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NUOVE TENDENZE

Mari & Monti: alla ricerca della propria natura

Si stanno sempre più diffondendo proposte turistiche che, oltre alla salvaguardia e alla conservazione dei luoghi di maggior pregio ambientale e paesaggistico, propongono ai visitatori il recupero di tradizioni locali il più delle volte lasciate da tempo nel dimenticatoio, ma capaci di insegnarci molto intorno alle radici nostre e dei nostri padri. Ritrovare, lontani dalla folla dei grandi centri balneari e montani, il piacere delle “piccole cose di una volta”, al riparo dai progressi della tecnologia e dai divertimenti “alla moda”.

                                                                                                                                

Spiagge pulite, poco affollate e fondali meravigliosi, oppure, per coloro che preferiscono deambulare ad alta quota, incontrare alle sei del mattino in un rifugio uno scrittore e fare con lui quattro chiacchiere. La ricerca di tranquillità e pace, sembra farsi largo nelle esigenze di un numero sempre più grande di turisti nel nostro paese. Allo scopo di soddisfare tali richieste si moltiplicano le proposte che vanno in questa direzione. Presso alcuni villaggi delle Dolomiti undici cori hanno cantato all’unisono a mezzogiorno del 20 giugno per dare il via alla stagione estiva dei rifugi e al festival che da 15 anni porta tra le valli e le montagne di queste zone ensemble e artisti da tutto il mondo mettendo a confronto musica e poesia, narrativa e trekking, sullo sfondo di paesaggi naturali unici. Concerti dall’alba al tramonto, passeggiate in quota con artisti e scrittori, reading notturni nei rifugi per tutti coloro che intendono abbinare il contatto con la natura alla ricerca culturale. Marco Paolini interpreta brani di Jack London attraversando i boschi della Val di Genova, mentre Erri De Luca legge brani dal suo ultimo romanzo Il peso della farfalla (Feltrinelli) e Moni Ovadia dialoga con il pubblico in Val di Fassa di primo mattino. Cinque comuni della provincia di Livorno (Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo, Sassetta e Suvereto) si sono messi in rete offrendo agli eventuali visitatori un percorso archeologico lungo i propri territori. Il cammino prevede visite a castelli medievali, antiche miniere, necropoli etrusche e l’ingresso a una serie di musei, ma anche la scoperta di aree naturali costiere, parchi forestali e archeominerari, inoltre si possono incontrare operatori esperti nella fabbricazione di oggetti di uso quotidiano dei tempi preistorici e cimentarsi con loro nel tentativo di (ri)costruire qualche utensile. Manifestazioni e incontri sono previsti anche nelle ore notturne. Più complicato trovare zone appartate lungo le coste marine, per la predilezione che i turisti, italiani e non, hanno sempre avuto per l’azzurra distesa d’acqua salata. In ogni caso nel tratto estremo della Riviera di Levante, in Liguria, è situato un piccolo arcipelago (formato dalle isole di Palmaria, Tino e Tinetto) nel parco naturale di Porto Venere, con fondali ancora incontaminati, dove è possibile trovare la posidonia (pianta acquatica mediterranea) e tutte le specie di gorgonie (octocoralli coloniali), mentre a miglio dalla costa di Albenga, nei pressi dell’isola di Galllinara completamente deserta e con un solo piccolo molo per attraccare, si possono trovare colonie di corallo nero. Formula bed&bike in Piemonte per pedalare lungo sentieri immersi nel verde con pernottamenti in rifugio, e una particolare promozione nei mesi di giugno e settembre dove si dorme due notti pagandone soltanto una. In provincia di Alessandria si riscoprono le usanze delle campagne ripercorrendo momenti di vita contadina tra cascine e fattorie che forniscono ospitalità ai visitatori desiderosi di un’esperienza che li metta in grado di conoscere il funzionamento e le necessità inerenti la gestione di un’azienda agricola. In Trentino dieci alberghi di livello medio – alto (tutti dalle quattro stelle lusso in su) si sono consorziati e propongono una visita “meditata” della regione, dal Lago di Garda alle Dolomiti, provvista di tutti i comfort e ricca di tranquillità, all’insegna della scoperta gastronomica e della discrezione. Insomma, una via che nell’attuale panorama dell’offerta turistica appare innovativa, anche se spesso si rivolge al rinvenimento di luoghi e tradizioni orientati al passato, e che consiste nel legare la propria proposta di accoglienza al territorio e alle usanze dei posti di origine, arricchendo l’offerta ambientale, consistente nelle bellezze naturali e paesaggistiche di porzioni di territorio ancora incontaminate, ad eventi culturali in linea con la memoria e le consuetudini della zona. Si tratta di proporre al viaggiatore itinerari all’insegna della “bellezza”, quella della natura al suo stato primordiale, dove l’intervento dell’uomo risulta quasi inesistente e, comunque, indirizzato al mantenimento dell’equilibrio primitivo, unita a quella della cultura, non intesa come accumulo di aride e, spesso, inutili nozioni, ma come conquista attiva della singola identità attraverso la conoscenza delle proprie origini. Un percorso dove regnano sovrane serenità e buon vivere, alla larga dal trambusto esagerato delle “piazzette” alla moda e dall’artificiale vivacità dei “villaggi”, senza animazione, tornei di calcetto e spettacolini serali, e, soprattutto, senza “braccialetti” all inclusive da portare per forza.

 

 

                                                                  Stelvio Catena

 

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