vecchio e il mare con cui Hemingway vinse il premio Nobel per la letteratura nel 1954.
Cojimar è un piccolo paese di pescatori situato in una baia naturale a 15 chilometri a est di L’Havana. Una muraglia di cemento lo ripara dalla violenza delle onde e un porticciolo permette a qualche imbarcazione di ormeggiare in un comodo riparo. A pochi metri dall’oceano, sul tratto sabbioso che precede la strada principale, è collocato il ristorante La Terraza specializzato nell’elaborazione di gustose pietanze di pesce, in particolare di piatti a base di frutti di mare. Il locale, intorno agli anni trenta del Novecento, consisteva di due stanze una prima adibita a bar, con un lungo bancone in noce massiccio, una seconda con i tavoli del ristorante. In un tavolo d’angolo nei pressi della finestra che dava sul porto s’incontravano spesso Ernest Hemingway e Gregorio Fuentes per mangiare un piatto di gamberoni arrosto insieme ed insieme preparare le scorribande in mare a bordo del Pilar, la barca di proprietà dello scrittore di cui il pescatore cubano era il marinaio, alla ricerca di marlin e sommergibili nazisti. Prima di sedersi a tavola lo scrittore americano sostava, come era solito fare, al bar per un aperitivo, il Trago (rum, pompelmo, lime) sorbito sempre in piedi. “Reggeva bene l’alcol – ricorda Gregorio – come me. Non l’ho mai visto ubriaco, tranne quella volta che Martha (Martha Gellhorn, la sua terza moglie, ndr) lo lasciò”. Hemingway aveva scelto Cuba come residenza principale nel 1938, attratto dal clima e dalla bellezza del mare. Per questo, un anno dopo, aveva acquistato, oltre al Pilar, una tenuta in rovina denominata Finca Vigia, su di una collina poco distate da Cojimar, con una grande villa ad un solo piano che aveva ristrutturato e nella quale trascorreva i lunghi periodi cubani fra un viaggio e l’altro. Vi scrisse alcuni capolavori (Per chi suona la campana, Il vecchio e il mare) e vi ospitò i tanti amici che venivano a trovarlo da un po’ tutto il mondo. Lo scrittore era un grande appassionato di pesca e la ricchezza della fauna marina caraibica lo affascinava. Il marlin costituiva la sua vittima preferita, sia per le dimensioni (in media sono lunghi intorno ai 2,5 metri) e per le caratteristiche generali (un muso a forma di lancia e una lunga e rigida pinna dorsale) che per la difficoltà a catturarlo e per le notevoli capacità di lotta che mettevano a dura prova la resistenza dell’avversario. Il più delle volte il filo da pesca, se non bene utilizzato, non resisteva all’impeto dell’animale che, dopo averlo reciso, fuggiva indisturbato a caccia di nuove prede. Gregorio fu al fianco di tanti combattimenti ingaggiati da “papa” (con questo nomignolo Ernest era conosciuto nell’isola caraibica) contro i talentuosi abitanti dell’oceano. Il marinaio non sapeva leggere e scrivere, ma conosceva bene il mare e maneggiava un barca come pochi altri. Con Hemingway si conobbero nell’isola di Tortuga in una giornata di vento terribile e mare grosso, quando l’allora trentenne cubano riuscì a parcheggiare nel porticciolo in modo perfetto l’imbarcazione che conduceva, sotto gli occhi stupiti dell’americano. Questi, una volta a terra, lo avvicinò per congratularsi e chiedergli aiuto per raggiungere in qualche modo la famiglia e comunicargli che era salvo. Da lì nacque un’amicizia durata 22 anni, fino a quando nel 1959 lo scrittore abbandonava l’isola appena conquistata dalle armate rivoluzionarie di Fidel Castro. Alla scomparsa di Hemingway, avvenuta per mano dello stesso scrittore sparatosi alla testa con un fucile a Ketchum nell’Idaho il 2 luglio del 1961, la quarta moglie Mary Welsh, unica esecutrice testamentaria, regalò il Pilar a Gregorio come ricordo di un’amicizia solida e mai turbata da litigi o incomprensioni. Il marinaio cubano si spense il 13 gennaio 2002 a 104 anni. A chi gli chiedeva il segreto di tanta longevità rispondeva che il medico non gli aveva mai proibito qualche buona bevuta di rum e sigari “puros”, ma gli aveva sempre raccomandato di utilizzare almeno due profilattici prima di andare con le donne.
Stelvio Catena