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LE GRANDI DINASTIE ALBERGHIERE

La (s)fortuna di chiamarsi Hilton

Le vicende di una famiglia che è diventata una garanzia nel mondo per la grazia e lo charme nell’ospitalità di lusso.

La famiglia Hilton continua, a distanza di tanti anni, a fare notizia. Questa volta, però, non grazie all’ennesima intuizione finanziaria che dal suo fondatore Conrad continua a far crescere i già considerevoli emolumenti della dinastia, ma in virtù delle bizzarre performances della nipote del magnate americano.

Dopo essere stata la protagonista di un video pornografico amatoriale diffuso in internet dal suo ex fidanzato Rick Solomon e una modella tra le più eccentriche e ricercate, di recente è stato il personaggio principale di uno spot pubblicitario censurato per una catena di fast food statunitensi. Interprete di un reality show in cui cerca di lavorare per vivere con la sorella Nicky, altro personaggio del tutto particolare, tanto che ha annunciato da poco la creazione di una catena di hotels con il suo nome, ma per una compagnia diversa da quella di famiglia, premio per il personaggio pubblico peggio vestito del 2003, non perde occasione per far parlare di se. E dire che quella degli Hilton non può certo dirsi una dinastia di basso profilo con un patrimonio valutato intorno agli 800 milioni di dollari.

Le vicende del fondatore di tale fortuna rappresentano una storia classica delle opportunità offerte dagli Stati Uniti a uomini dotati di fiuto per gli affari e di quello che viene comunemente definito spirito imprenditoriale. Una diffusa convinzione dice, altresì, che chi accumula grandi fortune qualche scheletro nell’armadio lo nasconde, ma molto spesso è la coscienza di ognuno la sola a conoscere la verità. Comunque sia, Conrad Nicholson Hilton può tranquillamente definirsi un self made man, un uomo che ha costruito partendo da niente un impero economico. Nato a San Antonio (New Mexico) il 25 dicembre del 1887, a soli 16 anni iniziò a lavorare nel piccolo albergo del padre come portiere di notte. All’Hotel meublé, con sole cinque stanze, di August Hilton per un dollaro si poteva avere una camera e vitto per l’intera giornata. Nel 1913 entrò nella banca cittadina come cassiere e solo due anni dopo ne era il presidente.

La disponibilità di denaro, anche personale, e il privilegio sugli affari, che il lavoro in un istituto bancario offre a chi è dotato di capacità imprenditoriali, posero in condizione il giovane Conrad di  mettere a segno alcune operazioni importanti con autorimesse e negozi. L’intuizione in quello che divenne il vero business della sua vita l’ebbe quando, nel 1919 a Cisco (Texas) in attesa di effettuare un investimento nel settore bancario che andava troppo per le lunghe, spazientito decise di acquistare un albergo di 40 stanze della città. Così iniziò la serie di acquisizioni e costruzioni di alberghi in tutto il mondo. Oggi la catena Hilton è costituita da quasi 500 strutture di accoglienza in grado di coprire l’intero pianeta. Il posizionamento che il fondatore volle dare ai suoi hotels era di alto profilo e destinato a essere utilizzato dai ricchi uomini d’affari continuamente in viaggio per lavoro: servizi di livello considerevole e all’avanguardia nel settore tecnologico, personale qualificato, arredo delle stanze di prestigio, cura dei particolari. Ebbe tre mogli e quattro figli. La seconda moglie, con cui visse dal 1942 al 1946, era Tza Tza Gabor la famosa attrice francese da cui ebbe l’ultima figlia. Nel 1966, ormai avanti con gli anni, Conrad individuò nel figlio Barron l’erede alla guida dell’impresa e questi non lo deluse. Per prima cosa decise di ristrutturare in maniera sostanziale l’Hilton Hotels Corporation: centralizzò gli acquisti per tutte le strutture in una nuova unica società, stipulò alleanze con altri imprenditori attivando proficue sinergie, ridusse spese e personale, aumentò i prezzi delle camere. Risultato: i profitti raddoppiarono in due anni.

Un altro figlio del magnate si rese protagonista di un episodio in grado di portare sulle prime pagine dei giornali la famiglia ma che poco aveva a che fare con le capacità imprenditoriali dei rampolli di casa Hilton anche se proseguiva un percorso familiare. Nel 1951 Conrad Hilton jr. sposò la diva cinematografica più desiderata del momento: Elisabeth Taylor. Il primo matrimonio dei cinque dell’attrice e, forse il più breve, durò, infatti, appena un anno. Alla scomparsa del fondatore è stata istituita la Conrad N. Hilton Foundation che assegna ogni anno un milione di dollari all’associazione non governativa che ha meglio operato nell’assistenza ai bisognosi. Inoltre all’Università di Huston è stato creato il Conrad N. Hilton College per la formazione di manager nei settori dell’accoglienza e della ristorazione.

Una vera e propria storia americana con la pragmaticità e gli eccessi caratteristici del più potente tra i paesi industrializzati del mondo, una storia imprenditoriale e una saga familiare destinate a proseguire nel tempo.

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