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ATTUALITA'

Milano si tiene stretto l'aperitivo.

L’aperitivo è salvo.  Anzi, il mitico happy hour, tanto caro ai milanesi, non è mai stato in pericolo. Parola di Lino Stoppani, il numero uno dell’associazione meneghina dei pubblici esercizi (Epam) che, in un colloquio con “Spaziohoreca”, minimizza le recenti polemiche sull’abuso di alcol tra le fasce più giovani. Fa un passo indietro e ricorda la miccia accesa dalle parole dell’assessore alla Salute della giunta Moratti, Giampaolo Landi, e alla fine sintetizza, senza dirlo esplicitamente: la colpa è dei giornali e di quei giornalisti che nell’estrapolare le dichiarazioni del responsabile del Comune, hanno estremizzato il concetto. Sarà pure così, ma i virgolettati di Landi, all’epoca, erano stati abbastanza chiari.

“Servono cambiamenti – aveva sottolineato parlando dell’happy hour - Si beve troppo e troppo presto. Le sette di se­ra... Così non va bene. Lo dico anche per i ragazzi. Dobbiamo proteggerli”. Insomma, tutto lasciava pensare a una possibile iniziativa, targata Palazzo Marino, per rinviare l’orario di inizio dell’aperitivo. “Non mi sembra la soluzione del problema – replica Stoppani – chi vuole bere non sarebbe di certo disincentivato, anzi, il rischio è che concentri in un lasso temporale  più breve la stessa quantità di alcol”. Insomma, al di là delle smentite di circostanza, non sembra che tra l’uomo delle istituzioni e il rappresentante di bar e ristoranti milanesi ci sia una grande coincidenza di idee.

Secondo punto. Agire sul prezzo.  “Puntiamo sulla qualità del bere- rimarcava Landi non più tardi di un paio di settimane fa - non sulla quantità, così come già facciamo per il cibo”. E quindi? Via libera allo sconto sul buffet per chi ordina analcolico. E anche in questo caso arriva la stroncatura di Stoppani. “E’ una formula che già esiste – sottolinea il numero uno dei pubblici esercizi milanesi – Già oggi chi ordina un drink analconico paga meno”. E anche in questo caso le differenze tra Landi e Stoppani sembrano chiare.

E allora? Come si risolve il problema dell’eccesso di alcol tra i giovanissimi secondo il numero uno dell’Epam? “Innanzitutto – spiega – non colpevolizzando l’aperitivo, ma tenendo sempre ben presente l’importanza sociale, come luogo di scambio culturale e di idee, che ha l’happy hour per una città come Milano. Quindi, chiedendo uno sforzo a quelli che sono i responsabili principali della crescita e dell’educazione dei ragazzi. Mi riferisco alla famiglia e alla scuola”.

Per esempio? “Mi chiedo, per esempio, se nelle scuole si fa abbastanza sensibilizzazio­ne sui rischi del bere. Oppure mi interrogo sull’opportunità di aumentare gli stage e le esperienze lavorative anche per i ragazzi più giovani. Magari avrebbero meno tempo libero e l’impatto con il mondo del lavoro lontano dall’ala protettiva della famiglia li responsabilizzerebbe”.

E voi? “Guardi, noi  organizziamo dei corsi e pretendia­mo dagli associati che facciano più controlli per difendere gli adolescenti al bancone.  Ma non basta. Fino ad oggi abbiamo aderito a quasi tutte le manifestazioni di contrasto agli abusi dell’al­col e continueremo a farlo.  Detto questo, se emergessero altre necessità o urgenze non ci tireremmo certamente indietro anche in un’ottica di dialogo costruttivo con il Comune”.

E a questo proposito va segnalata l’ultima iniziativa proprio dell’Epam. Una locandina sul bere responsabile, che già si trova affissa in diversi bar della città, raffigurante una bottiglia con una ragazza chiusa all’interno (è l’immagine rappresentata sopra ndr). Il messaggio è chiaro: ”Non sei tu che abusi dell’alcol, è lui che abusa di te”.    

 

 

 

                                                                  Tobia De Stefano

 

 

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